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Due baby rapinatori arrestati dalla polizia a Napoli

La polizia a Napoli ha arrestato due 17enni per tentata rapina aggravata e lesioni personali. I due minori sono stati inoltre denunciati per porto di oggetti atti ad offendere e uno anche per guida senza patente. Il tentativo di rapina con pestaggio di cui sono protagonisti e’ avvenuto in via Genova verso le 23 di ieri. La vittima, un 52enne, stava parcheggiando la sua auto quando e’ stato avvicinato dai due giovani che lo hanno minacciato con uno sfollagente telescopico chiedendogli di consegnare il borsello. L’uomo si e’ rifiutato e i due hanno quindi iniziato a colpirlo. Le urla della vittima hanno fatto si’ che alcune persone si affacciassero ai balconi, cosi’ i ragazzi, dopo un ultimo colpo all’uomo, sono saliti in sella a uno scooter e si sono dati alla fuga. Pochi istanti dopo sono stati intercettati dai poliziotti in Via Parma, inseguiti, raggiunti e bloccati. Le numerose testimonianze hanno consentito l’arresto dei due minorenni. La vittima della tentata rapina e’ stato invece accompagnato al pronto soccorso della ospedale S. Giovanni Bosco. L'articolo Due baby rapinatori arrestati dalla polizia a Napoli sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Cantone: “Nel calcio c’è poca trasparenza sulla contabilità”

“Che nel mondo del calcio ci siano meccanismi di scarsa trasparenza sulla contabilità non lo scopriamo ieri, ma vorrei capire bene cosa c’è: in tante altre occasioni si è evidenziato questo dato e poi non mi pare ci siano stati cambiamenti nel periodo successivo. Prima di esprimermi vorrei capire bene cosa c’è nell’indagine”. Lo ha detto il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, commentando l’inchiesta “Fuorigioco” della Procura di Napoli a margine della presentazione del nuovo indice di percezione della corruzione Trasparency international Italia.“Non credo mai che i giornalisti siano responsabili, i giornalisti fanno il loro dovere a rendere pubblici”, ha proseguito Cantone riferendosi alle parole del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, “però vorrei capire bene cosa c’è, ho sentito anche di cifre che non si capisce bene quanto siano realmente significative dal punto di vista dell’entità”. L'articolo Cantone: “Nel calcio c’è poca trasparenza sulla contabilità” sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Alberto di Monaco a processo a Napoli

Anche se principe, Alberto II di Monaco dovrà comparire il prossimo 28 giugno nell’udienza della causa civile intentata dall’imprenditore Mario Loffredo, attivo nel settore del poker on line, per una presunta truffa che Loffredo sostiene di aver subito da dipendenti e amici di Alberto di Monaco con l’avallo del principe stesso. La decisione è del giudice del tribunale di Napoli Nord, Annamaria Buffardo, la quale ha citato per la terza volta Alberto di Monaco dopo aver interessato il Ministero della Giustizia italiano il quale ha stabilito che “non si ravvisano gli estremi per un eventuale intervento volto alla risoluzione della vicenda in via diplomatica”. Questo perché si tratta di una “questione di rilevanza processuale connessa all’interpretazione della normativa processuale e sovrannazionale vigente” e spetta al giudice di merito “ogni decisione in ordine alla legittimità o meno del rifiuto, da parte del convenuto di ricevere l’atto di citazione”. Alberto di Monaco aveva rifiutato la notifica per due volte appellandosi anche alla Costituzione del Principato di Monaco, secondo la quale “la figura del Principe è inviolabile”. Secondo Loffredo, persone vicine al principe si sarebbero impossessati illecitamente di un software innovativo di poker online (Texas Hold’Em) e del progetto di un torneo la cui finale mondiale si sarebbe dovuta svolgere proprio a Montecarlo mentre l’imprenditore avrebbe anche pagato milioni di euro su richiesta dei monegaschi. Tra queste persone, prosciolte dal giudice di Como dall’accusa di truffa, mentre la Procura è ricorsa in appello e si attende la fissazione del processo, anche Bernard Lambert, direttore generale fino al 2011 della Societè des Bains et des Mers (Sbm)) la cassaforte del Principato, proprietaria di gran parte dei casinò monegaschi. Oltre al risarcimento danni contro il principe e altri sette è stata presentata sempre al Tribunale di Napoli Nord, una richiesta di sequestro conservativo delle quote per 75 milioni di euro. L'articolo Alberto di Monaco a processo a Napoli sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Appalti Ministero difesa tre in manette

La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Caserta stanno eseguendo un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di tre persone – un imprenditore e due tenenti colonnello dell’Esercito Italiano – indagate per corruzione nell’ ambito degli appalti per le opere pubbliche. L’ attivita’ investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ha fatto emergere un consolidato rapporto tra un imprenditore casertano e due ufficiali dell’ Esercito che si occupavano di gare d’ appalto per l’ affidamento di lavori commissionati dal Ministero della Difesa. Denaro e altre regalie, dunque, in cambio di appalti.In manette sono finiti un imprenditore casertano, F.C., e di due tenenti colonnello dell’Esercito italiano in servizio presso il X Reparto infrastrutture di Napoli del ministero della Difesa, A.C. e G.M., rispettivamente con mansioni di capo ufficio amministrazione e capo ufficio contratti. Attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche e grazie all’acquisizione di documentazione amministrativa e contabile, è stato appurato come numerose gare d’appalto fossero state assegnate ad imprese riconducibili all’imprenditore, dietro elargizione ai pubblici ufficiali di somme di denaro ed altre utilità. In particolare, secondo l’ipotesi investigativa, erano stati sborsati 44mila euro a beneficio del militare a capo dell’amministrazione del X Reparto, in relazione a due diverse gare di appalto aggiudicate in favore di imprese del suo gruppo, nonché un’ulteriore somma di 12mila euro in favore dei due ufficiali per l’assegnazione di ulteriori lavori. L'articolo Appalti Ministero difesa tre in manette sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Crollo in Galleria in sette a processo

Sono sette le persone, a conclusione delle indagini, rinviate a giudizio per il crollo in Galleria a Napoli che causò la morte del giovane Salvatore. Omicidio colposo, lesioni colpose e crollo colposo i reati di cui dovranno rispondere : Giovanni Spagnuolo, dirigente del Servizio sicurezza abitativa del Comune; Giuseppe Africano e Franco Annunziata, dipendenti dello stesso ufficio; Mariano Bruno e Marco Fresa, che si sono succeduti nella carica di amministratore del condominio di piazzetta Matilde Serao 7; Elio Notarbartolo, direttore dei lavori incaricato dall’assemblea del condominio; Salvatore Capuozzo, dirigente del Servizio di difesa idrogeologica del Comune. Era il 5 luglio del 2014 quando il quattordicenne Salvatore Giordano morì a seguito della caduta di calcinacci all’interno della Galleria Umberto. Fin da subito si parlò di cattiva manutenzione dell’edificio e della mancanza di interventi urgenti. Quel maledetto giorno il ragazzo stava passeggiando con alcuni coetanei in Galleria quando fu centrato in pieno da pesanti calcinacci. Secondo i magistrati gli indagati rimasero “inerti nonostante i numerosissimi eventi succedutisi negli anni con cadenza pressoché mensile”. L'articolo Crollo in Galleria in sette a processo sembra essere il primo su Cronache della Campania.