Attentati dinamitardi , pestaggi e droga: ai baby boss dei Ligato 120 anni di carcere nonostante la scelta del rito abbreviato

Ultime News

Napoli, evade dai domiciliari e gira in auto con attrezzi da scasso

Nel corso di un controllo di routine in via...

Acerra, arrestato pusher 33enne con oltre 250 grammi di droga

Un 33enne con precedenti specifici è stato arrestato ieri...

Volla, sequestrati oltre 500 chili di pesce senza etichetta: multa da 2mila euro

Volla-  Oltre mezza tonnellata di prodotti ittici privi di...

Il gup del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha condannato a 20 anni di carcere ad Antonio Raffaele Ligato e 18 anni a sua sorella Felicia, entrambi figli del boss di Pignataro Maggiore Raffaele. Condannati anche Michele De Biase (10 anni); Davide Ianuario, l’amico del baby boss divenuto collaboratore di giustizia (6 anni); Daniele Schettini (12 anni); Anna De Fusco (9 anni); Fabio De Gennaro (10 anni); Claudio Di Bernardo (9 anni); Terence Fusco (9 anni); Luigi Mandesi (4 anni); Raffaele Palmieri (10 anni); Giuseppe Valente (10 anni).
L’inchiesta nella quale rimasero coinvolti aveva messo evidenziato come, nonostante l’arresto del capo Raffaele Ligato, i suoi figli abbiano preso in mano le redini della camorra creando una salda struttura organizzativa, con divisione dei ruoli, allo scopo di avere il monopolio del mercato delle sostanze stupefacenti . La configurazione a carattere gerarchico, era costituita da vere e proprie are di spaccio di sostanze stupefacenti gestite da insospettati capaci di smerciare oltre 50 kg di droga al mese.
Gli inquirenti, a seguito della sua scarcerazione (avvenuta il 2 dicembre 2015), Raffaele Antonio Ligato aveva dovuto affermare il proprio nuovo gruppo nel contesto ambientale ricorrendo alla violenza e mettendo in essere attentati dinamitardi e pestaggi affinché fosse che il nuovo gruppo camorristico operante nel territorio di Pignataro ed il ruolo di potere assoluto della famiglia Ligato.
Gustavo Gentile
Cronache della Campania@2019

Fonte