Detenuto a Secondigliano tenta di sfondare cella con spranga e liquido infiammabile nascosti

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Nel carcere di Secondigliano si sono vissuti momenti di forte tensione nel pomeriggio di ieri, quando gli agenti della polizia penitenziaria hanno scoperto una spranga di ferro e del liquido infiammabile nascosto in due bottiglie di plastica.

Il ritrovamento è avvenuto durante una perquisizione eseguita intorno alle 15 nel reparto T2 isolamento dell’istituto. Decisivo, secondo quanto emerso, sarebbe stato l’occhio vigile del personale in servizio che, notando alcuni movimenti sospetti, ha fatto scattare immediatamente i controlli all’interno della cella.

Nel locale sarebbe detenuto un soggetto già sottoposto al regime previsto dall’articolo 14-bis dell’ordinamento penitenziario, misura che impone una sorveglianza particolare nei confronti di chi viene ritenuto potenzialmente pericoloso per l’ordine e la sicurezza del carcere o in grado di ostacolare il regolare svolgimento delle attività interne.

Il rinvenimento del materiale sequestrato ha portato ad approfondimenti immediati da parte degli operatori.

Stando a quanto riferito, nella notte lo stesso detenuto avrebbe anche tentato di sfondare il blindo della cella, colpendo con forza la porta utilizzando la branda del letto.

Il gesto è stato fermato grazie al rapido intervento della polizia penitenziaria, che è riuscita a riportare la situazione sotto controllo senza ulteriori conseguenze.

A rendere noto l’episodio è stata Gina Rescigno, responsabile sindacale nazionale della F.S.A.-C.N.P.P./S.P.P., che ha sottolineato la gravità del contesto in cui il personale è costretto a operare ogni giorno.

«La scoperta ha evitato che quegli oggetti potessero essere usati contro agenti, detenuti o altre persone», ha spiegato Rescigno, definendo quella attuale una delle fasi più difficili vissute negli istituti penitenziari negli ultimi vent’anni.

Il sindacato torna così a lanciare l’allarme, chiedendo interventi immediati: «Servono rinforzi urgenti per il personale, prima che il sistema penitenziario arrivi al collasso. La polizia penitenziaria non è mai stata così lasciata sola».

Infine, Rescigno ha voluto rivolgere un ringraziamento agli agenti in servizio nel carcere di Secondigliano: «Un plauso ai colleghi che ogni giorno, con professionalità e senso del dovere, continuano a lavorare nonostante una gravissima carenza di organico. Anche stavolta hanno dimostrato concretamente la presenza dello Stato».