Clan Moccia in Toscana: finte prestazioni per estorcere denaro agli imprenditori

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Firenze, estorsioni su cantieri: il clan Moccia coinvolto in un nuovo sistema illecito

Nei giorni scorsi, la Procura di Firenze ha portato alla luce un’importante indagine, denominata “Contractus”, che ha portato all’arresto di dieci persone legate al clan Moccia, noto sodalizio criminale di Afragola. L’operazione, condotta dai Carabinieri, ha rivelato un sofisticato sistema di estorsioni perpetrato principalmente in cantieri di opere pubbliche tra le province di Firenze, Prato e Siena.

Il sistema di estorsione

Secondo quanto emerso, il gruppo operativo, guidato dalla ditta Pr Appalti Srl, con sede nella provincia di Napoli, si era erroneamente mascherato sotto il velo di contratti legittimi per il subappalto di opere. Le estorsioni avvenivano attraverso la richiesta di pagamenti per prestazioni lavorative non effettuate. Gli indagati, si apprende, erano capaci di occupare fisicamente i cantieri e utilizzare gli operai per esercitare pressione sulle vittime, costringendole a cedere ai pagamenti illeciti.

La Pr Appalti, amministrata da Raffaele Panico, uno degli arrestati, otteneva subappalti per importi modesti, generalmente compresi tra i 10.000 e i 15.000 euro. Tuttavia, i costi finali per i committenti lievitavano, arrivando a centinaia di migliaia di euro. I pagamenti venivano estorti sotto minaccia, come evidenziato dall’intensità delle intimidazioni verbali riscontrate durante le intercettazioni.

Le minacce agli imprenditori

Tra i metodi intimidatori utilizzati spiccavano le minacce dirette. Giuseppe Castiello, uno degli indagati, non esitava a contattare via telefono le sue vittime con insulti e avvertimenti espliciti. In un intercettazione, un imprenditore veniva minacciato con frasi fuoristiche e aggressive, che esprimevano la volontà di ricorrere alla violenza fisica se non avesse proceduto con i pagamenti richiesti.

Alle intimidazioni verbali si affiancavano azioni fisiche. Il gruppo criminale, secondo quanto riportato, era pronto a occupare i cantieri e a sfruttare la presenza degli operai per legittimare le proprie pretese, rendendo difficile per le vittime rifiutare di pagare.

La reazione delle forze dell’ordine

Le indagini, durate oltre un anno, hanno messo in luce come la criminalità organizzata stia trovando nuovi metodi per esercitare il proprio controllo nel settore degli appalti pubblici. Le autorità hanno evidenziato la necessità di un monitoraggio costante e di misure di sicurezza per prevenire episodi simili e tutelare le vittime di queste pratiche illecite.

Attualmente, i dieci indagati si trovano in custodia cautelare, e le indagini procedono per fare luce su eventuali ulteriori collusioni e per fornire supporto alle vittime di estorsione. Gli sviluppi dell’inchiesta potrebbero rivelare ulteriori dettagli sul modus operandi del clan Moccia e sul suo impatto sull’economia locale.

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