Arzano: La Crudele Storia del Clan della 167 e la Lunga Scia di Sangue
Arzano, 2023 – Il clan della 167, legato a nomi come Monfregolo, Cristiano e Mormile, ha seminato terrore nel territorio partenopeo, con una lunga lista di omicidi e vittime innocenti. Secondo le inchieste condotte dalla Procura e testimonianze di collaboratori di giustizia, il sodalizio ha potuto contare, nel corso degli anni, su coperture istituzionali che avrebbero permesso loro di conoscere in anticipo le operazioni delle forze dell’ordine.
Formato nel 2014, il clan ha assunto un ruolo predominante nella zona, originando da una costola della cosca Amato-Pagano. Da allora, si sono susseguiti omicidi e ferimenti, talvolta coinvolgendo anche persone estranee a dinamiche criminali. Nonostante oltre 50 arresti eseguiti dalle forze dell’ordine, le indagini hanno messo in evidenza una repentina capacità di rigenerazione del clan, alimentata dall’afflusso di nuove leve, spesso non direttamente collegate al cartello.
Il clan ha anche sviluppato relazioni ambigue con la politica locale, tanto da riuscire, in alcune circostanze, a candidare e far eleggere propri rappresentanti. A tal fine, ha impiegato metodi di intimidazione.
La violenza del clan ha avuto un inizio drammatico il 26 febbraio 2014, quando due killer tentarono di eliminare Ciro Casone, reggente del clan Moccia. L’attentato, avvenuto nel centro abbronzante “Solero” di Arzano, causò la morte di Casone e di un innocente, Salvatore Ferrante. I responsabili non esitarono a colpire anche una donna che cercò di fermarli. L’inchiesta seguente, condotta dalla Procura e dai Carabinieri, ha portato all’assoluzione in appello degli imputati, nonostante condanne all’ergastolo in primo grado.
L’8 aprile del 2017, un altro agguato clamoroso avvenne nei pressi del carcere di Secondigliano, dove un altro esponente del clan Moccia, Raffaele Russo, venne ucciso davanti a numerose telecamere. Gli eventi si intensificarono il 24 novembre 2021, quando nel Roxy Bar di Arzano, due killer spararono in un affollato locale, uccidendo Salvatore Petrillo e ferendo altri due avventori.
A distanza di pochi mesi, il 17 marzo 2022, un tentativo di omicidio in un circolo ricreativo si concluse con feriti, dimostrando la netta escalation della violenza. Gli uomini del clan non si fecero scrupoli nemmeno nel minacciare rappresentanti delle forze dell’ordine e giornalisti che indagavano sulle loro attività.
La faida interna al clan ha ulteriormente aggravato la situazione, con due omicidi avvenuti in breve tempo. Il 4 febbraio 2023, Rosario Coppola, un innocente, venne ucciso in un errore di identificazione, in un agguato ordinato da un reggente del clan per eliminare Davide Pescatore, suo reale obiettivo. Pochi giorni dopo, Armando Lupoli, presunto autore dell’omicidio di Coppola, venne assassinado.
Le indagini hanno portato a undici arresti, mentre un provvedimento del gip ha ampliato il numero degli indagati a un totale di sedici. Le misure cautelari coinvolgono nomi noti nel panorama criminale locale.
Le investigazioni, condotte sotto l’egida della Direzione Distrettuale Antimafia, continuano a cercare di fare luce su una realtà complessa e in continua evoluzione. L’intreccio tra criminalità e istituzioni rimane uno dei temi più delicati nella lotta contro la camorra ad Arzano.
