Napoli: Maxi condanne per il clan Anastasio-De Bernardo, oltre due secoli di carcere per 21 affiliati
Napoli – Il Giudice per le udienze preliminari di Napoli ha emesso oggi una sentenza che prevede oltre due secoli di carcere complessivi per ventuno imputati legati al clan Anastasio-De Bernardo. Questa rete criminale, attiva tra Somma Vesuviana e Sant’Anastasia, è ritenuta vicina all’organizzazione camorristica dei Mazzarella.
L’indagine, condotta dalla Procura antimafia di Napoli, ha rivelato una serie di reati gravi, tra cui associazione di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi e richieste estorsive.
Pene severe per i capi del gruppo
Tra gli imputati, Rosario De Bernardo, identificato come il vertice del gruppo, ha ricevuto la condanna più severa: 19 anni di reclusione. Altre figure chiave hanno subito pene altrettanto significative, con Salvatore Di Caprio condannato a 18 anni e 6 mesi, Carmela Miranda a 18 anni e 4 mesi, Fabio Annunziata a 18 anni e Clemente Correale a 15 anni e 4 mesi. Per gli altri sedici imputati, le pene variano da 11 a 3 anni di reclusione.
Gestione dello spaccio dal carcere
Un altro nome di rilievo nella sentenza è quello di Raffaele Anastasio, leader del gruppo di Sant’Anastasia, condannato a 9 anni. Michele Mazzarella ha ricevuto invece una pena di 6 anni, ridotta grazie all’applicazione della continuazione di reato con una sentenza precedente già passata in giudicato.
Secondo le indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, Mazzarella avrebbe svolto un ruolo centrale nella gestione delle operazioni di spaccio dal carcere. Le intercettazioni documentano come coordinasse le piazze di spaccio nel Vesuviano, attive nella distribuzione di vari tipi di sostanze stupefacenti, avvalendosi della collaborazione di affiliati in libertà.
L’origine dell’inchiesta
Le condanne di oggi chiudono un capitolo dell’inchiesta che ha portato al maxi-blitz del maggio 2025. In quell’occasione, le forze dell’ordine hanno arrestato decine di persone nel Vesuviano, smantellando organizzazioni che controllavano capillarmente il territorio attraverso il traffico di droga e l’imposizione di richieste estorsive agli imprenditori locali.
Lo stato delle indagini resta attivo, con ulteriori sviluppi attesi nell’ambito della lotta contro la criminalità organizzata nella regione.
