Titolo: Michele Senese, l’architetto della pax mafiosa a Roma: un potere imperturbabile
Michele Senese, riconosciuto come il Padrino di Roma, ha saputo costruire un impero mafioso basato sulla pacificazione fra differenti gruppi criminali. Dalla conquista del controllo sulla capitale, la sua figura rappresenta un punto di riferimento in un panorama di conflitti tra clans.
Originario della Camorra, Senese è stato un ‘figlioccio’ di figure storiche come Carmine Alfieri e Pasquale Galasso. Negli anni ’80, il suo percorso lo portò nella Capitale, dove fu incaricato di eliminare i cutoliani, con il mirato obiettivo di abbattere il poderoso Vincenzo Casillo, braccio destro di Raffaele Cutolo. Questo primo contatto con la criminalità romana lo trasformò in una figura chiave; il suo ritorno alla Capitale segnò l’inizio di una nuova era di tranquillità mafiosa.
All’interno delle carceri, Senese ha saputo sfruttare le proprie esperienze, apprendimento di tecniche di evasione e strategie per eludere la giustizia. Utilizzando il profilo di un pazzo redatto dal criminologo Aldo Semerari, si è fatto ricoverare nel manicomio di Aversa, da cui è riuscito a scappare, guadagnando così il soprannome di ‘o pazzo.’
Con la guerra contro i cutoliani alle spalle, il suo impero si è potenziato, attratto da affari illeciti che spaziano dal narcotraffico a truffe milionarie. Senese ha saputo preservare e amplificare il suo potere economico, creando una rete affaristica che include ristoranti e locali di prestigio, nonché operazioni nel settore degli idrocarburi. Sotto la sua guida, Roma è diventata un terreno di intesa tra diverse entità mafiose, incluse infiltrazioni di albanesi e collaborazioni con i clan di ‘Ndrangheta e Cosa Nostra.
L’ordine mafioso che ha stabilito ha portato a un intrigante schema di alleanze, documentato nell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei giorni scorsi, che ha coinvolto anche l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, noto come Diabolik. Le indagini hanno evidenziato l’indissolubile rete di connessioni costruita da Senese, che hanno caratterizzato l’operato di gruppi storici come i Fasciani a Lido di Ostia.
Recenti operazioni, come quella chiamata “Assedio”, hanno rivelato ulteriori legami con clan di ‘Ndrangheta, puntando a dimostrare un’operatività che si estende oltre i confini romani, con diramazioni internazionali in Germania, Belgio e Regno Unito. La stabilità del suo potere gli garantisce continuità, con aziende legate alla sua rete mafiosa che continuano a prosperare, mentre il suo nome rimane sinonimo di autorità e rispetto nel contesto mafioso.
La sua assenza fisica non ha mai intaccato il suo controllo: in carcere, le decisioni della sua organizzazione rimangono clamorosamente inalterate grazie ai suoi familiari, che gestiscono il clan. Negli anni, Senese ha trasformato il narcotraffico in un solido impero, dedicandosi anche alla raccolta di tangenti da attività nella movida romana.
La pax mafiosa di Michele Senese, costruita con saggezza e strategia, è diventata per molti un paradigma di gestione criminale, assestandosi come una muraglia contro il caos interno alle varie organizzazioni, cementando il suo ruolo di Padrino.
