Camorra, il patto tra Vanella Grassi e Licciardi sgombera il Rione Berlingieri

Napoli: Operazione Antidroga smantella il traffico al Rione Berlingieri

Napoli, 10 ottobre 2023 – All’alba di oggi, un’operazione delle forze dell’ordine ha portato all’arresto di 11 persone e ha smantellato una storica piazza di spaccio conosciuta come “la 111”, situata nel Rione Berlingieri a Secondigliano. Questa operazione non è solo un’ulteriore battuta d’arresto per il narcotraffico nella zona, ma rivela anche un sofisticato sistema economico che gestisce il traffico di droga.

In base all’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Marco Giordano, l’inchiesta trae impulso dalle dichiarazioni di Raffaele Paone, ex esponente di vertice del clan Vanella Grassi, diventato collaboratore di giustizia nel maggio del 2024. Paone, descritto come un “colletto bianco” della camorra, ha offerto una panoramica dettagliata del funzionamento del narcotraffico, affermando che gli stakeholders non sono semplici spacciatori, ma veri e propri broker costretti dalle circostanze a interagire con la criminalità organizzata.

Al centro di questa rete c’è Antonio Bruno, noto come “Tonino Centoundici”, insieme al suo socio Ciro Cardaropoli, alias “‘o lattaro”. La loro attività di spaccio in via Monte Faito si rivelava altamente proficua, tanto che iniziavano a versare un canone fisso alla Vanella Grassi. Tuttavia, come evidenziato da Paone nei verbali del settembre 2024, l’abbondanza di profitti ha portato a una modifica delle regole: “Inizialmente, pagava 4.000 euro a settimana. Ma dal 2016, dati i guadagni, la Vanella decise che doveva entrare in società e dividere i profitti.”

La piazza operava con un volume di acquisti di cocaina compreso tra 1,6 e 1,7 chilogrammi al mese, venduta a prezzi di mercato che oscillavano tra i 27.000 e i 31.000 euro al chilo. Un fondamentale accordo tra i clan è stato raggiunto nel 2018 per evitare conflitti: la divisione degli utili tra Vanella Grassi e Licciardi, rappresentati da Luigi Carella, noto come “Gigino ‘a gallina”.

Paone ha descritto un sistema di ripartizione paragonabile a quello di una società commerciale: “Se Tonino e il suo socio guadagnavano 50mila euro, 25mila euro erano per loro e l’altra metà per noi e Carella Luigi, che riscuoteva i profitti tramite Carmine Talpa.”

Questo equilibrio ha regnato fino agli arresti del 2020, per poi riprendere nei periodi successivi, in cui le agenzie di scommesse e le estorsioni si sono mescolate allo spaccio, generando un calderone finanziario di difficile gestione da parte dei due clan.

Le indagini proseguono, con le autorità che cercano di approfondire ulteriormente i legami tra i clan e le modalità operative del mercato della droga in quest’area. Le ripercussioni di questa operazione potrebbero avere effetti significativi sulla gestione della criminalità organizzata nel napoletano.

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