Processo per Truffa Aggravata a Pompei: Maria Rosaria Boccia Accusata di Inganno verso un Amico
Maria Rosaria Boccia, imprenditrice di Pompei, è attesa in aula per rispondere all’accusa di truffa aggravata, con un significativo danno patrimoniale per la vittima. La prima udienza, inizialmente programmata per ieri al Tribunale di Pisa, è stata rinviata a fine giugno a causa di un legittimo impedimento presentato dalla difesa.
L’inchiesta, aperta lo scorso ottobre, ha portato alla luce una presunta frode ai danni di un amico della Boccia, oggi costituitosi parte civile. I fatti contestati risalgono a dicembre 2021, prima che la 43enne acquistasse notorietà pubblica. Secondo l’ipotesi accusatoria formulata dalla Procura toscana, Boccia avrebbe persuaso la vittima, un coetaneo originario della provincia di Napoli trasferitosi nel Pisano per motivi di lavoro, a investire in un ambizioso progetto commerciale.
L’imprenditrice avrebbe presentato l’apertura di un esclusivo locale di lusso su una suggestiva terrazza con vista sul golfo di Napoli come un’opportunità imperdibile. Ai fini dell’affare, richiese urgentemente 30.000 euro per “bloccare” l’immobile prima che l’affare sfumasse.
Per incentivare l’investimento, Boccia avrebbe sfruttato la loro amicizia e fornito false garanzie, millantando il coinvolgimento di noti e facoltosi partner già attivi nel progetto. Rassicurato da queste prospettive ingannevoli, l’amico effettuò un bonifico istantaneo sul conto della Boccia, che ha poi rivelato essere privo di fondamento.
Con il passare del tempo, l’investitore non vide mai concretizzarsi il progetto, ricevendo solo ulteriori proposte per investimenti non reali. Rendendosi conto dell’inganno, premette per la restituzione del capitale, ma fu respinto. Rivolgendosi al proprio legale, il giovane ottenne un decreto ingiuntivo dal giudice civile di Pisa, che obbligava Boccia a restituire la somma maggiorata degli interessi.
Tuttavia, il decreto non fu mai eseguito: le visure camerali rivelarono che l’imprenditrice risultava “nullatenente”. Questa situazione spinse l’investitore a presentare un esposto in procura nel 2024, dando avvio a indagini penali che porteranno la donna a processo nei prossimi mesi.
Le indagini proseguono sotto la supervisione della Procura di Pisa, che sta esaminando ulteriori aspetti del caso e l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti.
