Rivolta nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: 24 detenuti assolti per assenza di prove video

Assolti 24 detenuti nel processo sulla presunta rivolta al carcere di Santa Maria Capua Vetere

Santa Maria Capua Vetere – Si è concluso con un’assoluzione collettiva il processo relativo alla presunta rivolta avvenuta nell’agosto 2022 all’interno della casa circondariale. Il giudice monocratico Giorgio Pacelli ha accolto le richieste di non colpevolezza per tutti e 24 gli imputati, evidenziando la mancanza di prove decisive, in particolare il supporto video che avrebbe documentato gli scontri e le presunte aggressioni agli agenti della Polizia Penitenziaria.

Secondo la ricostruzione della Procura, i detenuti avrebbero messo in atto una violenta azione di guerriglia nel secondo piano del reparto “Tevere”, adottando comportamenti distruttivi e aggressivi. Nel capo d’imputazione si faceva riferimento a episodi di violenza, incluso il lancio di oggetti contundenti contro il personale in servizio e il danneggiamento intenzionale delle strutture interne, con il risultato di compromettere la funzionalità di varie celle.

Le testimonianze raccolte negli atti processuali delineano una notte di alta tensione caratterizzata da significativi danni all’infrastruttura penitenziaria. Tra i dettagli più rilevanti, emerge l’uso di bottiglie d’acqua congelata come armi improvvisate contro gli agenti, alcune delle quali sono state lanciate anche all’esterno del carcere, arrecando danni ai veicoli di servizio.

Nonostante i tentativi di mediazione da parte del personale, la protesta è proseguita, rendendo inagibili diverse aree della sezione coinvolta. Tuttavia, l’assenza della prova video, considerata centrale per la conferma degli addebiti, ha avuto un impatto determinante sull’esito del processo.

Tra gli imputati assolti, vi sono nomi come Aghfir Mohamed, Di Maio Ernesto e altre ventidue persone, assistite da vari legali, tra i quali l’avvocato Massimo Autieri. La sentenza rappresenta un momento significativo in un caso che ha suscitato ampia attenzione sia in ambito giudiziario che mediatico, rimarcando ancora una volta il peso della documentazione probatoria nei procedimenti penali.

Le indagini della Procura continuano, e ulteriori sviluppi potrebbero emergere nel corso di futuri accertamenti a carico di eventuali responsabili per la gestione della sicurezza all’interno della struttura penitenziaria.

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