Napoli, sequestro di beni per imprenditore legato alla camorra
Napoli – Nella mattinata di oggi, la Polizia di Stato ha eseguito un decreto di sequestro di prevenzione nei confronti di un imprenditore 58enne di Napoli, accertato come legato al clan Montescuro, attivo nell’area orientale della città. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Napoli su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica e del Questore, ha come obiettivo il dissesto economico di un individuo considerato “ad elevata pericolosità sociale”.
L’imprenditore è stato sottoposto a indagini che risalgono al 2016, collegandolo a un sodalizio criminale noto per la sua influenza storica in zone come Sant’Erasmo e San Giovanni a Teduccio. Egli non era soltanto un collaboratore, ma un interlocutore chiave nelle attività del clan, specialmente nei settori delle estorsioni e dell’usura, contribuendo anche al business degli appalti per la riqualificazione della zona portuale.
Già arrestato nell’ottobre 2019, l’imprenditore ha riportato condanne (non ancora definitive) per associazione camorristica ed estorsione aggravata. Le indagini patrimoniali condotte dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Napoli hanno rivelato una significativa accumulazione di ricchezze che non corrisponde ai redditi dichiarati, suggerendo un’operazione economica illecita sostenuta dalla forza intimidatoria del clan.
Il sequestro ha interessato vari beni, inclusi:
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Immobili di pregio: Un’abitazione e diversi box auto nel Centro Direzionale di Napoli.
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Attività commerciali: Includendo beni strumentali di tre società, tra cui una operante nel settore della distribuzione di carburanti.
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Asset finanziari: Una serie di conti correnti e polizze assicurative aperte presso istituti bancari e Poste Italiane.
Il provvedimento, sebbene di natura cautelare, rappresenta un passo significativo nella strategia di contrasto ai patrimoni illeciti della criminalità organizzata a Napoli, segnando un intervento diretto nelle aree dove l’economia legale si mescola con gli interessi mafiosi. Le indagini sono attualmente in corso, con ulteriori sviluppi attesi nei prossimi giorni.
