Scampia, il patto di sangue a tavola: il pentito “Rafaniello” svela la pace tra i Cancello e gli Angrisano

Ultime News

Napoli, arrestato 18enne con pistola carica in sala giochi all’Arenaccia dai Falchi

Arenaccia, Napoli: Arrestato un diciottenne per detenzione di arma...

Cyber-tangenti scoperti al Quirinale: il sistema che ha infiltrato la Difesa e il settore tecnologico

Inchiesta sulle Tangenti nel Settore della Cybersicurezza: Un Sistema...

Fuggi dai Carabinieri, ladri di auto sperimentano la cattura dopo un salto nel muro della caserma

San Sebastiano al Vesuvio: Arrestati Due Ladri di Auto...

Napoli – Un ponte di parole tra il “vecchio” sistema e il nuovo assetto criminale dell’area nord. I verbali di Raffaele Paone, meglio noto negli ambienti della mala come Rafaniello, stanno scuotendo le fondamenta delle procure antimafia. Ex fedelissimo della Vanella Grassi, Paone ha iniziato a riempire pagine di verbali dal maggio 2024, offrendo una fotografia nitida delle gerarchie che governano Scampia, Secondigliano e San Pietro a Patierno.

Per i magistrati della DDA, la sua è una testimonianza “di confine”: pur appartenendo ai “Girati”, Paone era in grado di osservare dall’interno le mosse degli Amato-Pagano, ricostruendo un decennio di tregue fragili e vendette sospese.

Il “giallo” del Lotto G: a cena con il presunto assassino

Al centro delle rivelazioni c’è il nome di Elia Cancello, indicato come figura di vertice degli “Scissionisti” fino al 2016. Su di lui pende l’ombra lunga dell’omicidio di Francesco Angrisano, alias Cioppetta, elemento di spicco della Vanella Grassi. Un delitto che avrebbe dovuto innescare una guerra senza ritorno e che invece, stando al racconto di Paone, è stato “congelato” in nome degli affari.

Nonostante il sospetto che i Cancello fossero gli esecutori materiali dell’agguato, una volta tornato in libertà nel 2021, Elia avrebbe trovato un’accoglienza inaspettata. “Si sono ritrovati a tavola insieme”, mette a verbale il pentito, riferendosi all’incontro tra Cancello e Gaetano Angrisano, fratello della vittima. Una pace siglata tra i piatti di portata che avrebbe garantito ai Cancello “piena libertà operativa” nel Lotto G, roccaforte storica della Vanella. Un accordo che però non avrebbe convinto l’ala dura del clan, con Alessio Angrisano descritto come profondamente contrariato dal “perdono” concesso dal fratello.

I “pupilli” degli Amato-Pagano e il business della droga

Il collaboratore di giustizia non si limita ai fatti di sangue, ma traccia la mappa del narcotraffico. Sotto la lente d’ingrandimento finisce Ferdinando Cifariello, detto Nanduccio, descritto come il “pupillo” di Enzo Notturno e braccio operativo degli Amato-Pagano nell’area dei Sette Palazzi.

Secondo Paone, Cifariello gestiva il flusso di stupefacenti sotto l’egida di Luigi Diano, alias Cicciotto, reggente locale del clan. Una struttura gerarchica solida, capace di infiltrare ogni isolato di Scampia attraverso la protezione di figure carismatiche e il controllo militare delle piazze di spaccio.

Il timbro della Cassazione: “Pentito attendibile”

A differenza di molte “gole profonde” che cercano sconti di pena con ricostruzioni fumose, il profilo di Rafaniello gode di una solida credibilità processuale. I giudici lo hanno già definito “lineare e privo di intenti calunniatori”. Le sue accuse hanno già retto l’urto dei dibattimenti, confluendo in condanne per estorsione e in ordinanze cautelari che hanno decapitato i vertici dei Licciardi e della stessa Vanella Grassi.

Con la sua collaborazione, la Procura punta ora a chiudere il cerchio su una stagione di omicidi irrisolti e a mappare la nuova “pax mafiosa” che, dietro la facciata di una calma apparente, continua a regolare i flussi di denaro della periferia nord.