Nel mirino il penitenziario “Giuseppe Salvia”: in due mesi oltre dieci episodi. Cellulari e droga recuperati dopo gli ultimi schianti.Un fenomeno ormai strutturato.
Non più episodi isolati, ma una vera e propria strategia consolidata. I droni diretti al carcere “Giuseppe Salvia” di Poggioreale, a Napoli, hanno superato la decina negli ultimi due mesi.
Velivoli spesso intercettati o caduti prima di raggiungere l’obiettivo, ma comunque indicativi di un sistema organizzato e in espansione.
Gli ultimi due casi si sono verificati a distanza di 24 ore: un drone è precipitato nel parcheggio della Procura della Repubblica in via Costantino Grimaldi, un altro in via Foggia.
n entrambi erano agganciate buste contenenti telefoni cellulari e sostanze stupefacenti. Complessivamente, le forze dell’ordine hanno sequestrato sei smartphone e circa 80 grammi di droga di vario tipo.
Tecniche sempre più sofisticate
Secondo quanto emerge dalle indagini, i punti di decollo non sono più limitati a luoghi elevati e circoscritti. Se in passato venivano utilizzati principalmente i tetti di alcuni edifici del quartiere, oggi i “driver” sono in grado di pilotare i droni anche da postazioni a livello stradale.
Un’evoluzione tecnica che amplia il raggio d’azione e rende più complessa l’individuazione delle basi operative. L’ultimo episodio ricostruito conferma proprio questa capacità di adattamento e mobilità.
Il caso di via Costantino Grimaldi
L’intervento della polizia è scattato dopo la segnalazione dei militari dell’esercito impegnati in attività di pattugliamento. Nel parcheggio della Procura è stato rinvenuto un drone con un filo di nylon e una busta contenente quattro smartphone e diversi involucri di droga: circa 55 grammi di cocaina, 55 grammi di hashish e 12 grammi di marijuana.
Le indagini sono partite immediatamente, con l’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, nel tentativo di risalire al punto di partenza del velivolo e all’identità del pilota.
Via Foggia: tracce e fuga del sospetto
Il secondo episodio si è verificato in via Foggia, dove la polizia è intervenuta in seguito a una segnalazione al 113 per il sorvolo di droni sopra l’area del carcere. Sul posto è stato trovato un drone nei pressi di un’auto Volkswagen intestata a una società di noleggio.
Gli agenti hanno notato un uomo allontanarsi rapidamente dal veicolo, riuscendo a far perdere le proprie tracce. Poco distante è stata rinvenuta una busta con due cellulari, un caricabatteria, un panetto di hashish e alcune dosi di cocaina. Elemento chiave, la presenza della scatola del drone con il relativo telecomando, che suggerisce proprio da quel punto il decollo.
La polizia scientifica ha effettuato rilievi nell’area per individuare eventuali impronte o altri elementi utili all’identificazione dei responsabili. Anche in questo caso, gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere.
Un sistema diffuso e in crescita
Il quadro che emerge è quello di un fenomeno in espansione e sempre più difficile da contenere. Solo pochi giorni fa un drone si era schiantato su una caserma dei carabinieri, mentre altri sono stati intercettati sia all’esterno che all’interno del carcere di Poggioreale.
Segnali evidenti di un’attività illecita strutturata, che sfrutta tecnologia e rapidità operativa per aggirare i controlli e rifornire i detenuti. Le indagini proseguono per individuare la rete organizzativa e i responsabili di quelli che, ormai, non possono più essere considerati episodi sporadici.
