Garlasco, Un Nuovo Sviluppo nel Caso Stasi: A Possibile Revisione del Processo e Risarcimento
Pavia – La questione legata al delitto di Garlasco si complica. Alberto Stasi, condannato nel 2015 a sedici anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi, potrebbe veder avviata la revisione del proprio processo. Le indagini, che hanno recentemente preso una nuova direzione, potrebbero portarlo a ottenere un risarcimento che varia tra i 4 e i 6,5 milioni di euro, qualora venisse riconosciuto innocente.
Il contesto si è rinnovato con la trasmissione della puntata di “Le Iene”, andata in onda il 7 maggio 2026, in cui è stata riproposta un’intervista a Stasi. I suoi approfondimenti, già presentati un anno fa, ora assumono una risonanza differente alla luce del recente avviso di conclusione delle indagini a carico di Andrea Sempio, accusato di omicidio volontario aggravato per la morte di Chiara Poggi, avvenuta il 13 agosto 2007.
Stasi, ex fidanzato della vittima, ha condiviso il suo pensiero sulla condanna ricevuta, descrivendo come un ‘insegnamento’ le avversità affrontate. La ricostruzione del caso segna un cambiamento significativo: Sempio è ora considerato dai pubblici ministeri il vero assassino di Chiara, mentre Stasi potrebbe rappresentare una vittima di un errore giudiziario.
La situazione si complica ulteriormente dal momento che l’avviso di conclusione delle indagini ribadisce un movente passionale e delinea nuovi elementi sulla dinamica del delitto, prima inediti. Ad oggi, l’indagine punta verso un’unica persona ritenuta responsabile.
Alberto Stasi, recluso presso il carcere di Bollate e attualmente in regime di semilibertà, è ormai da un decennio separato dalla libertà. Le prospettive di revisione del processo, cui i suoi legali aspirano fortemente, potrebbero portarlo a lasciare il carcere dopo undici anni di detenzione. Auspicando che la verità possa venire alla luce, Stasi ha dichiarato: “Non si deve avere paura della verità”.
Tuttavia, il caso di Garlasco non è privo di controversie. Le indagini, da sempre divisive, hanno messo in luce accuse di superficialità nei primi accertamenti, così come il sospetto di malversazioni legate a figure chiave dell’inchiesta. In particolare, il giudice Mario Venditti, accusato di aver archiviato le pratiche riguardanti Sempio in cambio di tangenti.
La famiglia Poggi continua a sostenere la colpevolezza di Stasi, mentre Marco Poggi si è schierato in difesa del suo amico Sempio, negando le accuse rivolte al 37enne.
Dal punto di vista economico, se il processo dovesse volgere a favore di Stasi, le perdite per lo Stato italiano si aggirerebbero attorno ai 6,5 milioni di euro, considerando non solo l’ingiusta detenzione, ma anche i danni morali e le spese legali. Quest’ultimo aspetto si complica ulteriormente dal triste contesto familiare di Stasi, che ha visto la morte del padre durante il suo lungo periodo di detenzione.
Attualmente, Stasi continua a lavorare come contabile, ma le sue notti sono trascorse tra le mura del carcere. In un recente incontro, ha descritto il suo quotidiano come “una routine”, sottolineando la sofferenza e la consapevolezza del suo stato attuale. Con la chiusura delle indagini su Sempio, il procuratore di Pavia, Fabio Napoleone, ha lasciato intendere che gli atti potrebbero essere inoltrati alla Procura Generale di Milano per richiedere ufficialmente la revisione del processo di Alberto Stasi, riportando alla ribalta un caso che ha segnato profondamente l’opinione pubblica italiana.
