Irrompono nella tana del clan Nobile: sequestrati 10.880 euro e arresti imminenti
Il 16 dicembre 2023, gli agenti della Polizia Giudiziaria hanno condotto un’operazione all’interno dell’abitazione di Giuseppina Marrone e Salvatore Capone ad Afragola, nel napoletano. Non si trattava di una semplice perquisizione, ma di un’azione mirata a scoprire i fondi illeciti del gruppo criminale noto come “Panzaruttari”, legato al clan Nobile.
Durante l’intervento, gli investigatori hanno rinvenuto 10.880 euro in contanti, suddivisi tra la camera da letto dei coniugi e un’area della cameretta della loro figlia, mescolati con giocattoli e quaderni. I fondi, stando a quanto ricostruito dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, appartengono a Mauro Marrone, incaricato di gestire e occultare le risorse finanziarie del clan.
La rete dell’estorsione
Il clan Nobile non si limita a pratiche di violenza, ma ha strutturato un sistema di estorsione ben organizzato, operando all’interno di un artefatto economico di controllo delle attività commerciali locali. Questo sistema consente al gruppo di imporre mensilmente tangenti ai commercianti, avvalendosi di un controllo così penetrante da rendere gli imprenditori stessi attivi nella ricerca di ciò che chiamano “mettersi a posto”. Attività come concessionarie, bar e negozi di giocattoli subiscono una pressione costante per rimanere nell’“ombra protettiva” del clan.
Una scossa al clan
Nelle settimane precedenti, dal 27 al 28 novembre 2023, le forze dell’ordine avevano già inflitto un duro colpo al clan, eseguendo numerosi arresti per tentata estorsione aggravata. Durante queste operazioni, le microspie hanno catturato scene di panico tra i membri del gruppo, intenti a mettere in sicurezza i vertici dell’organizzazione.
Antonio Nobile, alias “Topolone”, al ricevimento della notizia degli arresti, contattava freneticamente Marrone per trovare un rifugio temporaneo per suo fratello Pasquale, la cui cattura sembrava imminente. Le intercettazioni rivelano scambi tesi e preoccupati, esemplificando l’atmosfera di allerta in cui operano questi gruppi.
Un piano audace
Il 28 novembre, una prassi di elusione viene messa in atto da Marrone e altri sodali, con l’intento di scortare Pasquale Nobile nella sua costituzione. Questa strategia non mira alla fuga definitiva dalla giustizia, ma piuttosto a evitare gli arresti rispetto al carcere di Poggioreale, preferendo concludere nel più tranquillo carcere di Avellino.
I dispositivi di sorveglianza hanno registrato il piano incerto, i movimenti caotici e le risate tra i membri mentre tentavano di schivare la sorveglianza delle forze dell’ordine. Tuttavia, il piano ha avuto successo solo parzialmente; sebbene Pasquale si sia effettivamente costituito ad Avellino, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno identificato e bloccato gli altri membri del gruppo giunti sul posto.
Stato delle indagini
Attualmente, le indagini continuano sotto la direzione della DDA di Napoli, che sta approfondendo la rete di estorsione e i legami tra i membri del clan. Con i sequestri e gli arresti recenti, le forze dell’ordine intendono smantellare definitivamente le attività del clan Nobile e portare alla luce ulteriori dettagli sulla loro operatività illecita.
