Bagnoli Futura: quattro condanne in Appello agli ex vertici della società
Napoli, una pagina cruciale della riqualificazione dell’area ex industriale di Bagnoli si chiude con una sentenza di Appello che firmerà per anni il racconto giudiziario intorno alla gestione dei suoli pubblici. La Corte di Appello di Napoli (seconda sezione) ha inflitto quattro condanne agli ex responsabili della gestione della façade urbanistica e ambientale dell’area, segnando un passaggio decisivo in una vicenda iniziata nel 2007 e oggetto di rinvii e riforme lungo tutto l’ultimo decennio.
L’assetto delle pene vede in primissimo piano figure chiave della gestione: Mario Hubler, ex direttore generale, è stato condannato a un anno e otto mesi; Gianfranco Caligiuri, ex direttore tecnico, a due anni e sei mesi; Giuseppe Pulli, architetto, a un anno e otto mesi; Alfonso De Nardo, ex responsabile dell’Arpac, a due anni di reclusione. Sempre secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la Corte ha accolto le richieste di adeguamento delle pene con benefici di natura processuale: Hubler, Pulli e De Nardo hanno ottenuto la sospensione condizionale della pena, mentre per Caligiuri è stata revocata la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.
Non si è proceduto nei confronti del notaio Sabatino Santangelo, ex vicesindaco di Napoli, per casi di corrente contesto: è deceduto a gennaio scorso a seguito di un gesto autolesionistico, e quindi non è stato oggetto di ulteriori sviluppi processuali.
L’avvocato di Caligiuri, Alfonso Furgiuele, ha annunciato subito il ricorso in Cassazione contro la sentenza odierna, segnando l’ultimo tassello di una battaglia legale che ha visto protagonisti più attori nel corso degli anni.
Il quadro complessivo della vicenda affonda le radici nel 2007, quando vennero avviati gli accertamenti sul piano di riqualificazione e bonifica dell’area. Il percorso di secondo grado è stato celebrato dopo il rinvio disposto dalla Cassazione il 14 maggio 2025, in riforma della sentenza del 5 febbraio 2018 con la quale la VI sezione penale del Tribunale di Napoli inflisse sei condanne per reati legati alla gestione della zona e alla mancata bonifica operata, secondo i contenuti processuali, tramite la società Bagnoli Futura, in house fallita nel 2014.
La vicenda ha così attraversato quasi due decenni di controlli e procedure, offrendo agli investigatori e ai giudici un contesto particolarmente complesso di gestione pubblica, orientata a trasformare una zona industriale in unAssetto urbano diverso. L’esito definitivo, per ora, resta legato all’esito del ricorso in Cassazione e alle future valutazioni su eventuali ulteriori profili di responsabilità o sviluppi procedurali.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la sentenza odierna amplia la mappa delle condanne emesse nel contesto di Bagnoli Futura, sottolineando una pagina importante della giurisprudenza legata all’urbanistica, ai controlli ambientali e alla gestione di una procedura di bonifica che ha segnato la storia recente della città.
