Redazione Campania Crime News

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Calvizzano: Si indaga sulla vita privata di Pecchia. Il ricordo del figlio su facebook

CronachedellaCampania.it Si indaga sulla vita privata di Ferdinando Pellecchia per dare una spiegazione e un movente a un omicidio dalla tipica esecuzione camorristica ma che che ha lasciato tutti attoniti a Calvizzano dove la vittima, un artigiano incensurato era molto conosciuto. Un matrimonio finito con la moglie dalla quale ha avuto tre figli, un lavoro con una propria ditta e soprattutto tanta famiglia e lavoro. Questo era Ferdinando ucciso come un boss alle 20 di ieri sera da un killer solitario entrato con il volto coperto da un casco integrale nel bar Rumba di via Pietro Nenni. Quattro colpi tutti andati a segno verso Ferdinando che stav giocando alle slot machine e poi la fuga all’esterno in sella ad un motorino con alla guida un complice all’esterno che lo attendeva. Dovranno essere le immagini della video sorveglianza del bar a dare un impulso alle indagini dei carabinieri della compagnia di Giugliano. Dal casco e dall’abbigliamento del killer si spera di ricavarne qualcos..

Pagani, pusher incalliti violano i domiciliari per spacciare: in manette Alfonso Pepe e Carmine Fortino

CronachedellaCampania.it Nonostante fossero agli arresti domiciliari per droga i Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore li hanno sorpresi più volte in violazione delle prescrizioni e dopo aver segnalato la cosa alla Procura di Nocera stamane è arrivata la misura cautelare e i due sono stati arrestati e portati nel carcere di Fuorni. Si tratta di Alfonso Pepe di 37anni e d el 23enne Carmine Fortino, entrambi paganesi. Pagani, pusher incalliti violano i domiciliari per spacciare: in manette Alfonso Pepe e Carmine Fortino Copyright@2016 CronachedellaCampania.it

Due piste per l’omicidio dell’idraulico incensurato: una relazione “sbagliata” con una 20enne e la frequentazione degli “Scissionisti”

CronachedellaCampania.it Relazioni pericolose. Si sintetizza così lo scenario dietro il quale si cela il movente del delitto dell’idraulico incensurato Ferdinando Pecchia, ucciso come un boss domenica sera dentro a un bar di Calvizzano mentre giocava alle slot machine. Due piste che si intrecciano l’uno con l’atra seguite dai carabinieri della compagni a di Giugliano e coordinati dalla Dda di Napoli. L’omicidio Pecchia potrebbe essere maturato in un contesto di guerra di camorra dell’Area Nord di Napoli nonostante la vittima fosse incensurata. Secondo le indiscrezioni raccolte in paese dagli investigatori Pecchia, (che era separato dalla moglie dalla quale aveva avuto tre figli) aveva una relazione con una ventenne imparentata con personaggi di spicco dei clan della vicina Marano. E non è tutto perché i alcune informative l’uomo risulta segnalato in compagnia di persone legate al clan degli Amato-Pagano. Persone probabilmente conosciute al bar o per motivi di lavoro. Addirittura il ra..

Torre del Greco, “Ti sto facendo un piacere, non un’estorsione”: preso uomo dei Falanga

CronachedellaCampania.it “Ti sto facendo un piacere, non un’estorsione”: con queste parole un uomo di 44 anni, fermato dagli agenti del commissariato Torre del Greco guidati dal primo dirigente Davide Della Cioppa, si è rivolto a un negoziante della città, che più volte si era rifiutato di pagare il pizzo. L’uomo, soprannominato “bora bora”, è ritenuto dagli inquirenti affiliato al clan Falanga ed è accusato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso; ha tentato in più occasioni di farsi consegnare il denaro dal commerciante e le sue visite alla vittima sono state anche accompagnate da minacce e aggressioni fisiche. Di fronte alla resistenza del negoziante, il 44enne, che si è presentato come emissario di una persona “delle palazzine” (le cosiddette palazzine di San Antonio di Torre del Greco, ritenute roccaforte del clan Falanga, ndr) è diventato anche più aggressivo: “adesso mi sono scocciato, smetto di fare il muratore e faccio il malavitoso, ti faccio saltare il negozio”. ..

L’assassino della piccola Fortuna ingerisce una lametta in carcere

CronachedellaCampania.it Raimondo Caputo, l’uomo arrestato per l’omicidio della piccola Fortuna Loffredo, ha tentato il suicidio nel carcere di Poggioreale a Napoli. Caputo avrebbe tentato di ingerire una lametta; curato nell’infermeria del carcere, non è in pericolo di vita. I familiari dell’uomo, che si erano recati questa mattina al carcere per incontrarlo nell’orario visite, hanno dovuto rinunciare al colloquio dopo aver appreso che Caputo si trovava in infermeria e hanno lasciato il penitenziario dopo aver avuto rassicurazioni sulle sue condizioni. Anche la sua compagna, Marianna Fabozzi, detenuta nel carcere femminile di Pozzuoli, lo scorso 19 maggio ha tentato il suicidio. La donna ha tentato di togliersi la vita poco dopo aver assistito all’incidente probatorio ad Aversa (Caserta) nel corso del quale sono state ascoltate le sue tre figlie, che hanno confermato le accuse rivolte a Caputo in merito all’omicidio di Fortuna e alle violenze sessuali nei loro confronti e nei confron..

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Pianura, arrestato un presunto pusher coinvolto nel traffico di droga del «Visionario»

Carmine Iacuaniello ai domiciliari: decisione del Tribunale del Riesame...

Castellammare, Scotto: «Scioglimento dei Comuni è un fallimento, la camorra è il cancro della città»

Titolo: Castellammare di Stabia: il PD si riorganizza dopo...
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