Cronaca Giudiziaria

Castello di Cisterna: arrestati killer e mandanti dell’omicidio Nunneri

CronachedellaCampania.it I Carabinieri di Castello di Cisterna hanno arrestato 3 persone ritenute responsabili di omicidio, porto abusivo di arma da fuoco, reati commessi con l’aggravante delle finalità mafiose. Le indagini si sono concentrate sull’omicidio di Corrado Nunneri, ritenuto vicino al clan Ianuale, ucciso a Castello di Cisterna il 22 gennaio 2011. La svolta nelle indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, è avvenuta solo a seguito delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, in particolare Marco Di Lorenzo, uno degli esecutori materiali, Maurizio Ferraiuolo, Mario Centanni e Gianluca Ianuale. Lo scenario nel quale collocare l’omicidio è quello della lotta per il controllo del territorio di Castello di Cisterna, in particolare il traffico di stupefacenti e la gestione delle piazze di spaccio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, uccidendo Nunneri la fazione capeggiata da Salvatore Scappaticcio e Anna Libero, appoggiata all’..

Carcere duro per il boss del Vomero, Luigi Cimmino

CronachedellaCampania.it Carcere duro per il boss del Vomero, Luigi Cimmino. Lo ha chiesto e ottenuto la Dda di Napoli perchè ritiene il capoclan capace di impartire ordini ai suoi affiliati anche dal carcere. Cimmino è detenuto ora in isolamento nel carcere torinese di Opera per lui un solo colloquio al mese e contatti limitati anche all’interno del mondo carcerario.Il boss del Vomero fu arrestato il 5 marzo scorso a Chioggia nel Veneto dove si era nascosto in seguito alla clamorosa scarcerazione del mese di agosto del 2015 decisa dal Riesame dopo il blitz ai danni del suo clan per le estorsioni sui cantieri della Tangenziale e della ristrutturazione dell’ospedale Cardarelli. Carcere duro per il boss del Vomero, Luigi Cimmino Copyright@2016 CronachedellaCampania.it

ESCLUSIVA. Il racconto integrale dell’omicidio Tommasino. “Quel giorno dovevamo sparare anche al fratello di Pupetta Maresca”

CronachedellaCampania.it “Prima dell’omicidio di Tommasino, avevo parlato del parcheggio di Passarelli a Vico Equense con Liberato Paturzo il quale mi aveva detto che quelli di Pimonte (cioè i Di Martino) erano andati a cercare l’estorsione su quel parcheggio e che l’imprenditore si era lamentato con lui”. E’ Renato Cavaliere che parla. E’ il killer pentito del consigliere comunale del Pd di Castellammare di Stabia ucciso il pomeriggio del 3 febbraio del 2009. Parla con il pm Claudio Siragusa della Dda di Napoli titolare delle inchieste sul clan D’Alessandro e sulla camorra della zona stabiese. Le sue prime dichiarazioni (novanta pagine di verbali ricche di omissis) sono state depositate agli atti del processo bis in Corte d’Assise d’Appello iniziato la scorsa settimana dopo che la Cassazione ha annullato l’ergastolo per lui e per l’altro killer Catello Romano (l’unico non pentito dei quattro del commando). IL MOVENTE DELL’OMICIDIO Racconta ancora Cavaliere: “Belviso Salvatore prima..

Droga tra Napoli e Roma, arrestato a Orvieto l’uomo sfuggito all’operazione Bolero

CronachedellaCampania.it Roma/Napoli. Era uno dei 25 destinatari dei provvedimenti restrittivi, per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, firmati lo scorso marzo dai gip di Roma e Rieti nell’ambito di un’inchiesta della Dda, un 39enne di origini italiane, ma nato in Germania, arrestato dalla polizia stradale di Orvieto lungo l’A1. L’uomo – in base a quanto riferito – è stato bloccato nei pressi del casello della cittadina umbra, a bordo di una Volkswagen con targa tedesca che procedeva in direzione sud. Era in compagnia di un’altra persona risultata estranea ai fatti contestati. Il 39enne – che si trova ora nel carcere di Terni – era riuscito a sottrarsi, insieme ad altre due persone, all’operazione “Bolero”, fatta scattare il 3 marzo scorso dai carabinieri di Poggio Mirteto (Roma). L’indagine, partita dalla zona della Sabina, ha fatto emergere la presenza di un’organizzazione ritenuta dedita al traffico e allo spaccio di ingenti quantità di hascisc e cocaina, co..

Bimbi in schiavitù costretti a chiedere l’elemosina in tutto l’Agro: tre rom alla sbarra

CronachedellaCampania.it Tratta di persone e riduzione in schiavitù: processo i tre rumeni che portavo connazionali in Italia tenendoli come schiavi e sfruttarli come mendicanti. Il pm Rocco Alfano ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per Zoltan Kozak, 48 anni, Mihaly Matyas, detto Miu, di 22 anni e Cornel Comaniciu, 56 anni, difesi dagli avvocati Giovanni Conte e Antonio De Donato. I tre con base in un campo nomadi a Nocera dovranno comparire a settembre prossimo dinanzi ai giudici del tribunale di Nocera Inferiore come stabilito dal gip Pietro Indinnimeo. Furono arrestati dai carabinieri del reparto territoriale di Nocera per aver fatto arrivare clandestinamente in Italia 32 persone, di cui due minori (alcuni dei quali affetti da menomazioni e disabilità fisiche e alloggiati nel campo nomadi) costretti a mendicare nei pressi di supermercati, chiese e incroci semaforici dell’Agro e della provincia e a consegnare il denaro ottenuto ai membri dell’organizzazione subendo violenze..