Cronaca Giudiziaria

Rogo a Città della Scienza: l’imputato chiede rito abbreviato

Sarà giudicato con rito abbreviato Paolo Cammarota, il custode di Città della Scienza per il quale la procura aveva chiesto il rinvio a giudizio ritenendolo responsabile dell’incendio che la sera del 4 marzo 2013 distrusse un ampio settore della struttura. La richiesta della difesa di Cammarota, accusato di incendio doloso in concorso con ignoti, è stata formulata oggi nel corso dell’udienza davanti al gup del Tribunale di Napoli Maria Aschettino. Il processo comincerà il 24 giugno prossimo. Nei confronti dell’imputato lo scorso anno la richiesta di arresto era stata respinta dal gip e successivamente anche dal Tribunale del Riesame in quanto i giudici non avevano ravvisato a suo carico i gravi indizi di colpevolezza. Al processo si costituirà parte civile la Città della Scienza, assistita dall’avvocato Giuseppe De Angelis.

Estorsione: assoto in Appello il boss dei Casalesi, Michele Zagaria

La terza sezione della Corte d’Appello di Napoli ha assolto, per “non aver commesso il fatto”, il boss dei Casalesi Michele Zagaria dall’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni dell’imprenditore Raffaele Parente. Secondo gli inquirenti partenopei, Zagaria avrebbe riscosso un ‘pizzo’ per anni dal titolare di una ditta di trasporti, nei tre classici periodi di Natale, Pasqua e Ferragosto. In primo grado, l’ex ‘primula rossa’ della camorra era stato condannato a 12 anni di carcere dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Nello stesso grado di giudizio, Zagaria era imputato anche per una seconda estorsione, quella commessa ai danni dell’imprenditore edile Bartolomeo Piccolo, dalla quale fu assolto con gli altri due esponenti del clan, Massimiliano Caterino, oggi collaboratore di giustizia, e Giovanni Garofalo.

Marigliano, avvocato ai domicliari: pilotava le aste pubbliche per conto del clan Foria

Concorso in turbativa d’asta, con l’aggravante del metodo mafioso. E’ questo il reato per un 44enne, mariglianese, avvocato presso il Foro di Nola, da oggi ai domiciliari, dopo l’esecuzione dell’ ordinanza di custodia cautelare dei militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Castello di Cisterna, provvedimento emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. L’attivita’ investigativa, sviluppata tra giugno 2015 e febbraio 2016, ha consentito di dimostrare che tutti gli indagati si sarebbero adoperati, con compiti distinti, per rientrare in possesso di un immobile oggetto di un’asta pubblica a seguito del fallimento della societa’ proprietaria. In particolare, il 44enne di oggi, ricoprendo un ruolo di “intermediario” tra i complici e la vittima, avrebbe reiteratamente tentato di corrompere quest’ultima, la quale, essendo interessata all’immobile in questione, sarebbe stata destinataria di numerose proposte in denaro, finalizzate a convincerla a non presentare alcuna propost..

Torre Annunziata, processo Alta Marea: chiesto lo sconto di pena per Gemma Donnarumma

Torre Annunziata. Processo Alta Marea chiesta la conferma delle condanne per i boss delle famiglie legate ai Gionta, sconti di pena per gli spacciatori. E’ questa la richiesta del procuratore generale che ieri mattina – dinanzi ai giudici della quinta sezione della Corte d’Appello di Napoli – ha chiesto le condanne per 25 esponenti dei clan confederati di Torre Annunziata. Dopo la relazione del giudice a latere il pg ha riformulato – il processo era stato in parte annullato dalla Corte di Cassazione – le richieste di pena. Conferme delle condanne inflitte in primo grado per gli esponenti dei clan De Simone ‘quaglia-quaglia’ e Chierchia ‘fransuà’, sconto di pena per Gemma Donnarumma, moglie del capostipite della cosca, che accanto al reato di associazione camorristica risponde di traffico di stupefacenti per lo smercio di hashish: il procuratore generale ha chiesto per lei 12 anni di reclusione. L’accusa ha, invece, chiesto la conferma della pena per Pasquale Gionta (20 anni e sei mesi)..

Scafati, Fondo 2010 per i dipendenti: stangata della Corte dei Conti per 22 amministratori

Scafati. Fondo Salario accessorio per il 2010: contestato un danno erariale per 642.160,24 alle casse del Comune. Il sostituto procuratore della Corte dei Conti Luciano Donato ha inviato a 22 tra politici, dirigenti e revisori dei conti l’invito a controdedurre in merito all’elargizione del fondo per l’anno 2010 per il quale la Guardia di Finanza della Compagnia di Scafati ha riscontrato numerose illegittimità. Ruolo primario nelle contestazioni della Corte dei Conti quello della segretaria generale Immacolata Di Saia nella veste, all’epoca, di direttore generale, presidente del nucleo di valutazione, presidente del collegio per il controllo di gestione e presidente della delegazione trattante di parte pubblica. Comprimaria ma non meno importante la figura del sindaco Angelo Pasqualino Aliberti, che a settembre di quell’anno e prima che fosse ripartito il fondo avocò a se – con una nota ai dirigenti – tutte le decisioni sui progetti finalizzati. Quell’anno solo a ottobre dopo un lungo ..