Piano di Sorrento. Potevano lasciare il luogo di lavoro, una ‘mobilità’ che potrebbe salvare i comunali ‘fannulloni’ sotto processo al Tribunale di Torre Annunziata. I dirigenti comunali alleviano la posizione di sette degli otto dipendenti comunali imputati nel processo che si sta celebrando dinanzi al giudice. In aula hanno testimoniato Luigi Maresca, Giacomo Giuliano e Vincenzo Limauro. “Quasi tutti avevano ruoli che permettevano loro di muoversi dal posto di lavoro, escluso il centralinista” hanno detto i funzionari al pm. Otto le persone finite dinanzi ai giudici per truffa allo Stato perchè assenteisti: Salvatore Pollio, istruttore dell’ufficio scuo- a; Immacolata Di Nota, moglie dell’autista del Comune Luigi Carotenuto, anche lui a giudizio; Rosario De Luca, centralinista; Antonino Aversa, istruttore dell’ufficio Stato civile; Antonino Valcaccia, esecutore; Carlo Pepe, dirigente dell’ufficio Cultura e Michele Esposito, messo notificatore. A portare gli otto dinanzi al giudice un..
Il pm della Dda di Napoli, Antonella Fratello, ha chiesto 4 ergastoli per il boss Francesco Mazzarella e tre dei suoi fedelissimi Alfonso Criscuolo, Giuseppe Di Vaio e Carlo Radice. I tre sono accusati di aver ucciso due fratelli Rom del campo nomadi di Secondigliano .Mirko e Goran Radosavljevic, avvenuto nel 2004.Ma la dda ha ricostruita grazie ai pentiti Giuseppe Persico ed Errico Autiero( per il primo sono stati chiesti 18 anni e sei mesi di carcere, per il secondo 1o anni e 5 mesi) altri due omicidi riconducibili agli attacchi dei “mazzarelliani” ai Mauro, imprenditori di piazza Mercato. Quelli di Francesco Ferrone, cognato dei Mauro ucciso il 3 febbraio 2004 nell’ufficio del garage che gestiva in piazza Mercato e di Antonio Scafaro massacrato il 6 marzo 2005 in piazza Largo al Mercato. E’ stato il pentito Giuseppe Persico a spiegare agli investigatori gli omicidi dei due rom. Ecco cosa dice in un verbale: “…non riuscivamo a trovare gli autori del furto a casa del nostro boss e per..
La procura della Repubblica di Napoli ha emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti dell’ex senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri, nell’ambito dell’inchiesta-stralcio sul saccheggio della biblioteca dei Girolamini, nel centro storico di Napoli. Dell’Utri è indagato per peculato in concorso con l’ex direttore della Biblioteca e consulente del ministero dei Beni culturali Marino Massimo De Caro, già sotto processo per questa vicenda (condannato in appello a sette anni di reclusione in quanto ritenuto il principale responsabile della sottrazione di libri antichi). L’avviso è stato firmato dai pm titolari dell’inchiesta, i sostituti Ilaria Sasso del Verme, Antonella Serio e Michele Fini, coordinati dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli. Dell’Utri aveva ricevuto da De Caro diversi volumi antichi, quasi tutti restituiti dopo l’apertura dell’inchiesta, ad eccezione di una copia rara dell’Utopia di Tommaso Moro che finora non si è riusciti a ritrovare..
Pozzuoli. Pizzo su un locale Iacp, una vittima costretta a pagare un fitto mensile per vent’anni nonostante versasse il canone all’istituto autonomo case popolari. E’ stato condannato a sei anni e due mesi di reclusione Giovanni Canale, 65 anni, vicino al clan Longobardi-Beneduce. Il Gup ha accolto la richiesta di condanna del pm Gloria Sanseverino nei confronti di Canale accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso.Canale, residente a Pozzuoli in via Gugliemo Oberdan alle “Palazzine”, sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno e ritenuto vicino al clan Longobardi-Beneduce, aveva preso sin dal lontano 1990 ad estorcere denaro, prima 500mila lire al mese, e poi 500 euro, al titolare di una sala – giochi ed internet point, sita in un locale dell’Istituto Autonomo Case Popolari, al Rione Toiano. Al 65enne è stata applicata la pena accessoria di tre anni di Casa lavoro dopo aver scontato la condanna. Risarcite le parti civili: il Comune di Pozzuoli e l’associazione antiracket ‘So..
Napoli. I Mazzarella contro i Rinaldi per la puzza in un garage: condannati i due uomini che ferirono il nipote del ras del Rione Villa. Il Gup Taglialatela ha inglitto 4 anni a Luigi Bonavolta e 5 anni e 8 mesi a Salvatore Donadeo per lesioni volontarie ai danni di Giovanni Rinaldi. Alla base del raid punitivo la puzza in un garage che la sera del 17 settembre scorso fece scattare la vendetta dei Mazzarella. L’episodio era inserito nel decreto di fermo emesso nei confronti di Salvatore Donadeo ‘o pozzolento, arrestato il 3 ottobre scorso, ritenuto il mandante del raid, e Luigi Bonavolta, 22 anni, pregiudicato che sparò a Rinaldi. L’agguato contro Rinaldi, così come hanno ricostruito i carabinieri della compagnia di Poggioreale, guidati dal capitano Golino, si consumò alle 21.45 circa, mentre si trovava in via Pazzigno assieme ad un altro ragazzo. I due stavano commentando il litigio per futili che c’era stato qualche ora prima tra Marco M. e l’esponente della famiglia Reale. Un liti..