Cronaca Giudiziaria

Pompei: assolta Marica la trans di via Plinio

Assolta Marica la trans di Pompei. Per i giudici del Tribunale di Torre Annzuniara la transgender non favorì la prostituzione nel suo appartamento di via Plinio a pochi passi dagli Scavi. Assolta “per non aver commesso il fatto”. Marica, solo per l’anagrafe Mario Casamento, era stata accusata di aver messo in piedi un giro di prostituzione in via Pinio grazie agli annunci sul popolare sito web specializzato “bakecaincontri”. A Pompei arrivavano giovani da tutta Italia, studenti universitari ma anche professionisti per provare i diversi piaceri del sesso. Il pm Francesca Sorvillo aveva chiesto per Marica uno anno e mezzo di carcere ma il suo avvocato difensore è riuscito a dimostrare in aula che non c’è mai stato un giro di prostituzione e che erano solo incontri sessuali di piacere senza il corrispettivo economico e poi la pubblica accusa non è riuscita a dimostrare che qualcuno avesse pagato a Marica un canone d’affitto per esercitare nel suo appartamento. L'articolo Pompei: assolta Marica la trans di via Plinio sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Uccisero fedelissimo dei Di Lauro: arrestati tre esponenti dei clan Sacco e Amato

Sono scattate le manette nei confronti di tre persone indagate, a vario titolo, per concorso nell’organizzazione e nella realizzazione dell’omicidio di un fedelissimo di Antonio Di Lauro, Ciro Reparato, commesso nel gennaio del 2008. Il blitz all’alba, degli uomini del Comando Provinciale Carabinieri di Napoli per eseguire l’ordinanza emessa dal G.I.P presso il Tribunale di Napoli, su richiesta D.D.A. partenopea. Il provvedimento si fonda essenzialmente sulle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia appartenenti a diversi clan attivi sul territorio di Secondigliano e legati da rapporti di alleanza, dichiarazioni che hanno permesso di ricostruire in dettaglio tanto l’esecuzione del delitto quanto la sua ideazione e programmazione. Si tratta dell’omicidio di un fedelissimo di Antonio Di Lauro, nonche’ zio di Carlo Capasso, oggi collaboratore di giustizia. La sua eliminazione fu decretata dai vertici di due clan alleati, i Sacco-Bacchetti e gli Amato-Pagano, accomunati per diverse ragioni nel comune obbiettivo di colpire, e quindi indebolire, il clan avverso dei Di Lauro. Pagano Cesare e Raffaele Amato, nei cui confronti la misura non viene ancora eseguita in attesa della procedura di estradizione suppletiva, sono i mandanti dell’agguato; Sparano Oreste, killer degli Amato-Pagano ed Apice Costanzo, killer dei Sacco Bacchetti, sono esecutori materiali. Indagati, ma non destinatari del provvedimento, in ragione del loro status di collaboratori di giustizia, sono Zaccaro Antonio ed Esposito Biagio. Di particolare rilevanza il contributo del collaboratore di giustizia Antonio Zaccaro, mandante dell’omicidio insieme a Gennaro e Carmine Sacco, poi deceduti. I destinatari dell’ordinanza sono gia’ detenuti per altra causa, Apice Costanzo e Pagano Cesare in regime di 41bis. L'articolo Uccisero fedelissimo dei Di Lauro: arrestati tre esponenti dei clan Sacco e Amato sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Salerno: crac della Banca Etrusca, in appello chieste le condanne dei vertici

Salerno. Ex Banca Etrusca: chiesta la conferma della condanna di primo grado. Il sostituto procuratore generale, Renato Martuscielli, ha chiesto la condanna bis nel processo di Appello per il fallimento dell’istituto di credito. La sentenza è prevista per il prossimo 23 febbraio. Nove gli imputati che ispondono a vario titolo di bancarotta. La sentenza di primo grado emessa nel febbraio 2011 decretò la condanna a tre anni e 8 mesi per l’ex presidente del consiglio d’amministrazione, Salvatore Memoli, tre anni e sei mesi per il commercialista Giovanni Pecoraro (presidente del consiglio di amministrazione dal 7 maggio 1998) e il componente del collegio dei sindaci Giovanni Nese; tre anni e quattro mesi per Roberto Casini, Corrado Caramico, Alfonso Coppola, Riccardo Terralavoro, Saturnino Mulinaro, Gennaro Ruoppolo e il direttore Paolo Merlino; due anni e quattro mesi per Dante Memoli e il consigliere Gaetano Trotta. La dèbacle della banca Etrusca con sede a Fratte venne alla luce nel 1998 quando i clienti dell’istituto di credito trovarono le porte chiuse. Un buco da 8 miliardi di lire che portò nel giro du due anni la banca al fallimento. L'articolo Salerno: crac della Banca Etrusca, in appello chieste le condanne dei vertici sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Denunciati gli autori del raid alla scuola agraria di Ponticelli

Identificati e denunciati i cinque studenti che lo scorso autunno “avevano cosparso di creolina le aule dell’ Istituto alberghiero-agrario “Tognazzi-De Cillis” di via Argine, nel quartiere Ponticelli. A distanza di tre mesi i Carabinieri li hanno identificato e denunciati. Cinque studenti, uno di 20, due di 18 e tre minori di 17 e 16 anni, residenti a Ponticelli ed a Cercola, debbono rispondere di invasione di edificio, danneggiamento aggravato e interruzione di pubblico servizio.I militari della Compagnia Poggioreale hanno raccolto numerosi elementi a loro carico. I cinque, di fronte alle contestazioni dei Carabinieri, hanno finito con il confessare”. Saltare qualche giorno di scuola è costato caro a questi studenti L'articolo Denunciati gli autori del raid alla scuola agraria di Ponticelli sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Nocera Inferiore: resta in carcere Giovanni Citarella

L’imprenditore Giovanni Citarella resta in carcere. Nonostante il parere favorevole del procuratore generale presso il Tribunale di Sorveglianza di Potenza avesse dato l’assenso per gli arresti domiciliari all’imprenditore che deve scontare un residuo pena di circa un anno per la condanna nel processo “Due Torri” il giudice ha negato all’imprenditore il ritorno a casa. A metà gennaio, gli avvocati dell’ex patron della nocerina avevano ben sperato dopo i numerosi dinieghi per l’affidamento in prova o i domiciliari richiesti nei mesi scorsi. Citarella aveva sperato che i giudici potentini fossero più magnanimi nei suoi confronti ed aveva deciso – dopo la ratifica della condanna da parte della Cassazione – di consegnarsi nel carcere di Potenza per scontare un residuo di due anni e tre mesi di reclusione. Giovanni Citarella che aveva patteggiato la pena dopo un’intensa collaborazione con la magistratura era – secondo la Procura di Salerno – a capo di una cordata di imprenditori che manipolavano le gare d’appalto alla Provincia. Un cartello, composto da imprenditori edili di tutta la provincia di Salerno, che erano capaci di accaparrarsi i lavori con la complicità di dipendenti pubblici infedeli e grazie ad uno studio sul ribasso da presentare nelle gare d’appalto. Molti dei suoi coimputati, condannati in via definitiva, hanno ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali ed hanno evitato il carcere. Citarella per i suoi numerosi precedenti penali e per le attuali pendenze giudiziarie – è imputato in un processo pendente presso il Tribunale di Nocera Inferiore – è rimasto in carcere.Nei prossimi mesi, il noto imprenditore nocerino dovrà comparire come teste d’accusa nel processo “Due Torri” in corso a Salerno.(r.f.) L'articolo Nocera Inferiore: resta in carcere Giovanni Citarella sembra essere il primo su Cronache della Campania.