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Cronaca Nera

Tradimenti e ordini dal carcere: svelata la scissione sanguinosa dei «Capitoni»

Tentato omicidio nel cuore di Marianella: gli inquirenti fermano due uomini Napoli – La sera del 17 aprile, in un contesto di tensioni interne al clan Lo Russo-Capitoni, si è consumato un tentato omicidio che ha scosso il rione "Siberia" di Marianella. La vittima, Vincenzo...

Francescopio Autiero rimane in carcere per l’omicidio di Fabio Ascione, giovane innocente di Napoli

Napoli – Francesco Pio Autiero, ventitreenne accusato dell'omicidio di Fabio Ascione, ventenne, rimane in carcere dopo la conferma della misura cautelare da parte del Tribunale del Riesame di Napoli. La decisione è giunta nelle scorse ore, respingendo l'istanza dei legali dell'indagato e consolidando l'impianto...

Succede anche

Rapine e violenze nelle case di Caivano e Casoria: arrestati tre della banda di albanesi

Irruzione notturna in ville isolate. Vittime ghermite e seviziate. Botte, denti cavati, minacce di morte. Incursioni perfettamente organizzate. Sono i metodi che utilizzava la banda sgominata dai carabinieri della Compagnia di Casoria. La base della banda era Caivano, da lì partivano con potenti auto rubate e modificate, recuperavano le armi dai nascondigli e raggiungevano gli obiettivi nelle zone isolate delle province campane e lucane. Nel corso delle indagini sono state registrate fughe rocambolesche, sparatorie, posti di blocco forzati e vetture speronate. Le investigazioni, coordinate dalla Procura della Repubblica Napoli Nord e condotte dai carabinieri della Compagnia di Casoria, hanno permesso l’emissione di misure cautelari nei confronti di tre persone, ritenute responsabili di diverse rapine in villa e componenti di un gruppo di rapinatori albanesi composto da otto persone. Le vetture scelte dagli indagati per gli spostamenti sempre velocissime e di provenienza furtiva. Venivano poi modificate con l’installazione di un sistema rapido per la sostituzione delle targhe, inserendo quelle corrispondenti a veicoli rubati durante i colpi e quelle ‘pulite’ durante i sopralluoghi per la selezione degli obiettivi da depredare. L'articolo Rapine e violenze nelle case di Caivano e Casoria: arrestati tre della banda di albanesi sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Camorra tra esercito e sicurezza

Esercito e abbassamento dell’età della punibilità sono i temi intorno ai quali in queste ore si discute nelle stanze della politica napoletana e nei palazzi istituzionali. Il sottosegretario Gioacchino Alfano propone l’esercito. Per il Segretario Generale del SIULP Felice Romano: “Aumentare i militari a Napoli, per rispondere alla cruenta faida in corso, e’ utile ma assolutamente non sufficiente per contrastare e debellare la nuova efferata malavita che sta consumando una vera e propria mattanza nel territorio partenopeo”. Per Romano due sono le soluzioni da mettere in campo: “abbassare l’eta’ della punibilita’, in modo che i nuovi killer non possano sottrarsi all’azione penale e al carcere perche’ minorenni e non punibili, e un arruolamento straordinario di poliziotti anche con la reintroduzione dell’istituto degli ‘Agenti Ausiliari’ che, consentendo a tutti giovani di poter scegliere di effettuare il periodo di ferma breve non solo nelle Forze Armate ma anche nelle Forze di Polizia, si possano avere operatori appositamente formati che abbasseranno in modo significativo anche l’eta’ media oggi troppo elevata”.Sulla proposta di Alfano, resta scettico il sindaco di Napoli Luigi de Magistris: “Bene l’esercito per presidiare gli obiettivi sensibili, ma per la lotta alla camorra non serve la militarizzazione della nostra citta’. Ho chiesto al ministro -piu’ uomini delle forze dell’ordine – ha ricordato – perche’ stanno facendo un lavoro eccellente ma sono in pochi e devono essere rinforzati”. Chiara la posizione del candidato sindaco a Napoli Gianni Lettieri, che su twitter, ha rilanciato: “Opporsi a maggiore presenza di esercito e forze dell’ordine a #Napoli vuol dire avvantaggiare la camorra. Piu’ sicurezza = piu’ liberta’”. Critico nei confronti del numero uno di palazzo San Giacomo, anche il candidato alle primarie del centrosinistra Antonio Bassolino: “Le parole di de Magistris sono sconcertanti. In tanti quartieri delle periferie e del centro la criminalita’ diffusa e giovanile e’ un problema enorme”. L'articolo Camorra tra esercito e sicurezza sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Saviano, ubriaco si scaglia contro convivente incinta al quarto mese di gravidanza: arrestato

Ubriaco minaccia e poi picchia la convivente incinta al quarto mese: è successo a Saviano, in provincia di Napoli, dove i carabinieri hanno arrestato – per maltrattamenti in famiglia, lesioni, violazione di domicilio e anche aggressione ai danni dei militari M.M.T., 27 anni, polacco, già noto alle forze dell’ordine. La donna è riuscita a scappare rifugiandosi da un’amica ma il ragazzo, ancora accecato dall’ira, l’ha raggiunta, sfondato la porta e aggredito entrambe le donne. I carabinieri sono intervenuti dopo una segnalazione al 112 e quando sono giunti nell’abitazione sono stati anche aggrediti. I militari sono comunque riusciti a immobilizzare il 27enne che è stato poi arrestato e chiuso nel carcere napoletano di Poggioreale. L'articolo Saviano, ubriaco si scaglia contro convivente incinta al quarto mese di gravidanza: arrestato sembra essere il primo su Cronache della Campania.

I retroscena del blitz antidroga tra Napoli, Caserta e Ravenna. Preso anche il figlio dell’Angelo di Carditello

Momenti di forte tensione, davanti al comando provinciale dei carabinieri di Caserta, durante l’uscita dalla caserma degli arrestati nel maxi blitz antidroga con 42 arresti tra le province di Napoli,Caserta e Ravenna . Molti familiari degli arrestati, provenienti dal Parco Verde di Caivano, hanno preso a calci e pugni il cancello d’ingresso del comando e sputato contro i carabinieri, giornalisti, fotografi e operatori video che stavano riprendendo l’accaduto, nel cortile della struttura. Una donna è uscita ad eludere i controlli e si è diretta nel cortile inveendo contro i giornalisti e carabinieri ma è stata subito bloccata e riportata all’esterno. Dei 42 provvedimenti cautelari, eseguiti nelle province di Caserta, Napoli e Ravenna, 19 sono in carcere e 23 al regime dei domiciliari. Tra gli arrestati figura anche Giovanni Cestrone, figlio di Tommaso Cestrone, noto come l’Angelo di Carditello – il volontario che si è battuto per la salvaguardia della Reggia Borbonica di Carditello – tra i 36 arrestati nell’ambito del maxi blitz antidroga dei carabinieri di Caserta tra Casertano e Napoletano. Il giovane, che ha 21 anni, è finito agli arresti domiciliari per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Complessivamente sono 42 le ordinanze emesse dal gip di Napoli: di queste ne sono state eseguite, finora, 36. Tra gli arrestati compaiono anche studenti del liceo classico di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), davanti al quale era stata allestita una piazza di spaccio. Indagati anche alcuni minori, ritenuti dagli inquirenti organici al gruppo di spacciatori sgominato oggi dai militari dell’arma, che sono strati segnalati al Tribunale dei Minori di Napoli. L’indagine è stata condotta tra settembre 2013 e febbraio 2015 e ha avuto per oggetto la riorganizzazione delle piazze di spaccio nel comune di Santa Maria Capua Vetere e in quelli limitrofi dopo la disgregazione del gruppo Fava, avvenuta nel 2013.In particolare – si legge in una nota del procuratore aggiunto della Repubblica di Napoli Giuseppe Borrelli- sono stati importanti per l’avvio delle indagini spunti forniti da alcuni esponenti del gruppo Fava (arrestati dopo l’aspro conflitto con la famiglia avversaria dei Bellagio per il controllo del traffico di droga) che hanno avviato una collaborazione con la giustizia. L’indagine ha portato a delineare il nuovo scenario dell’organizzazione che si riforniva di cocaina, hashish e marijuana nella provincia di Napoli per spacciarla nella cittadina casertana. Nelle dinamiche criminali ricostruite – si legge in una nota del procuratore aggiunto della Repubblica Giuseppe Borrelli – vi è anche l’episodio in cui, per motivi allo stato non chiari verosimilmente legati a dinamiche di carattere sentimentale dei rispettivi figli, uno degli indagati compie un attentato nei confronti del negozio di telefonia gestito da un altro indagato a Orta di Atella, esplodendo colpi di arma da fuoco contro le vetrine”. “Circostanza che sottolinea la gravità delle attività delinquenziali – insiste il procuratore aggiunto – è il fatto che il gruppo non esitasse a impiegare minori nelle attività di spaccio o che addirittura li portasse a seguito al fine di sviare i controlli delle forze di polizia. Sintomatico di tale “modus operandi” l’episodio in cui uno degli indagati occultava la sostanza stupefacente nelle salviette umidificanti o nel cosiddetto ‘ovetto kinder’ di un minore”.Lo spaccio è stato esercitato a Santa Maria Capua Vetere e nella vicina San Prisco in luoghi di appuntamento precisi: piazza Mazzini, l’anfiteatro, la villa comunale, il liceo classico e le cosiddette ‘palazzine’ dove soggetti contigui alla famiglia Fava avevano ingaggiato molti giovani. L’approvvigionamento, in particolare quello delle cocaina, avveniva nella zona nota come ‘Parco Verde’ a Caivano e nei comuni di Orta di Atella e Casal di Principe. La marijuana era coltivata nelle campagne tra i comuni di San Tammaro e di Santa Maria La Fossa, in provincia di Caserta, occultata tra campi di tabacco dove i militari hanno trovato oltre 1000 piante. L'articolo I retroscena del blitz antidroga tra Napoli, Caserta e Ravenna. Preso anche il figlio dell’Angelo di Carditello sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Napoli, accoltellarono meccanico per non pagare conto: arrestati

Si rifiutò di pagare le riparazioni fatte al suo scooter e quando il meccanico si ribellò, lui ed un complice lo accoltellarono più volte. Accadde nel settembre scorso, a Napoli: oggi i carabinieri del nucleo operativo della compagnia Napoli centro questa mattina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Tribunale di Napoli a carico di Gennaro Basco, 40enne, già noto alle forze dell’ordine e Vincenzo Arillo, 23enne, entrambi dei Quartieri Spagnoli. I due sono accusati di tentato omicidio, tentata estorsione e porto illegale di arma bianca. Fu Basco a rifiutarsi di pagare l’intervento e fu lui che dopo le opposizioni del meccanico chiamò Arillo per aiutarlo nella ‘punizione’. E così Arillo colpì la vittima più volte all’addome, alla schiena e anche al viso. Solo grazie alle resistenze del meccanico non furono colpite zone vitali. I due scapparono subito, all’arrivo dei carabinieri e da allora si sono resi irreperibili. Oggi le ordinanze e gli arresti domiciliari. L'articolo Napoli, accoltellarono meccanico per non pagare conto: arrestati sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Traffico di droga a Caivano: utlizzati anche bambini per evitare i controlli

E’ scattato all’alba il maxi blitz dei carabinieri del Comando Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, per eseguire un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e al regime degli arresti domiciliari, nei confronti di numerose persone indagate per il reato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana. Nel corso dell’attivita’ i militari, coordinati dai Magistrati della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno scoperto che lo stupefacente, approvvigionato soprattutto a Caivano in provincia di Napoli , venisse poi trasportato da corrieri mediante l’occultamento su persona o all’interno di veicoli, anche in presenza di minori, utilizzati al fine di eludere i controlli. Il provvedimento e’ stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli. L'articolo Traffico di droga a Caivano: utlizzati anche bambini per evitare i controlli sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Napoli sangue a Porta Capuana

Ancora una notte violenta nel centro storico di Napoli un uomo di origine marocchina è stato accoltellato all’uscita di un bar, in piazza Giovanni Leone, nella zona di Porta Capuana.L’uomo è ora in prognosi riservata. E’stata proprio la vittima a fermare una pattuglia della polizia e a chiedere aiuto. Non è riuscito a dire altro agli agenti se non di essere stato colpito da ignoti all’uscita di un bar del quale, però, non è stato in grado di fornire alcuna indicazione in merito all’ubicazione. Trasportato con il servizio di emergenza del 118 all’ospedale Loreto Mare, è in prognosi riservata per le ferite al torace. L'articolo Napoli sangue a Porta Capuana sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Blitz antidroga in corso tra Napoli e Caserta: decine di arresti

Decine di carabinieri di Santa Maria Capua Vetere , coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, stanno eseguendo numerosi di arresti tra le province di Caserta e Napoli, in particolare nel famigerato Parco Verde di Caivano, piazza di spaccio del Napoletano. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere e al regime degli arresti domiciliari è stata emessa dal gip del Tribunale di Napoli. Tutti i destinatari sono indagati per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana. Il traffico di droga venuto alla luce partiva dalla provincia di NapoliI, in particolare da Caivano, e, attraverso dei corrieri, giungeva a destinazione. Le sostanze stupefacenti venivano occultate su persone o in veicoli utilizzando minori per eludere i controlli. L'articolo Blitz antidroga in corso tra Napoli e Caserta: decine di arresti sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Il ministro Alfano: “Ci vuole l’esercito a Napoli contro i clan”

“Ci vuole l’esercito per far star zitte le pistole” a Napoli, dove gli omicidi sono in aumento, nonostante nel 2015 il dato, nel resto d’Italia, abbia segnato il minimo storico. Lo ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano intervistato da Maria Latella a Skytg24. “A Napoli abbiamo ottenuto successi straordinari nel contrasto alla camorra – ha ricordato – . Ci sono intere generazioni di clan in carcere, boss al carcere duro, ma c’è un dato mi lascia assolutamente insoddisfatto: i reati sono in calo ovunque, ma a Napoli gli omicidi aumentano. Dobbiamo zittire le pistole – ha proseguito – . L’ho detto anche a Renzi che adesso a Napoli ci vuole l’esercito. Abbiamo il contingente Strade sicure – ha precisato – ma occorre una norma per mandare più soldati a Napoli. Ovviamente la città non va militarizzata, ma vanno diminuiti gli omicidi, e vanno liberate forze dell’ ordine da mettere in strada”. “Non sono d’accordo con chi sostiene che tanto si ammazzano tra di loro – ha concluso – :noi non possiamo fregarcene e dobbiamo far star zitte le pistole”.Intanto in città e in provincia ormai è emergenza camorra: tre omicidi in 26 ore. Killer diversi, stesse dinamiche criminali: giovedì notte al rione Don Guanella (omicidio di Giuseppe Calise, 24 anni) e a Bagnoli (ucciso Pasquale Zito, 21 anni); la notte tra venerdì e sabato a Marigliano, nel rione 219, praticamente una enclave di Napoli nella provincia: qui è stato massacrato Francesco Esposito, 33 anni. L’uomo stava citofonando alla moglie quando i killer lo hanno freddato. Secondo fonti della questura, dall’inizio del 2016, sono dieci gli omicidi consumati nell’area metropolitana, senza contare le decine rappresaglie armate («stese» a colpi di pistola e kalashnikov) consumate ovunque ci sia da definire equilibri nella spartizione dei proventi di droga e racket. A Napoli e provincia ci sono 110 clan in azione, che possono contare su 5mila affiliati, (senza badare ai minori e agli under 14 non imputabili), in una guerra di posizione che si gioca per la conquista di una piccola o grande piazza di spaccio. L'articolo Il ministro Alfano: “Ci vuole l’esercito a Napoli contro i clan” sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Napoli per il questore Marino chi vede non collabora

Non usa mezze parole il questore di Napoli Guido Marino “qui chi vede non collabora”. “E’ una gara a handicap – prosegue Marino- con questa criminalità sempre più giovane che desta allarme per l’eccezionale continuità e varietà di vicende che portano la sua firma. E’ una gara a handicap perché, mediamente, il cittadino proprio non collabora. Eppure non chiediamo eroismi, ma solo una netta scelta di campo, una presa di coscienza”. Le dichiarazioni rilasciate al quotidiano La Repubblica da parte di Guido Marino sono nette. “Sapete qual è la prima indagine che dobbiamo fare davanti a un fatto criminoso? – chiede il questore lanciando l’allarme – Trovare un testimone per ricostruire la vicenda, solitamente accaduta in luoghi popolosi e trafficati. Sì, dobbiamo dedicare tempo ed energie preziose alla ricerca di chi ha sentito o visto e saputo qualcosa”. “Intendiamoci – spiega Marino – non di chi deve immmolarsi o sacrificarsi sulla pubblica via per stroncare la camorra, sia chiaro. Ma molto semplicemente di chi ci dica se erano due o tre killer, se erano in moto e che tipo di moto era, se in auto e di che colore, insomma di questo stiamo parlando… notizie che servono per avviare subito i controlli e che possono essere decisive, ma cose che nessuno ci dice. Mai. Ripeto: mai. Zero collaborazione”. L'articolo Napoli per il questore Marino chi vede non collabora sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Cantone per la camorra occorre un piano straordinario

“Cento, mille uomini in divisa potranno essere utili, ma non riusciranno a tagliare tutti i tentacoli del mostro”: con i continui omicidi di camorra, a Napoli è in atto “un`escalation alla quale andava posto e va posto argine con misure diverse. Non basta mettere il pilota automatico, convocare il Comitato per l`ordine pubblico e mandare un po` di uomini in più. Serve un piano serio, ampio, straordinario”. Lo dice il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, in un’intervista a Il Mattino. “Finora Napoli – sostiene Cantone – ha contato davvero poco nell`agenda nazionale. È arrivato il momento di trovare il coraggio di dire che cosa si vuole fare per questa parte del Paese. Nella chiave dello sviluppo, della crescita è importante che si voglia sbloccare Bagnoli, è importante che arrivino grandi nomi come la Apple, ma non basta: io dico che serve un vero, grande piano straordinario. Servono trasporti e infrastrutture, serve favorire una crescita armonica del territorio. Perché poi il problema non riguarda solo Napoli, ma la sua immensa area metropolitana”. “Occorre una vera presa di coscienza, serve che qualcuno si accolli l`onere e il dovere di agire in senso ampio, per togliere il più possibile radici a un sistema che altrimenti si alimenterà sempre di più”, conclude il magistrato. L'articolo Cantone per la camorra occorre un piano straordinario sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Roberti: a Napoli peggio che nelle banlieue parigine

A Napoli, dove si moltiplicano gli omicidi di camorra, c’è una “situazione eccezionale sul piano dell`ordine pubblico, senza eguali in Europa, peggio che nelle banlieue parigine”. E “Se questa è una situazione eccezionale, e io ne sono convinto, occorrono provvedimenti eccezionali per assicurare una prevenzione efficace, visto che la repressione ha dimostrato, da sola, di non bastare”. Lo dice in un’intervista a La Repubblica il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti. Secondo Roberti “la repressione ha funzionato, ma proprio per questo ha determinato vuoti di potere criminale, aprendo spazi a gruppi composti da ragazzi di nemmeno vent`anni, se non addirittura minorenni, che si scontrano per il controllo del territorio e del mercato della droga. Hanno tantissime armi disposizione e sono pronti a uccidere per nulla. Non credo che, nel panorama nazionale o europeo, esistano esempi analoghi”. Il fatto che la camorra sia un “dato costitutivo” della società napoletana, come disse tra qualche polemica la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi, “è esattamente quel che penso anche io: se arresti, processi, condanne e sequestri non sortiscono l`effetto deterrente che hanno altrove, è proprio perché la camorra è diventata parte integrante della società napoletana e riproduce automaticamente, da secoli, il modello camorristico di controllo del territorio e della vita di intere fasce di sottoproletariato urbano”. Dal punto di vista dell`ordine pubblico “il ministro Alfano dovrebbe chiedersi, per prima cosa, se il controllo del territorio funzioni sempre con l`assiduità, la continuità e la completezza che la situazione eccezionale richiede. Poi dovrebbe domandarsi se gli organici delle forze dell`ordine siano sufficienti. A me pare proprio di no. Suggerisco – continua il procuratore – di rivedere la distribuzione degli organici sull`intero territorio nazionale, in modo da portare più risorse umane nell`area di Napoli. A sfide eccezionali si risponde con interventi eccezionali. Stesso discorso per la droga: gli interventi sono quotidiani, ma tonnellate di stupefacenti vengono vendute ogni giorno nelle piazze. Deve cambiare il target delle indagini, allargando l`azione di contrasto alle strutture finanziarie che alimentano quel mercato”, conclude Roberti L'articolo Roberti: a Napoli peggio che nelle banlieue parigine sembra essere il primo su Cronache della Campania.

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