E’ stato trovato alle 9 circa di questa mattina il cadavere carbonizzato in una strada sterrata nei pressi dell’uscita dell’asse mediano di Grumo Nevano . Secondo i primi rilievi dei Carabinieri, potrebbe trattarsi del corpo di un uomo. In corso indagini dei Carabinieri di Casoria e Grumo Nevano, intervenuti sul posto.
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Una pistola a tamburo 357 “Colt”, munita di 5 proiettili, una pistola “Beretta” calibro 9×21, completa di caricatore con 10 proiettili, un fucile a canne mozze di marca Benelli, un micidiale fucile mitragliatore di fabbricazione cinese, del tipo usato dalle forze armate statunitensi, con 20 munizioni. E’ il bilancio dell’operazione eseguita stanotte dagli agenti del commissariato di Polizia “Vicaria-Mercato”. Il blitz ha portato all’arresto di una donna incensurata C. P., di 48anni, moglie di un rapinatore. I poliziotti, a seguito di un’articolata indagine, sono riusciti a fare irruzione nell’abitazione della donna, utilizzata come base logistica dai clan della zona, come deposito delle micidiali armi. Saranno gli accertamenti tecnico-balistici della Polizia Scientifica ad accertare se le armi siano state usate nei recenti episodi criminosi.
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Un uomo di 35 anni, Vincenzo Artistico, già noto alle forze dell’ordine, è stato ucciso a coltellate da persone sconosciute la scorsa notte a Mariglianella, mentre si trovava per strada, fra via Umberto Primo e via Parrocchia. Artistico è stato colpito alla schiena e al fianco. Soccorso è trasportato all’ospedale di Nola, dove è morto poco dopo il ricovero. Il fatto è avvenuto mezz’ora dopo la mezzanotte. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri di Castello di Cisterna che stanno facendo le indagini.
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Potrebbe essere una manifestazione della ‘sindrome di Stoccolma’, pero’ durante una rapina in gioielleria; ma anche una scelta della vittima per evitare il peggio sperando che qualcuno dia l’allarme. Singolare comunque quello che e’ accaduto in una gioielleria a Napoli, nel quartiere Ponticelli. In un video delle telecamere di sorveglianza la sequenza. Una coppia entra e si finge interessata a un acquisto; lui pero’ estrae la pistola e immobilizza il titolare, tenendolo sotto la minaccia dell’arma, mentre lei svuota la cassaforte. Presi i gioielli, la donna esce dal negozio. Il rapinatore invece comincia a parlare con la vittima, gli mostra addirittura il suo documento e i due si salutano dandosi la mano. Intanto passanti telefonano al 112 e sul posto giungono due pattuglie di carabinieri. Il malvivente scappa a piedi inseguito da due militari dell’Arma. Dopo 5 minuti di corsa, con scavalcamento di cancelli e muretti, i carabinieri lo raggiungono e bloccano, sequestrandogli la pistola calibro 7,65 con matricola abrasa, colpo in canna e altri 4 nel caricatore. Giuseppe Merolla, 30 anni, deve ora rispondere di rapina aggravata, porto e detenzione di arma clandestina. Era detenuto agli arresti domiciliari, ed evaso per commettere la rapina. R.D., 38enne, la sua complice, si costituisce dopo 48 ore ai carabinieri
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La Squadra Mobile di Napoli, il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e il Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, hanno eseguito in varie Regioni d’Italia e all’estero una vasta operazione nei confronti di una pericolosa organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di stupefacenti e al riciclaggio dei relativi proventi. In particolare, e’ stata data esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli nei confronti di 11 persone sospettate di gestire ingenti carichi di droga, acquistandoli direttamente dai cartelli sud americani. L’Autorita’ Giudiziaria ha anche disposto il sequestro di 3 societa’ di diritto estero situate in Spagna, nell’Isola di Man e nell’Emirato di Dubai nelle quali venivano reinvestiti parte dei proventi del narcotraffico, per un valore di oltre 10 milioni di euro. I destinatari degli 11 provvedimenti eseguiti nella maxioperazione contro il traffico internazionale di droga e il riciclaggio sono tutti in collegamento stretto con il clan Amato-Pagano, una delle cosche della camorra protagoniste delle faide che si sono succedute a nord di NAPOLI negli ultimi anni. L’organizzazione era in contatto con cartelli di narcos sudamericani dai quali importavano ingenti quantità di cocaina, oltre 2mila chilogrammi all’anno, che immettevano poi sul mercato: ad essi – è stato sottolineato dagli inquirenti – si rivolgevano altri clan della camorra per acquistare droga da spacciare. Uno degli esponenti del gruppo fu arrestato nel 2013 all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi dove fu trovato in possesso di 1330 chilogrammi di cocaina. Le forti somme di denaro occultate dal clan venivano riciclate anche all’estero attraverso società intestate a prestanome: in Spagna, dove avevano acquisito due complessi immobiliari nelle province di Madrid e Burgos, e negli Emirati Arabi Uniti, dove tuttora risiederebbe un latitante. I particolari dell’operazione sono stati illustrati in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il procuratore della Repubblica di NAPOLI, Giovanni Colangelo, il procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia, Filippo Beatrice, il questore di NAPOLI, Guido Marino, il capo della Squadra Mobile, Fausto Lamparelli, e il colonnello Giovanni Salerno, del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza. Il procuratore ha sottolineato che l’indagine ha evidenziato che il traffico di cocaina in Italia non rappresenta un monopolio della ‘ndrangheta, ma che anche la camorra gestisce tale attività avvalendosi di rapporti con i cartelli sudamericani anche grazie alla enorme disponibilità di denaro liquido. Colangelo ha sottolineato che “l’incremento di valore delle cifre investite nell’attività di spaccio è pari addirittura al 300 per 100 in una settimana”. Il capo della Squadra Mobile della Questura NAPOLI, Fausto Lamparelli, dal canto suo, ha evidenziato che numerosi clan si sono rivolti agli Amato-Pagano per l’acquisto di cocaina, una cosca che “trattava alla pari con i narcos sudamericani avendo fiumi di denaro da investire”. Un ruolo centrale sarebbe stato rivestito da uno dei destinatari dei provvedimenti notificati oggi, un commercialista genovese, Attilio Repetti.
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