Cronaca Nera
Napoli sangue a Porta Capuana
Ancora una notte violenta nel centro storico di Napoli un uomo di origine marocchina è stato accoltellato all’uscita di un bar, in piazza Giovanni Leone, nella zona di Porta Capuana.L’uomo è ora in prognosi riservata. E’stata proprio la vittima a fermare una pattuglia della polizia e a chiedere aiuto. Non è riuscito a dire altro agli agenti se non di essere stato colpito da ignoti all’uscita di un bar del quale, però, non è stato in grado di fornire alcuna indicazione in merito all’ubicazione. Trasportato con il servizio di emergenza del 118 all’ospedale Loreto Mare, è in prognosi riservata per le ferite al torace.
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Blitz antidroga in corso tra Napoli e Caserta: decine di arresti
Decine di carabinieri di Santa Maria Capua Vetere , coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, stanno eseguendo numerosi di arresti tra le province di Caserta e Napoli, in particolare nel famigerato Parco Verde di Caivano, piazza di spaccio del Napoletano. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere e al regime degli arresti domiciliari è stata emessa dal gip del Tribunale di Napoli. Tutti i destinatari sono indagati per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana. Il traffico di droga venuto alla luce partiva dalla provincia di NapoliI, in particolare da Caivano, e, attraverso dei corrieri, giungeva a destinazione. Le sostanze stupefacenti venivano occultate su persone o in veicoli utilizzando minori per eludere i controlli.
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Il ministro Alfano: “Ci vuole l’esercito a Napoli contro i clan”
“Ci vuole l’esercito per far star zitte le pistole” a Napoli, dove gli omicidi sono in aumento, nonostante nel 2015 il dato, nel resto d’Italia, abbia segnato il minimo storico. Lo ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano intervistato da Maria Latella a Skytg24. “A Napoli abbiamo ottenuto successi straordinari nel contrasto alla camorra – ha ricordato – . Ci sono intere generazioni di clan in carcere, boss al carcere duro, ma c’è un dato mi lascia assolutamente insoddisfatto: i reati sono in calo ovunque, ma a Napoli gli omicidi aumentano. Dobbiamo zittire le pistole – ha proseguito – . L’ho detto anche a Renzi che adesso a Napoli ci vuole l’esercito. Abbiamo il contingente Strade sicure – ha precisato – ma occorre una norma per mandare più soldati a Napoli. Ovviamente la città non va militarizzata, ma vanno diminuiti gli omicidi, e vanno liberate forze dell’ ordine da mettere in strada”. “Non sono d’accordo con chi sostiene che tanto si ammazzano tra di loro – ha concluso – :noi non possiamo fregarcene e dobbiamo far star zitte le pistole”.Intanto in città e in provincia ormai è emergenza camorra: tre omicidi in 26 ore. Killer diversi, stesse dinamiche criminali: giovedì notte al rione Don Guanella (omicidio di Giuseppe Calise, 24 anni) e a Bagnoli (ucciso Pasquale Zito, 21 anni); la notte tra venerdì e sabato a Marigliano, nel rione 219, praticamente una enclave di Napoli nella provincia: qui è stato massacrato Francesco Esposito, 33 anni. L’uomo stava citofonando alla moglie quando i killer lo hanno freddato. Secondo fonti della questura, dall’inizio del 2016, sono dieci gli omicidi consumati nell’area metropolitana, senza contare le decine rappresaglie armate («stese» a colpi di pistola e kalashnikov) consumate ovunque ci sia da definire equilibri nella spartizione dei proventi di droga e racket. A Napoli e provincia ci sono 110 clan in azione, che possono contare su 5mila affiliati, (senza badare ai minori e agli under 14 non imputabili), in una guerra di posizione che si gioca per la conquista di una piccola o grande piazza di spaccio.
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Napoli per il questore Marino chi vede non collabora
Non usa mezze parole il questore di Napoli Guido Marino “qui chi vede non collabora”. “E’ una gara a handicap – prosegue Marino- con questa criminalità sempre più giovane che desta allarme per l’eccezionale continuità e varietà di vicende che portano la sua firma. E’ una gara a handicap perché, mediamente, il cittadino proprio non collabora. Eppure non chiediamo eroismi, ma solo una netta scelta di campo, una presa di coscienza”. Le dichiarazioni rilasciate al quotidiano La Repubblica da parte di Guido Marino sono nette. “Sapete qual è la prima indagine che dobbiamo fare davanti a un fatto criminoso? – chiede il questore lanciando l’allarme – Trovare un testimone per ricostruire la vicenda, solitamente accaduta in luoghi popolosi e trafficati. Sì, dobbiamo dedicare tempo ed energie preziose alla ricerca di chi ha sentito o visto e saputo qualcosa”. “Intendiamoci – spiega Marino – non di chi deve immmolarsi o sacrificarsi sulla pubblica via per stroncare la camorra, sia chiaro. Ma molto semplicemente di chi ci dica se erano due o tre killer, se erano in moto e che tipo di moto era, se in auto e di che colore, insomma di questo stiamo parlando… notizie che servono per avviare subito i controlli e che possono essere decisive, ma cose che nessuno ci dice. Mai. Ripeto: mai. Zero collaborazione”.
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Cantone per la camorra occorre un piano straordinario
“Cento, mille uomini in divisa potranno essere utili, ma non riusciranno a tagliare tutti i tentacoli del mostro”: con i continui omicidi di camorra, a Napoli è in atto “un`escalation alla quale andava posto e va posto argine con misure diverse. Non basta mettere il pilota automatico, convocare il Comitato per l`ordine pubblico e mandare un po` di uomini in più. Serve un piano serio, ampio, straordinario”. Lo dice il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, in un’intervista a Il Mattino. “Finora Napoli – sostiene Cantone – ha contato davvero poco nell`agenda nazionale. È arrivato il momento di trovare il coraggio di dire che cosa si vuole fare per questa parte del Paese. Nella chiave dello sviluppo, della crescita è importante che si voglia sbloccare Bagnoli, è importante che arrivino grandi nomi come la Apple, ma non basta: io dico che serve un vero, grande piano straordinario. Servono trasporti e infrastrutture, serve favorire una crescita armonica del territorio. Perché poi il problema non riguarda solo Napoli, ma la sua immensa area metropolitana”. “Occorre una vera presa di coscienza, serve che qualcuno si accolli l`onere e il dovere di agire in senso ampio, per togliere il più possibile radici a un sistema che altrimenti si alimenterà sempre di più”, conclude il magistrato.
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