Cronaca

Cantone per la camorra occorre un piano straordinario

“Cento, mille uomini in divisa potranno essere utili, ma non riusciranno a tagliare tutti i tentacoli del mostro”: con i continui omicidi di camorra, a Napoli è in atto “un`escalation alla quale andava posto e va posto argine con misure diverse. Non basta mettere il pilota automatico, convocare il Comitato per l`ordine pubblico e mandare un po` di uomini in più. Serve un piano serio, ampio, straordinario”. Lo dice il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, in un’intervista a Il Mattino. “Finora Napoli – sostiene Cantone – ha contato davvero poco nell`agenda nazionale. È arrivato il momento di trovare il coraggio di dire che cosa si vuole fare per questa parte del Paese. Nella chiave dello sviluppo, della crescita è importante che si voglia sbloccare Bagnoli, è importante che arrivino grandi nomi come la Apple, ma non basta: io dico che serve un vero, grande piano straordinario. Servono trasporti e infrastrutture, serve favorire una crescita armonica del territorio. Perché poi il problema non riguarda solo Napoli, ma la sua immensa area metropolitana”. “Occorre una vera presa di coscienza, serve che qualcuno si accolli l`onere e il dovere di agire in senso ampio, per togliere il più possibile radici a un sistema che altrimenti si alimenterà sempre di più”, conclude il magistrato. L'articolo Cantone per la camorra occorre un piano straordinario sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Roberti: a Napoli peggio che nelle banlieue parigine

A Napoli, dove si moltiplicano gli omicidi di camorra, c’è una “situazione eccezionale sul piano dell`ordine pubblico, senza eguali in Europa, peggio che nelle banlieue parigine”. E “Se questa è una situazione eccezionale, e io ne sono convinto, occorrono provvedimenti eccezionali per assicurare una prevenzione efficace, visto che la repressione ha dimostrato, da sola, di non bastare”. Lo dice in un’intervista a La Repubblica il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti. Secondo Roberti “la repressione ha funzionato, ma proprio per questo ha determinato vuoti di potere criminale, aprendo spazi a gruppi composti da ragazzi di nemmeno vent`anni, se non addirittura minorenni, che si scontrano per il controllo del territorio e del mercato della droga. Hanno tantissime armi disposizione e sono pronti a uccidere per nulla. Non credo che, nel panorama nazionale o europeo, esistano esempi analoghi”. Il fatto che la camorra sia un “dato costitutivo” della società napoletana, come disse tra qualche polemica la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi, “è esattamente quel che penso anche io: se arresti, processi, condanne e sequestri non sortiscono l`effetto deterrente che hanno altrove, è proprio perché la camorra è diventata parte integrante della società napoletana e riproduce automaticamente, da secoli, il modello camorristico di controllo del territorio e della vita di intere fasce di sottoproletariato urbano”. Dal punto di vista dell`ordine pubblico “il ministro Alfano dovrebbe chiedersi, per prima cosa, se il controllo del territorio funzioni sempre con l`assiduità, la continuità e la completezza che la situazione eccezionale richiede. Poi dovrebbe domandarsi se gli organici delle forze dell`ordine siano sufficienti. A me pare proprio di no. Suggerisco – continua il procuratore – di rivedere la distribuzione degli organici sull`intero territorio nazionale, in modo da portare più risorse umane nell`area di Napoli. A sfide eccezionali si risponde con interventi eccezionali. Stesso discorso per la droga: gli interventi sono quotidiani, ma tonnellate di stupefacenti vengono vendute ogni giorno nelle piazze. Deve cambiare il target delle indagini, allargando l`azione di contrasto alle strutture finanziarie che alimentano quel mercato”, conclude Roberti L'articolo Roberti: a Napoli peggio che nelle banlieue parigine sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Il boss pentito di Scafati parla della mancata vendetta contro la camorra di Castellammare

Dopo 30 anni Pasquale Loreto avrebbe potuto vendicare la morte del padre Alfonso, ucciso in un agguato di camorra. A rivelarlo il pentito di Scafati che nel 2011 racconta ai magistrati della Dda di Salerno le nuove alleanze tra Scafati e Castellammare di Stabia, grazie all’appoggio della famiglia Ridosso. I Ridosso volevano eliminare Vincenzo Muollo ‘o lallone, anch’egli originario di Castellammare di Stabia, con il quale avevano un conto in sospeso per l’uccisione di Salvatore Ridosso alias piscitiello, ucciso nel 2002. La famiglia Muollo tra l’altro originaria della centralissima via Surripa di Castellammare è stata anche storica nemica del potente clan D’Alessandro. Negli anni Ottanta furono protagonisti di un cruento scontro culminato con la strage di Quisisana nel giugno del 1983 con tre morti e la sparizione di Giuseppe Muollo, alias Peppino ‘o neo fratello di Vincenzo e il cui corpo non è stato mai più ritrovato.“Quando è uscito Vincenzo Muollo nel 2008 i Ridosso mi chiesero di procedere all’omicidio ma prima ancora mi parlarono di procedere all’omicidio di Muollo Ferdinando che aveva regalato la moto e l’auto Renault a Muollo Luigi e Mansi Valentino (ritenuti i killer di Salvatore Ridosso, ndr). Luigi Ridosso mi chiese appunto di partecipare all’omicidio di Muollo Ferdinando e lui in cambio si offriva di uccidere Polito Luigi responsabile delI’omicidio di mio padre Alfonso avvenuto nel febbraio 1980. Ridosso Luigi fece anche una sorveglianza del Muollo quando usciva di casa e si recava in fabbrica. Ridosso Luigi mi disse che il Polito stava frequentando i figli di tale Alfonso “Pezzangul”che abita alla vecchia uscita dell’autostrada Castellammare di Stabia a Ponte Persica. Luigi Ridosso era amico dei figli di Alfonso di cui non ricordo il cognome. I figli di Alfonso avevano anche un autosalone e Luigi voleva sequestrare il Polito presso il piazzale dell’autosalone. Io pur avendo dato la mia disponibilità prendevo tempo perché non era mia intenzione procedere all’omicidio. Il piano prevedeva che io dovevo agire con una moto guidata da Ridosso Gennaro. Non mi diedero pistole ma so che avevano disponibili molte armi tra cui colt 38, calibro 9,- 7,65, una pistola con silenziatore e una mitraglietta Uzi. Poi non si fece più niente”. Rosaria Federico L'articolo Il boss pentito di Scafati parla della mancata vendetta contro la camorra di Castellammare sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Castellammare :Alto impatto operazione dei Carabinieri

Operazione alto impatto dei carabinieri. Nel pomeriggio di oggi, intorno alle 15 e’ scattata l’operazione condotta dagli uomini dell’Arma dei Carabinieri. Decine e decine di perquisizioni nelle zone calde della città. Secondo indiscrezioni , il centro antico è stato letteralmente “isolato” : le pattuglie bloccavano uscite ed entrate della zona. Stessa situazione nelle altre zone a rischio di Castellammare di Stabia. Controlli e fermi anche al Rione Savorito. L'articolo Castellammare :Alto impatto operazione dei Carabinieri sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Portici, arrestato 24enne per detenzione a fini di spaccio

I carabinieri della stazione di portici hanno arrestato ciro iadelise, 24enne di san giorgio a cremano, già noto alle forze dell’ordine , resosi responsabile di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente. I cc, attirati dal suo fare sospetto, lo hanno fermato e controllato in via martiri di via fani, mentre era fermo in sella al suo piaggio liberty. Perquisito, gli hanno trovato addosso 8,5 grammi di hashish già suddivisi in stecchette pronte per essere cedute.L’arrestato è in attesa di rito direttissimo. L'articolo Portici, arrestato 24enne per detenzione a fini di spaccio sembra essere il primo su Cronache della Campania.