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Cronaca

Campi Flegrei, la Soprintendenza prepara la rete per le emergenze: elenco di imprese sempre attivo

Napoli – La crescente attenzione sulle conseguenze dell’emergenza bradisismica nei Campi Flegrei porta la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli a rafforzare la propria capacità di intervento. L’ente ha pubblicato un avviso per la costituzione di un elenco permanente di...

Carenza di organico e tagli ai turni di notte: è guerra aperta tra i sindacati e i vertici dell’Asl

Napoli– Una nuova e profonda frattura rischia di paralizzare l’assistenza negli ospedali della principale azienda sanitaria del Mezzogiorno. È scontro aperto tra la direzione dell’ASL Napoli 1 Centro e le rappresentanze dei lavoratori dell’area sanitaria. Al centro della tempesta c’è il nuovo piano aziendale di...

Succede anche

Traffico di droga a Caivano: utlizzati anche bambini per evitare i controlli

E’ scattato all’alba il maxi blitz dei carabinieri del Comando Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, per eseguire un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e al regime degli arresti domiciliari, nei confronti di numerose persone indagate per il reato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana. Nel corso dell’attivita’ i militari, coordinati dai Magistrati della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno scoperto che lo stupefacente, approvvigionato soprattutto a Caivano in provincia di Napoli , venisse poi trasportato da corrieri mediante l’occultamento su persona o all’interno di veicoli, anche in presenza di minori, utilizzati al fine di eludere i controlli. Il provvedimento e’ stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli. L'articolo Traffico di droga a Caivano: utlizzati anche bambini per evitare i controlli sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Napoli sangue a Porta Capuana

Ancora una notte violenta nel centro storico di Napoli un uomo di origine marocchina è stato accoltellato all’uscita di un bar, in piazza Giovanni Leone, nella zona di Porta Capuana.L’uomo è ora in prognosi riservata. E’stata proprio la vittima a fermare una pattuglia della polizia e a chiedere aiuto. Non è riuscito a dire altro agli agenti se non di essere stato colpito da ignoti all’uscita di un bar del quale, però, non è stato in grado di fornire alcuna indicazione in merito all’ubicazione. Trasportato con il servizio di emergenza del 118 all’ospedale Loreto Mare, è in prognosi riservata per le ferite al torace. L'articolo Napoli sangue a Porta Capuana sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Blitz antidroga in corso tra Napoli e Caserta: decine di arresti

Decine di carabinieri di Santa Maria Capua Vetere , coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, stanno eseguendo numerosi di arresti tra le province di Caserta e Napoli, in particolare nel famigerato Parco Verde di Caivano, piazza di spaccio del Napoletano. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere e al regime degli arresti domiciliari è stata emessa dal gip del Tribunale di Napoli. Tutti i destinatari sono indagati per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana. Il traffico di droga venuto alla luce partiva dalla provincia di NapoliI, in particolare da Caivano, e, attraverso dei corrieri, giungeva a destinazione. Le sostanze stupefacenti venivano occultate su persone o in veicoli utilizzando minori per eludere i controlli. L'articolo Blitz antidroga in corso tra Napoli e Caserta: decine di arresti sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Volevano uccidere il tenente dei carabinieri: condannato uomo del clan Ascione-Papale

Stangata per Giuseppe Martorano, uomo di punta del boss Natale Dantese di Ercolano. Martorano è stato condannato a otto anni di carcere per associazione per delinquere di stampo camorristico.Martorano faceva parte del gruppo di piazza Pugliano.Dalle indagini che circa due anni fa portarono al suo arresto è emerso che il gruppo Ascione-Papale (egemone tra Torre del Greco ed Ercolano)avrebbe dovuto uccidere il tenente dei carabinieri Antonio Di Florio, in servizio appunto ad Ercolano e uomo simbolo della lotta antiracket nella città degli scavi. E’ stato il pentito Salvatore Fiore, nipote del boss Luigi Nocerino a raccontare agli inquirenti le intenzioni stragiste del clan svelando importanti retroscena sul pizzo, traffico di droga e omicidi compiuti nelgi ultimi anni nelle due città e che hanno portato a decine di arresti tra cui quello di Martorano appunto. Doveva essere porprio Fiore ad eseguire la sentenza di morte contro l’ufficiale dei carabinieri. Il killer pentito fu bloccato da una telefonata del boss Mario Papale mentre inseguiva armato in motorino il tenente. “Mi disse di lasciare stare perché l’omicidio sarebbe stato commesso un altro giorno”. La condanna nei confronti di Martorano è frutto delle tante dichiarazioni del pentito Fiore e che hanno portato agli arresti nel giugno del 2014 e che nel giro di pochi giorni in due differenti blitz portò in carcere 18 persone del clan tra Torre del Greco ed Ercolano tra cui lo stesso Martorano. (nella foto da sinistra Giuseppe Martorano e il pentito Salvatore Fiore) L'articolo Volevano uccidere il tenente dei carabinieri: condannato uomo del clan Ascione-Papale sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Traffico di droga: stangata al boss Annunziata e al nipote Dino

Boscoreale. Operazione Scafo 2: la corte di Cassazione conferma le condanne per il boss Alfonso Annunziata e il nipote Sabato Teodosio, alias Dino Bicicletta. Traffico internazionale dall’Olanda, per i due – per i quali il processo era stato per molto tempo bloccato – arriva il verdetto definitivo. Condanna a 23 anni e 30 anni di reclusione per aver importato cocaina dall’Olanda e dal Sud America negli anni 2000. Il clan Aquino-Annunziata di cui il narcos fonz ‘a calabrese è il capo indiscusso aveva il monopolio dell’importazione dello stupefacente. Droga smistata tra la Campania e la Calabria che portò nel 2004 ad una maxi retata della Dda di Salerno, a queste si unirono le inchieste Mito della Dda di Napoli. Per molti anni, Alfonso Annunziata – latitante fino al 2008 – aveva evitato la notifica di quelle ordinanze cautelari in carcere. Poi, l’arresto in Olanda e le manette. Ora arriva la condanna definitiva a 23 e 30 anni di reclusione. I giudici della Corte di Cassazione hanno accolto il ricorso dei difensori soli limitatamente alla pesantissima ammenda comminata ai due imputati: oltre 200mila euro, rinviando per la rideterminazione dell’importo alla Corte d’Appello. L'articolo Traffico di droga: stangata al boss Annunziata e al nipote Dino sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Castellammare operazione dei Carabinieri

Sono tre i cittadini di Castellammare finiti in manette nel corso di un’operazione eseguita dall’Arma dei Carabinieri. Si tratta di Ciro AIELLO, 50 anni, di Castellammare di Stabia (detenzione abusiva diarmi -pistola e munizioni-); Vincenzo TOMMASINO, 50 anni, di Sant’Antonio Abate (inosservanza degliobblighi sorveglianza speciale); Carlo SCELZO, 31 anni, di Castellammare di Stabia (detenzione ai fini dispaccio di sostanze stupefacenti); Giovanni DI MAIO, 19 anni, di Pompei (detenzione ai fini di spaccio disostanze stupefacenti); Vincenzo SCHIAVONE, 35 anni, di Castellammare di Stabia (detenzione aifini di spaccio di sostanze stupefacenti).Sabato sera di controlli, con un servizio straordinario contro l’illegalità diffusa, da parte dei carabinieri del gruppo di Torre Annunziata e del 10° reggimento Campania. 7 arresti in flagranza: 5 per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, uno per inosservanza degli obblighi relativi alla sorveglianza speciale, unoper detenzione abusiva di armi e uno per maltrattamenti in famiglia .Sono state sequestrate nel corso delle operazioni un’arma da sparo, 19 munizioni, 2 armi bianche e 1.3 kg. circa di droga.12 i soggetti denunciati in stato di libertà per reati vari.I carabinieri hanno inoltre elevato sanzioni amministrative per circa 70.000.00 euro.61 le perquisizioni, tra abitazioni, persone e veicoli. 5 le persone segnalate alla prefettura come assuntori di stupefacente.Decine di verbali al codice della strada, con fermi di veicoli e ritiro di patenti e carte di circolazione.Infine, nel corso servizio, a san giuseppe vesuviano i carabinieri hanno denunciato in stato di libertà 7 persone per contraffazione e violazioni allanormativa sul lavoro, smaltimento di rifiuti, igiene e sicurezza: hanno sospesoun’attività imprenditoriale e sequestrato 3 opifici tessili abusivi e i 46macchinari che vi erano installati. L'articolo Castellammare operazione dei Carabinieri sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Il ministro Alfano: “Ci vuole l’esercito a Napoli contro i clan”

“Ci vuole l’esercito per far star zitte le pistole” a Napoli, dove gli omicidi sono in aumento, nonostante nel 2015 il dato, nel resto d’Italia, abbia segnato il minimo storico. Lo ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano intervistato da Maria Latella a Skytg24. “A Napoli abbiamo ottenuto successi straordinari nel contrasto alla camorra – ha ricordato – . Ci sono intere generazioni di clan in carcere, boss al carcere duro, ma c’è un dato mi lascia assolutamente insoddisfatto: i reati sono in calo ovunque, ma a Napoli gli omicidi aumentano. Dobbiamo zittire le pistole – ha proseguito – . L’ho detto anche a Renzi che adesso a Napoli ci vuole l’esercito. Abbiamo il contingente Strade sicure – ha precisato – ma occorre una norma per mandare più soldati a Napoli. Ovviamente la città non va militarizzata, ma vanno diminuiti gli omicidi, e vanno liberate forze dell’ ordine da mettere in strada”. “Non sono d’accordo con chi sostiene che tanto si ammazzano tra di loro – ha concluso – :noi non possiamo fregarcene e dobbiamo far star zitte le pistole”.Intanto in città e in provincia ormai è emergenza camorra: tre omicidi in 26 ore. Killer diversi, stesse dinamiche criminali: giovedì notte al rione Don Guanella (omicidio di Giuseppe Calise, 24 anni) e a Bagnoli (ucciso Pasquale Zito, 21 anni); la notte tra venerdì e sabato a Marigliano, nel rione 219, praticamente una enclave di Napoli nella provincia: qui è stato massacrato Francesco Esposito, 33 anni. L’uomo stava citofonando alla moglie quando i killer lo hanno freddato. Secondo fonti della questura, dall’inizio del 2016, sono dieci gli omicidi consumati nell’area metropolitana, senza contare le decine rappresaglie armate («stese» a colpi di pistola e kalashnikov) consumate ovunque ci sia da definire equilibri nella spartizione dei proventi di droga e racket. A Napoli e provincia ci sono 110 clan in azione, che possono contare su 5mila affiliati, (senza badare ai minori e agli under 14 non imputabili), in una guerra di posizione che si gioca per la conquista di una piccola o grande piazza di spaccio. L'articolo Il ministro Alfano: “Ci vuole l’esercito a Napoli contro i clan” sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Napoli per il questore Marino chi vede non collabora

Non usa mezze parole il questore di Napoli Guido Marino “qui chi vede non collabora”. “E’ una gara a handicap – prosegue Marino- con questa criminalità sempre più giovane che desta allarme per l’eccezionale continuità e varietà di vicende che portano la sua firma. E’ una gara a handicap perché, mediamente, il cittadino proprio non collabora. Eppure non chiediamo eroismi, ma solo una netta scelta di campo, una presa di coscienza”. Le dichiarazioni rilasciate al quotidiano La Repubblica da parte di Guido Marino sono nette. “Sapete qual è la prima indagine che dobbiamo fare davanti a un fatto criminoso? – chiede il questore lanciando l’allarme – Trovare un testimone per ricostruire la vicenda, solitamente accaduta in luoghi popolosi e trafficati. Sì, dobbiamo dedicare tempo ed energie preziose alla ricerca di chi ha sentito o visto e saputo qualcosa”. “Intendiamoci – spiega Marino – non di chi deve immmolarsi o sacrificarsi sulla pubblica via per stroncare la camorra, sia chiaro. Ma molto semplicemente di chi ci dica se erano due o tre killer, se erano in moto e che tipo di moto era, se in auto e di che colore, insomma di questo stiamo parlando… notizie che servono per avviare subito i controlli e che possono essere decisive, ma cose che nessuno ci dice. Mai. Ripeto: mai. Zero collaborazione”. L'articolo Napoli per il questore Marino chi vede non collabora sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Cantone per la camorra occorre un piano straordinario

“Cento, mille uomini in divisa potranno essere utili, ma non riusciranno a tagliare tutti i tentacoli del mostro”: con i continui omicidi di camorra, a Napoli è in atto “un`escalation alla quale andava posto e va posto argine con misure diverse. Non basta mettere il pilota automatico, convocare il Comitato per l`ordine pubblico e mandare un po` di uomini in più. Serve un piano serio, ampio, straordinario”. Lo dice il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, in un’intervista a Il Mattino. “Finora Napoli – sostiene Cantone – ha contato davvero poco nell`agenda nazionale. È arrivato il momento di trovare il coraggio di dire che cosa si vuole fare per questa parte del Paese. Nella chiave dello sviluppo, della crescita è importante che si voglia sbloccare Bagnoli, è importante che arrivino grandi nomi come la Apple, ma non basta: io dico che serve un vero, grande piano straordinario. Servono trasporti e infrastrutture, serve favorire una crescita armonica del territorio. Perché poi il problema non riguarda solo Napoli, ma la sua immensa area metropolitana”. “Occorre una vera presa di coscienza, serve che qualcuno si accolli l`onere e il dovere di agire in senso ampio, per togliere il più possibile radici a un sistema che altrimenti si alimenterà sempre di più”, conclude il magistrato. L'articolo Cantone per la camorra occorre un piano straordinario sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Roberti: a Napoli peggio che nelle banlieue parigine

A Napoli, dove si moltiplicano gli omicidi di camorra, c’è una “situazione eccezionale sul piano dell`ordine pubblico, senza eguali in Europa, peggio che nelle banlieue parigine”. E “Se questa è una situazione eccezionale, e io ne sono convinto, occorrono provvedimenti eccezionali per assicurare una prevenzione efficace, visto che la repressione ha dimostrato, da sola, di non bastare”. Lo dice in un’intervista a La Repubblica il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti. Secondo Roberti “la repressione ha funzionato, ma proprio per questo ha determinato vuoti di potere criminale, aprendo spazi a gruppi composti da ragazzi di nemmeno vent`anni, se non addirittura minorenni, che si scontrano per il controllo del territorio e del mercato della droga. Hanno tantissime armi disposizione e sono pronti a uccidere per nulla. Non credo che, nel panorama nazionale o europeo, esistano esempi analoghi”. Il fatto che la camorra sia un “dato costitutivo” della società napoletana, come disse tra qualche polemica la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi, “è esattamente quel che penso anche io: se arresti, processi, condanne e sequestri non sortiscono l`effetto deterrente che hanno altrove, è proprio perché la camorra è diventata parte integrante della società napoletana e riproduce automaticamente, da secoli, il modello camorristico di controllo del territorio e della vita di intere fasce di sottoproletariato urbano”. Dal punto di vista dell`ordine pubblico “il ministro Alfano dovrebbe chiedersi, per prima cosa, se il controllo del territorio funzioni sempre con l`assiduità, la continuità e la completezza che la situazione eccezionale richiede. Poi dovrebbe domandarsi se gli organici delle forze dell`ordine siano sufficienti. A me pare proprio di no. Suggerisco – continua il procuratore – di rivedere la distribuzione degli organici sull`intero territorio nazionale, in modo da portare più risorse umane nell`area di Napoli. A sfide eccezionali si risponde con interventi eccezionali. Stesso discorso per la droga: gli interventi sono quotidiani, ma tonnellate di stupefacenti vengono vendute ogni giorno nelle piazze. Deve cambiare il target delle indagini, allargando l`azione di contrasto alle strutture finanziarie che alimentano quel mercato”, conclude Roberti L'articolo Roberti: a Napoli peggio che nelle banlieue parigine sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Il boss pentito di Scafati parla della mancata vendetta contro la camorra di Castellammare

Dopo 30 anni Pasquale Loreto avrebbe potuto vendicare la morte del padre Alfonso, ucciso in un agguato di camorra. A rivelarlo il pentito di Scafati che nel 2011 racconta ai magistrati della Dda di Salerno le nuove alleanze tra Scafati e Castellammare di Stabia, grazie all’appoggio della famiglia Ridosso. I Ridosso volevano eliminare Vincenzo Muollo ‘o lallone, anch’egli originario di Castellammare di Stabia, con il quale avevano un conto in sospeso per l’uccisione di Salvatore Ridosso alias piscitiello, ucciso nel 2002. La famiglia Muollo tra l’altro originaria della centralissima via Surripa di Castellammare è stata anche storica nemica del potente clan D’Alessandro. Negli anni Ottanta furono protagonisti di un cruento scontro culminato con la strage di Quisisana nel giugno del 1983 con tre morti e la sparizione di Giuseppe Muollo, alias Peppino ‘o neo fratello di Vincenzo e il cui corpo non è stato mai più ritrovato.“Quando è uscito Vincenzo Muollo nel 2008 i Ridosso mi chiesero di procedere all’omicidio ma prima ancora mi parlarono di procedere all’omicidio di Muollo Ferdinando che aveva regalato la moto e l’auto Renault a Muollo Luigi e Mansi Valentino (ritenuti i killer di Salvatore Ridosso, ndr). Luigi Ridosso mi chiese appunto di partecipare all’omicidio di Muollo Ferdinando e lui in cambio si offriva di uccidere Polito Luigi responsabile delI’omicidio di mio padre Alfonso avvenuto nel febbraio 1980. Ridosso Luigi fece anche una sorveglianza del Muollo quando usciva di casa e si recava in fabbrica. Ridosso Luigi mi disse che il Polito stava frequentando i figli di tale Alfonso “Pezzangul”che abita alla vecchia uscita dell’autostrada Castellammare di Stabia a Ponte Persica. Luigi Ridosso era amico dei figli di Alfonso di cui non ricordo il cognome. I figli di Alfonso avevano anche un autosalone e Luigi voleva sequestrare il Polito presso il piazzale dell’autosalone. Io pur avendo dato la mia disponibilità prendevo tempo perché non era mia intenzione procedere all’omicidio. Il piano prevedeva che io dovevo agire con una moto guidata da Ridosso Gennaro. Non mi diedero pistole ma so che avevano disponibili molte armi tra cui colt 38, calibro 9,- 7,65, una pistola con silenziatore e una mitraglietta Uzi. Poi non si fece più niente”. Rosaria Federico L'articolo Il boss pentito di Scafati parla della mancata vendetta contro la camorra di Castellammare sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Castellammare :Alto impatto operazione dei Carabinieri

Operazione alto impatto dei carabinieri. Nel pomeriggio di oggi, intorno alle 15 e’ scattata l’operazione condotta dagli uomini dell’Arma dei Carabinieri. Decine e decine di perquisizioni nelle zone calde della città. Secondo indiscrezioni , il centro antico è stato letteralmente “isolato” : le pattuglie bloccavano uscite ed entrate della zona. Stessa situazione nelle altre zone a rischio di Castellammare di Stabia. Controlli e fermi anche al Rione Savorito. L'articolo Castellammare :Alto impatto operazione dei Carabinieri sembra essere il primo su Cronache della Campania.

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Attentato alla villetta di Ranucci: gli indagati rompono il silenzio e chiedono il faccia a faccia con la Dda

Quattro indagati per l’attentato alla villetta di Ranucci hanno chiesto di essere interrogati dalla Dda di Roma. La mossa può incidere sui tempi dell’inchiesta e sulle misure cautelari in corso.

Napoli, 4 le coppie che chiedono chiarezza su embrioni crioconservati

L’inchiesta che riguarda la possibile confusione di embrioni conservati presso il centro di procreazione...