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Cronaca

Arrestato a Napoli il latitante Gennaro Russo, presunto capo della camorra: era ricercato da marzo

Arrestato a Casalnuovo Gennaro Russo, noto esponente del clan Contini: fine della latitanza Casalnuovo di Napoli – È terminata la latitanza di Gennaro Russo, conosciuto con il soprannome di “o suricillo”, catturato dalla Squadra Mobile di Napoli in collaborazione con i Carabinieri del Comando Provinciale....

Individuati i presunti esattori del pizzo del clan Giannelli a Bagnoli: dettagli sull’inchiesta

Estorsioni a Bagnoli: il racket del clan Giannelli soffoca le attività commerciali Negli ultimi anni, Bagnoli e le zone circostanti come Agnano e Cavalleggeri hanno subito una pressione costante e opprimente da parte del clan Giannelli, che ha imposto un vero e proprio sistema di...

Succede anche

Sprechi nella sanità campana: in un anno 523 primari e 1915 indennità in eccedenza

Tra il 2014 e il 2015 sono stati retribuiti 523 incarichi di primari e pagate 1915 indennità di dirigenza in eccedenza rispetto alla dotazione organica prevista. C’è anche questo dietro i 49 provvedimenti giudiziari – 29 inviti a dedurre e 20 ordini autoritativi – emessi dalla Corte dei Conti di Napoli nei confronti di dirigenti delle aziende sanitarie, ospedaliere ed universitarie per danno erariale. Secondo quanto accertato dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, nonostante il decreto commissariale emesso dalla Regione Campania nel 2014, nei limiti dei parametri definiti dall’intesa Stato-Regioni, in tutte le strutture della Campania – ne esce indenne l’Asl Napoli 1 – non si è mai provveduto all’esigenza di contenimento della spesa generando un disavanzo per le casse della Regione pari a 16 milioni di euro. Richieste cautelari finalizzate ad interrompere, immediatamente, il pagamento degli incarichi individuati così da impedire un ulteriore dispendi di risorse: ben 2 milioni di euro al mese. Ha chiesto anche questo la Corte dei Conti di Napoli per mettere fine a sprechi e ad un danno erariale che, in ragione dell’assegnazione di incarichi di primario e di vice primario negli ospedali campani in esubero rispetto a quanto imposto dal Governo in tema di spending review, ha determinato un danno erariale di circa 16milioni di euro. In merito a questo punto la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti deciderà il 29 febbraio ma è probabile che la Regione Campania – oggi è stato notificato tutto al governatore Vincenzo De Luca – intervenga prima. L'articolo Sprechi nella sanità campana: in un anno 523 primari e 1915 indennità in eccedenza sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Napoli: la Guardia di Finanza scopre la truffa della “cessione del quinto”: 11 arresti

Un’organizzazione criminale, operante a Napoli e provincia, che realizzava truffe nel settore creditizio al fine di ottenere illecitamente finanziamenti rimborsabili, prestiti o linee di credito al consumo, mediante cessione del quinto, è stata sgominata dalla Guardia di Finanza coordinata dalla Procura di Napoli. L’organizzazione utilizzava dati anagrafici di ignari pensionati e le truffe venivano compiute ai danni di vari istituti bancari e finanziari. Un’ordinanza cautelare è stata emessa dal gip nei confronti di undici persone per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di truffa e falso; cinque indagati sono agli arresti domiciliari mentre altri sei sono stati sottoposti all’obbligo di dimora. I clienti che beneficiavano dei prestiti erogati illecitamente corrispondevano all’organizzazione un importo iniziale di 300 euro per la predisposizione della documentazione fittizia e, a presitto ottenuto, una ulteriore somma di denaro, pari al 20-30 per cento dell’importo finanziato, a titolo di compenso per l’attività svolta. Sono state accertate 29 truffe riferibili a 41 indagati grazie alle quali persone indigenti o con scarsa capacità reddituale hanno beneficiato di finanziamenti complessivi per 511mila euro: Le società finanziarie truffate sono Findomestic, Codifis, Compass, Sava, Ibl Banca. L'articolo Napoli: la Guardia di Finanza scopre la truffa della “cessione del quinto”: 11 arresti sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Mandato di arresto europeo, rumeno preso a Salerno

Eseguito dalla polizia di Salerno un mandato di arresto europeo nei confronti di un latitante rumeno. L’uomo è stato arrestato nell’ambito dei servizi di controllo del territorio effettuati dalla polizia a Salerno con l’impiego dei poliziotti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura in collaborazione col personale del Reparto Prevenzione Crimine Campania di Napoli. Complessivamente, sono state identificate dagli equipaggi 82 persone e controllati 42 veicoli. In particolare, gli uomini della polizia, durante i controlli in Piazza della Concordia, hanno controllato un’auto sospetta, con a bordo due uomini e una donna, tutti di nazionalità rumena, con precedenti penali in materia di prostituzione e patrimonio. Tra questi anche M. L., di 40 anni, nei cui confronti risultava emesso, dall’autorità giudiziaria rumena, un mandato d’arresto europeo, provvedimento restrittivo della libertà personale a seguito di una sentenza di condanna per anni 4 per un furto commesso nel paese d’origine. Lo straniero è stato arrestato e condotto presso il carcere di Salerno. Nell’ambito degli stessi controlli straordinari, è stato denunciato un rumeno 24enne, per inosservanza al foglio di via obbligatorio con divieto di far ritorno nel Comune di Salerno: lo straniero è stato controllato in via Rocco Cocchia dai poliziotti del Reparto Prevenzione Crimine Campania. L'articolo Mandato di arresto europeo, rumeno preso a Salerno sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Depuratore Salerno nel pomeriggio la Sentenza

Con ogni probabilità sarà pronunciata nel pomeriggio la sentenza della Corte d’Appello di Salerno sul processo per la realizzazione del termovalorizzatore di Salerno. Processo per cui è imputato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca , condannato in primo grado per l’accusa di peculato ed abuso d’ufficio per la nomina di Alberto Di Lorenzo in qualità di project manager. L'articolo Depuratore Salerno nel pomeriggio la Sentenza sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Roghi tossici a Giugliano, nei guai 62enne

Stava per incendiare un cumulo di vecchi pneumatici fuori uso. Aveva già approntato gli inneschi ma è stato bloccato da una pattuglia di poliziotti che stavano eseguendo uno servizio di controllo proprio per contrastare il fenomeno dei roghi tossici. Il fatto è avvenuto a Giugliano (NAPOLI), uno dei centri della cosiddetta ‘Terra dei Fuochi’. Così nei guai è finito un uomo di 62 anni nei cui confronti il gip del tribunale di NAPOLI Nord ha emesso la misura dell’obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria. Gli agenti del commissariato di polizia, diretti dal primo dirigente Pasquale Trocino, hanno intensificato i controlli in alcune aree alla periferia di Giugliano, che sono considerate a maggiore rischio. E così l’altra sera, nel quartiere di Casacelle, hanno bloccato l’uomo. Il materiale che sarebbe stato di lì a poco incendiato è stato sottoposto a sequestro. L'articolo Roghi tossici a Giugliano, nei guai 62enne sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Giugliano: violenza sessuale ai danni di un minore, arrestato pregiudicato

Un uomo di 42 anni, già agli arresti domiciliari perché accusato di rapina, è stato nuovamente arrestato dagli agenti di polizia a Giugliano per violenza sessuale ai danni di una minore. La vicenda è stata scoperta proprio indagando su una rapina avvenuta due anni fa nel Beneventano. Secondo quando accertato dagli agenti, coordinati dal primo dirigente Pasquale Trocino, l’uomo avrebbe approfittato della ragazzina, all’epoca dei fatti appena 14enne. Ma non solo: si sarebbe avvalso della ragazza anche per nascondere parte della refurtiva. All’uomo sono stati concessi gli arresti domiciliari. L'articolo Giugliano: violenza sessuale ai danni di un minore, arrestato pregiudicato sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Manette per il padre di Genny a’ Carogna’

Ciro De Tommaso, 64enne pregiudicato già sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata, è stato arrestato nella serata di ieri dagli agenti del Commissariato di Polizia “Vicaria-Mercato”. L’uomo, padre di Gennaro De Tommaso, capo ultras conosciuto come ‘Genny a’ carogna’, era destinatario di un provvedimento di aggravamento della misura a cui era sottoposto, con la casa di lavoro per la durata di un anno. Il provvedimento di aggravamento della misura, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – Sezione Misure di Prevenzione, è scaturito a seguito delle varie violazioni commesse dall’uomo e contestate dai poliziotti, avendolo sorpreso in più occasioni con pregiudicati del quartiere Forcella. Gli agenti hanno condotto Ciro De Tommaso alla Casa Circondariale di Poggioreale, a disposizione del Ministero di Grazia e Giustizia che ne disporrà il suo trasferimento. L'articolo Manette per il padre di Genny a’ Carogna’ sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Nola appalti e tangenti

Arriva in aula l’inchiesta della Procura di Noia che ha coinvolto 18 indagati tra dipendenti comunali, politici e imprenditori, coinvolti a vario titolo in 14 procedimenti di inchiesta. Presunte irregolarità, abuso d’ufficio, atti contrari ai doveri di ufficio, mandati di pagamento emessi in favore di ditte non in regola con i contributi previden ziali, fatture gonfiate e appalti pilotati questi i reati che vedono coinvolte a vario titolo politici, imprenditori, e colletti bianchi. Tocca al Gup Sepe decidere se accogliere tali richieste, condannando a 4 anni di reclusione Antonio Mercogliano, assolvere Riño Barone e Ciro De Leo, (i quali hanno fatto richiesta e ottenuto patteggiamento e rito abbreviato in alternativa al processo classico) e rinviare a giudizio gli altri 15 indagati. L'articolo Nola appalti e tangenti sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Poggiomarino: picchia la moglie e le sfigura il volto

L’ennesima storia di violenza fra le quattro mura domestiche. E’ quella che proviene da Poggiomarino dove i Carabinieri hanno arrestato un marito violento per il quale picchiare selvaggiamente la moglie era diventata un’abitudine. Cambiano le vittime, ma è il solito tragico copione: un uomo violento e una donna che non riesce a denunciarlo per amore subendo, invece, la furia incontrollata del marito. Protagonista una coppia di Poggiomarino. L’uomo è un 46enne originario di Poggiomarino, già noto ai militari del Nucleo Radiomobile di Torre Annunziata che sono andati a mettergli le manette ai polsi. Contro di lui la pesante accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Quelle poste in essere nei confronti della moglie 45enne. Non era la prima volta che accadeva. Una violenza non del tutto annunciata, celata nei silenzi della moglie, quella messa in atto dal 46enne. L’ennesimo brutale episodio di violenza sulle donne. Calci, pugni, schiaffi, spintoni. Questo il triste repertorio delle violenze subite dalla 45enne. Un repertorio lungo e ripetuto. Solo l’intervento dei militari dell’arma dei carabinieri ha messo fine alla barbarie. I militari sono intervenuti d’urgenza a seguito di segnalazione pervenuta al 112. Giunti sul posto hanno immediatamente bloccato l’uomo che poco prima aveva selvaggiamente picchiato la moglie, provocandole brutte tumefazioni al volto, sfregiandola, e su tutto il corpo riportando escoriazioni multiple. La donna è stata portata al nosocomio più vicino per essere sottoposta a cure, per lei, oltre all’ennesimo spavento e shock, una prognosi di 10 giorni. Sottoposta a interrogatorio, la donna avrebbe raccontato ai carabinieri la serie di violenze subite dal marito. Delle vere e proprie barbarie perpetrate da tempo, ma cui la donna non ha mai voluto denunciare alle forze dell’ordine. Non solo per il timore della vendetta del marito ma anche per l’affetto verso il proprio compagno e la speranza, mai sopita, che quelle violenze smettessero riportando pace a amore nella coppia. Una speranza schiacciata però dalla folle violenza dell’uomo. Tratto in arresto il marito è in attesa di rito direttissimo. Dovrà rispondere dell’infamante accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. L'articolo Poggiomarino: picchia la moglie e le sfigura il volto sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Nuovo omicidio a Napoli al Rione Don Guanella

Un pregiudicato e’ stato ucciso a Napoli in un agguato. Giuseppe Calise, 25 anni, e’ stato colpito da sicari al volto nel rione Don Guanella, ed e’ stato trasportato in gravi condizioni all’ospedale San Giovanni Bosco dove e’ deceduto poco fa. Sul caso indaga la polizia. . Il giovane era noto alle forze dell’ordine per precedenti penali. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del comando provinciale di Napoli che hanno avviato ricerche e indagini per ricostruire le ultime ore di vita di Calise e identificare i killer. L'articolo Nuovo omicidio a Napoli al Rione Don Guanella sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Pomigliano, a scuola di rapina: arrestati 4 minori. GUARDA IL VIDEO

Quattro minorenni accusati, a vario titolo, di aver compiuto undici rapine in pochi mesi nel Napoletano, sono stati arrestati all’alba dai Carabinieri di Castello di Cistern I militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale per i minorenni al termine di indagini coordinate dalla Procura per i minori di NAPOLI che hanno portato alla scoperta di un presunto gruppo che negli ultimi mesi del 2015 avrebbe fatto una serie di rapine in supermercati, farmacie e distributori di carburante nell’area del Vesuviano. Durante l’inchiesta, denominata “Lucignolo”, i Carabinieri hanno scoperto anche un “metodo educativo” per i ragazzi del gruppo, i luoghi dove si riunivano e pianificavano le rapine, i nascondigli dove venivano nascosti auto e motocicli impiegati, gli abiti usati per mimetizzare le corporature e le armi per minacciare i titolari delle attività prese di mira. Secondo gli investigatori era stata messa in piedi una sorta di “scuola di rapina” nella quale i ragazzi, dopo i colpi, per rafforzare i legami di gruppo, andavano a festeggiare in pizzeria. Le foto venivano anche taggate su Facebook. “Se non sei in grado di farlo, non sei uomo!”: è l’esortazione con la quale il presunto ‘capo’ del gruppo di quattro rapinatori minorenni arrestati all’alba dai Carabinieri nel Napoletano incitava i ragazzini a compiere le rapine (undici negli ultimi mesi del 2015) secondo i suoi “insegnamenti” e sotto la “direzione”. L’uomo, maggiorenne, è ora detenuto per altri motivi. Durante le indagini dei Carabinieri, è emersa l’inesperienza, oltre all’incertezza, dei ragazzi nel compiere le rapine. In un video estrapolato dal sistema di videosorveglianza di una delle attività prese di mira, si vede il loro arrivo di corsa su uno scooter, la pistola puntata in faccia al malcapitato che, dopo qualche attimo di esitazione, riesce a cacciare via in malo modo ben due dei giovanissimi rapinatori. Questi ultimi, con fare goffo, si allontanano di corsa, increduli dell’imprevista reazione. L'articolo Pomigliano, a scuola di rapina: arrestati 4 minori. GUARDA IL VIDEO sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Maxi processo alla camorra di Ponticelli 34 condanne

Trentaquattro condanne, un ergastolo e trecentoventidue anni di carcere e’ stata scritta la parola fine al maxiprocesso alla camorra di Barra e Ponticelli. Condanna per tutti gli imputati a giudizio Angelo Cuccaro,Raffaele Cuccaro a 16 anni, Luigi Cuccaro a 10 anni in continuazione con precedente condanna, Michele Cuccaro a 10 anni, Antonio Cuccaro a 4 anni. Condanna anche per il boss emergente del clan dei tatuati, i Bodo, ossia i De Micco di Ponticelli: il giudice ha stabilito 10 anni di reclusione per Marco De Micco. Il dispositivo della sentenza ha previsto inoltre la condanna anche per gli altri imputati alla sbarra. L’elenco si apre con Giusy Mariarco Acampa (4 anni e 5 mesi di reclusione), Vincenzo Amodio (14 anni e 4 mesi), Andrea Andolfi (classe 1979) 14 anni, Andrea Andolfi (classe 1974) 16 anni, Ciro Andolfi condannato a 4 anni in continuazione con una precedente condanna. Nunzio Andolfi (8 anni), Diego Ascione (8 anni e 10 mesi), Camillo Attilio (10 anni), Ciro Bottiglieri (dieci anni), Salvatore Busiello (dieci anni), Mario Campisi (12 anni), Angelo Coratella 12 anni), Luigi Cristiano (8 anni), Raffaele Cuccaro (16 anni di reclusione), Sergio D’Aponte (4 anni). E il verdetto è stato di condanna anche per Francesco Esposito (13 anni), Luigi e Ciro Imperatrice (rispettivamente 10 e 4 anni di carcere), Alessandro Migliaccio (5 anni), Nunzio Miranda (14 anni), Felice Orabona (4 anni), Carmela Parisi (10 anni), Giuseppe Petrone (5 anni), Giuseppe Pisani (10 anni), Rosario Riccardi (10 anni), Veronica Russo (6 anni), Vincenzo Salzano (10 anni), Annamaria Scherma (6 anni), Luigi Valda è stato condannato a dieci anni di reclusione e la stessa pena è stata decisa per Raffaele Velotto. L'articolo Maxi processo alla camorra di Ponticelli 34 condanne sembra essere il primo su Cronache della Campania.

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