I due esponenti delle forze dell’ordine sospesi dal servizio per 12 mesi e finiti ai domiciliari perché accusati, nell’ambito dell’operazione denominata “Iamm-Iamm”, di rivelazione del segreto istruttorio e di essere complici di Antonio Contaldo, si sono difesi ieri mattina davanti al gip Pietro Indinnimeo. Donato Salerno, maresciallo della Finanza in servizio al Tribunale salernitano, difeso dall’avvocato Michele Sarno, e Raffaele Baglieri, vicecomandante della stazione dei carabinieri di Angri, assistito dall’avvocato Guido Sciacca. Salerno ha negato di aver mai passato informazioni riservate a Luigi Tagliamonte – cognato di Tonino Contaldo, alias Caccaviello, ideatore della piattaforma on line per il poker illegale -. Il gip Indinnimeo, nel giro di poche ore ha confrontato la sua versione con quella proprio di Tagliamonte, interrogato ieri mattina, assistito dall’avvocato Silvio Calabrese. Difesa strenua anche per Baglieri, che, in servizio presso la Tenenza di Pagani all’epoca dei ..
Morì dopo un intervento di interruzione di gravidanza effettuato all’ospedale “Umberto I” di Nocera Inferiore: rinviato a giudizio il medico, Franco Petrone. Il gup Alfonso Scermino ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero Valeria Vinci nei confronti di Petrone, unico indagato nel processo per la morte di Maria Cariello, 35 anni, angrese morta il 17 marzo del 2014 all’ospedale nocerino. La donna, originaria di Gragnano e residente ad Angri, era stata operata tre giorni prima e due giorni dopo era ritornata in ospedale accusando dolori lancinanti all’addome. Una gravissima emorragia interna le costò la vita. Mari Cariello lasciò il marito Domenico e una figlia piccolissima. Il coniuge si è costituito parte civile al processo insieme ai familiari. Franco Petrone, difeso dagli avvocati Michele Alfano e Filippo Dinacci, dovrà comparire dinanzi al giudice monocratico Franco Russo Guarro, il prossimo 5 ottobre per rispondere dell’accusa di omicidio colposo. A ricos..
Ci sono tre medici iscritti nel registro degli indagati della Procura di Nola per la morte di Francesca Esposito, la donna di Sant’Anastasia morta a cinque giorni di distanza da un intervemto chirurgico per dimagrire effettuato nella clinica Trusso di Ottaviano. Si tratta dei due chirurghi e dell’ anestesista, ossia tutta l’equipe che si è occupata di posizionare il palloncino intragastrico nello stomaco della sfortunata Francesca. Sono indagati per omicidio colposo. Uno dei tre, il primario è accusato anche di aver causato, per imperizia e negligenza, la morte della donna. Ieri è stata effettuata l’autopsia sul corpo della donna e nel pomeriggio anche i funerali nella chiesa di Maria SS Immacolata nel quartiere Ponte di Ferro a Sant’Anastasia. Bara bianca, palloncini bianchi e tanta gente e tanta commazione nel corso della cerimonia funebre. Si resta ora in attesa dei risultati dell’autopsia che dovrebbero arrivare entro 90 giorni. Il pm Carla Bianco della Procura di Nola, titolare de..
Il clan dei “capelloni” di Forcella vuole lo sconto di pena e per questo che tutti gli imputati hanno chiesto di essere processati con il rito abbreviato. Il gup del Tribunale di Napoli deciderà il 4 maggio prossimo. Alla sbarra ci sono Antonio Amoroso, Gennaro Buonerba, il giovane capo del clan, Salvatore Mazio, Luigi Criscuolo, Assunta Buonerba e Luca Mazzone. Sono tutti accusati di associazione per delinquere di stampo mafioso, di omicidio e tentato omicidio. L’omicidio di cui sono accusati è quello di Salvatore D’Alpino avvenuto il 30 luglio scorso in via Mancini, in quella circostanza rimase ferito anche Salvatore Caldarelli. L’altro ferimento di cui risponde il clan è quello di Giuseppe Memoli avvenuto il 9 agosto. Si tratta di episodi riconducibili alla sanguionosa guerra che i “capelloni” hanno combattuto contro i ribelli dei Giuliano-Sibillo per il controllo degli affari illeciti dei vicoli del centro di Napoli.Secondo gli investigatori il 23enne Gennaro Buonerba, alleato con ..
I fratelli Ciro e Marco Mariano capi indiscussi dei famigerati “Picuozzi” dei Quartieri Spagnoli sono stati rinviati a giudizio per un omicidio compiuto ben 26 anni fa, quello di Giuseppe Campagna. Affronterà il processo anche Paolo Pesce mentre hanno scelto il rito abbreviato Salvatore Cardillo, Gennaro Oliva e Salvatore Terracciano detto “’o nirone” . Secondo le indagini della Dda anche quell’omicidio è da ascriversi alla cruenta lotta di quegli anni contro i Di Biasi “Faiano” che ha lasciato sul selciato decine di vittime , alcune anche innocenti. Il 19 ottobre scorso il pm Michele Del Prete aveva chiesto al gip Andrea Rovida del Tribunale di Napoli l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare per sei persone, tutte del clan Mariano. Oltre ai fratelli Ciro e Marco Mariano, c’erano Gennaro Oliva, boss del gruppo delle “Teste Matte”, da tempo disciolto. Paolo Pesce, Salvatore Cardillo, ex ras scissionista dei Mariano e Salvatore Terracciano detto “’o nirone”. Ma il gip negò gli a..