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Blitz contro il clan Moccia tra Afragola e Roma: sette arresti

Dalle prime ore dell’alba, personale del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma e della Questura di Roma stanno eseguendo 7 ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP del Tribunale di Roma, nei confronti di esponenti apicali, affiliati e prestanome del clan camorristico Moccia. Il provvedimento cautelare è stato emesso sulla scorta degli elementi di reità, acquisiti nel corso delle investigazioni esperite dalla Questura di Roma – Squadra Mobile e dal Nucleo PT di Roma – Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma. I dettagli dell’operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà in Procura alla presenza del Procuratore Aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, Dott. Michele Prestipino Giarritta. L'articolo Blitz contro il clan Moccia tra Afragola e Roma: sette arresti sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Rapine e violenze nelle case di Caivano e Casoria: arrestati tre della banda di albanesi

Irruzione notturna in ville isolate. Vittime ghermite e seviziate. Botte, denti cavati, minacce di morte. Incursioni perfettamente organizzate. Sono i metodi che utilizzava la banda sgominata dai carabinieri della Compagnia di Casoria. La base della banda era Caivano, da lì partivano con potenti auto rubate e modificate, recuperavano le armi dai nascondigli e raggiungevano gli obiettivi nelle zone isolate delle province campane e lucane. Nel corso delle indagini sono state registrate fughe rocambolesche, sparatorie, posti di blocco forzati e vetture speronate. Le investigazioni, coordinate dalla Procura della Repubblica Napoli Nord e condotte dai carabinieri della Compagnia di Casoria, hanno permesso l’emissione di misure cautelari nei confronti di tre persone, ritenute responsabili di diverse rapine in villa e componenti di un gruppo di rapinatori albanesi composto da otto persone. Le vetture scelte dagli indagati per gli spostamenti sempre velocissime e di provenienza furtiva. Venivano poi modificate con l’installazione di un sistema rapido per la sostituzione delle targhe, inserendo quelle corrispondenti a veicoli rubati durante i colpi e quelle ‘pulite’ durante i sopralluoghi per la selezione degli obiettivi da depredare. L'articolo Rapine e violenze nelle case di Caivano e Casoria: arrestati tre della banda di albanesi sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Scafati, pistola e estorsione al Dodo: Alfano e Adini verso il processo

Scafati. Giravano armati per le strade di Scafati: chiuse le indagini si avvicina un nuovo processo per Carmine Alfano, 34 anni e Marcello Adini, 31, arrestati a settembre scorso mentre erano in giro in sella ad una Honda Sh. Una calibro 9 nel cruscotto della moto, colpo in canna e altri 14 nel caricatore. Per quel ritrovamento, effettuato dai carabinieri del Reparto Territoriale il pm della Procura di Nocera Inferiore ha chiuso le indagini e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per i due. Porto e detenzione illegale di arma clandestina: questa l’accusa di cui dovranno rispondere dinanzi ai giudici nocerini. A distanza di pochi giorni da quell’arresto, Marcello Adini e Carmine Alfano, figlio di Gennaro ‘bim-bum-bam’ furono arrestati per tentata estorsione, aggravata dall’intimidazione mafiosa: vittima, il gestore del bar Dodo, situato al Centro Plaza, a pochi metri da dove i due pregiudicati furono trovati con la pistola. Per l’estorsione al Dodo, entrambi gli imputati – dopo a richiesta di giudizio immediato del pm Giancarlo Russo – hanno chiesto di accedere al rito abbreviato. L'articolo Scafati, pistola e estorsione al Dodo: Alfano e Adini verso il processo sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Catturato nella notte il boss emergente di Bagnoli e Pianura

E’ finita nella notte la latitanza di Alessandro Giannelli, 34 anni boss emergente di Pianura e Bagnoli, cresciuto nelle fila del clan D’Ausilio. E’ stato catturato dai carabinieri del comando provinciale di Napoli mentre tentava la fuga. Era diretto a Pesaro dove aveva affittato un’abitazione sotto falso nome. I carabinieri lo hanno individuato e fermato in autostrada all’altezza di Caserta. In auto con lui c’erano la compagna, il figlio di pochi anni e un amico. Giannelli era latitante dal 20 gennaio. E’ accusato di estorsione ai danni di un concessionario di Pianura aggravata dai metodi mafiosi. Giannelli è considerati uno dei boss emergenti di Napoli e stava oraganizzando un gruppo di giovani nei quartieri di Bagnoli, Soccavo, Pianura e Fuorigrotta per il controllo del racket e dei traffici illeciti in quella zona. L'articolo Catturato nella notte il boss emergente di Bagnoli e Pianura sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Camorra tra esercito e sicurezza

Esercito e abbassamento dell’età della punibilità sono i temi intorno ai quali in queste ore si discute nelle stanze della politica napoletana e nei palazzi istituzionali. Il sottosegretario Gioacchino Alfano propone l’esercito. Per il Segretario Generale del SIULP Felice Romano: “Aumentare i militari a Napoli, per rispondere alla cruenta faida in corso, e’ utile ma assolutamente non sufficiente per contrastare e debellare la nuova efferata malavita che sta consumando una vera e propria mattanza nel territorio partenopeo”. Per Romano due sono le soluzioni da mettere in campo: “abbassare l’eta’ della punibilita’, in modo che i nuovi killer non possano sottrarsi all’azione penale e al carcere perche’ minorenni e non punibili, e un arruolamento straordinario di poliziotti anche con la reintroduzione dell’istituto degli ‘Agenti Ausiliari’ che, consentendo a tutti giovani di poter scegliere di effettuare il periodo di ferma breve non solo nelle Forze Armate ma anche nelle Forze di Polizia, si possano avere operatori appositamente formati che abbasseranno in modo significativo anche l’eta’ media oggi troppo elevata”.Sulla proposta di Alfano, resta scettico il sindaco di Napoli Luigi de Magistris: “Bene l’esercito per presidiare gli obiettivi sensibili, ma per la lotta alla camorra non serve la militarizzazione della nostra citta’. Ho chiesto al ministro -piu’ uomini delle forze dell’ordine – ha ricordato – perche’ stanno facendo un lavoro eccellente ma sono in pochi e devono essere rinforzati”. Chiara la posizione del candidato sindaco a Napoli Gianni Lettieri, che su twitter, ha rilanciato: “Opporsi a maggiore presenza di esercito e forze dell’ordine a #Napoli vuol dire avvantaggiare la camorra. Piu’ sicurezza = piu’ liberta’”. Critico nei confronti del numero uno di palazzo San Giacomo, anche il candidato alle primarie del centrosinistra Antonio Bassolino: “Le parole di de Magistris sono sconcertanti. In tanti quartieri delle periferie e del centro la criminalita’ diffusa e giovanile e’ un problema enorme”. L'articolo Camorra tra esercito e sicurezza sembra essere il primo su Cronache della Campania.