Titolo: Doppio fronte a Napoli: due indagati per omicidio colposo nell’inchiesta sulla morte di un operaio a Quarto; confronto con un caso simile di Caivano
Quarto, Napoli – Due persone risultano iscritte nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Salvatore Russo, 54 anni, originario di Pozzuoli, deceduto lo scorso 30 giugno folgorato mentre lavorava in un giardino della frazione Quarto. L’ipotesi di reato contestata è omicidio colposo; le dinamiche dell’incidente sono ancora al vaglio degli investigatori. Il quadro investigativo è coordinato dalla Procura di Napoli, con il sostituto procuratore Mario Canale.
Un elemento emerso dall’indagine riguarda anche la formalizzazione del rapporto di lavoro di Russo: il contratto di lavoro, secondo quanto emerso, sarebbe stato registrato solamente dopo la morte dell’operaio. L’aspetto ha acceso l’attenzione su possibili lacune nel controllo della regolarità contrattuale e delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro. L’indagine sta verificando in particolare cosa l’uomo stesse facendo e quali misure di protezione fossero presenti o meno nel momento dell’incidente.
Stando alle informazioni raccolte, il fascicolo sembra muoversi anche in continuità con un altro episodio recentemente verificatosi nel territorio: la morte di Salvatore Calignano, deceduto il 3 ottobre all’ospedale di Giugliano in Campania dopo essere precipitato da un capannone a Caivano, dove stava eseguendo lavori sul tetto. In quel caso l’inchiesta ha evidenziato l’ipotesi di lavoro non regolare e l’assenza di adeguate protezioni; a seguito di quel fatto sono stati iscritti tre indagati. L’inquadramento delle due vicende resta distinto, ma la successione di episodi ha riacceso il tema della sicurezza e della tutela degli operai nel territorio napoletano.
I familiari della vittima sono assistiti dagli avvocati Francesco Petruzzi e Leopoldo Perone. L’indagine, oltre a fare luce sulle eventuali responsabilità individuali, cercherà di accertare se siano state osservate le norme in materia di incolumità sul lavoro e se siano stati rispettati i canali formali di assunzione e di impiego. L’esame delle circostanze operative nel giardino di Quarto resta al centro degli interrogativi: quali procedure sono state adottate, chi aveva responsabilità diretta sulla sicurezza e come sono state verificate le condizioni sul luogo di lavoro.
Il caso accende nuovamente il dibattito sulla necessità di controlli più stringenti sulle condizioni contrattuali e sulle misure di prevenzione nelle attività all’aperto, soprattutto quando si lavora su elementi potenzialmente pericolosi come impianti elettrici esposti. La procura ribadirà probabilmente l’esigenza di chiarire ruoli, responsabilità e responsabilità condivise tra datori di lavoro, committenti e responsabili della sicurezza, con l’obiettivo di evitare episodi analoghi in futuro.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, le indagini proseguono con cautela per fissare i contorni della dinamica dell’incidente, distinguendo tra fatti accertati e ipotesi investigative, e per comprendere se esistano lacune strutturali che possano aver contribuito alla tragedia. Nel frattempo, il contesto resta quello di una Campania in cui la sicurezza sui luoghi di lavoro continua a richiedere monitoraggio costante, soprattutto laddove la formalizzazione dei rapporti di lavoro e l’uso di adeguate protezioni sono ancora temi delicati.
