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Cronaca Giudiziaria
Cronaca
Dall’ergastolo alla collaborazione: la resa del boss di Bagnoli
Napoli– Il "sistema" di Bagnoli e Cavalleggeri d’Aosta trema dalle fondamenta. Alessandro Giannelli, 48 anni, il ras che per anni ha tenuto in scacco la periferia occidentale di Napoli sotto l’egida dell’Alleanza di Secondigliano, ha deciso di saltare il fosso.
La notizia, filtrata dagli ambienti...
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Arrestati nel rione Sanità a Napoli due baby pistoleri armati di pistole e munizioni
Napoli, operazione anti-arma nel rione Sanità: tre arresti
Nel pomeriggio di mercoledì, tre uomini sono stati arrestati nel rione Sanità di Napoli durante un'operazione mirata della Polizia di Stato. Gli agenti, appartenenti alla Squadra Mobile, hanno attuato servizi straordinari disposti dalla Questura per contrastare la...
Succede anche
Cronaca
Nuovo corteo fino al Tribunale per la sentenza a carico del carabiniere che uccise il 17enne al rione Traiano
Un corteo di circa 150 manifestanti, è giunto poco fa in piazza Cenni, davanti all’edificio del Tribunale di Napoli dove è attesa la sentenza per l’uccisione del 17enne Davide Bifolco, ucciso da un colpo di pistola esploso da un carabiniere il 5 settembre 2014 al Rione Traiano di Napoli. In testa al corteo la madre del ragazzo ucciso, Flora, e suoi amici. “Giustizia per Davide”, è lo slogan scandito dai manifestanti.
Cronaca
Gragnano, il pentito Tonino ‘o biondo racconta in aula: “Rino Chierchia aveva fatto confidenze alle forze dell’ordine”
L’ex referente del clan D’Alessandro e narcotrafficante di Santa Maria la Carità e Sant’Antonio Abate, Antonio Esposito detto “tonino ‘o biondo” ha parlato ieri al processo stralcio “Golden Gol” dell’omicidio di Gennaro Chierchia “rino ‘o pecorone”, il boss di Gragnano ucciso in un negozio in via Castellammare il pomeriggio del 13 marzo del 2010. Il pentito ricostruendo l’organigramma della cosca dei D’Alessandro tra le altre cose ha detto: “Gennaro Chierchia era il referente dei D’Alessandro a Gragnano, lo conoscevo bene. Poi fu arrestato e, durante la sua detenzione si venne a sapere che lui, per ottenere benefici, aveva fatto delle confidenze alle forze dell’ordine, così nacque un contrasto con Scanzano, perse peso e venne messo da parte quando tornò in libertà. Quando fu ucciso non aveva più un ruolo di spicco nell’organizzazione”. Poi ha spiegato: “A Gragnano comandavano e comandano i Di Martino. Io avevo rapporti con Antonio, il figlio di Leonardo “’o lione”, e so che il loro..
Cronaca
Napoli: ecco le prime dichiarazioni del boss pentito Mario Lo Russo
Il pentimento di Mario Lo Russo dei “capitoni” di Miano ora è ufficiale. Ha deciso di seguire le orme del fratello Salvatore e dal 15 aprile scorso ha cominciato a collaborare con la giustizia. Le sue prime di chiarazioni sono state rese davanti al pubblico ministero Enrica Parascandolo della Dda e ai due investigatori carabinieri presenti nella sala colloqui del carcere milanese di Opera,. “Sono pronto a rispondere alle vostre domande”, ha detto al pm e poi è cominciato il racconto parlando di traffici di droga, le estorsioni, le mani sugli appalti negli ospedali cittadini, le bische clandestine, il commercio di oro e brillanti, clandestino anche quello. E gli omicidi, le alleanze e i conflitti, il ruolo di Antonio Lo Russo, il figlio dell’ex boss Salvatore, arrestato a Nizza da latitante due anni fa . Parte di queste sue prime dichiarazioni sono pubblicate sul Il Mattino in edicola stamattina. Ecco alcuni stralci:”…Entravano in cassa circa 50mila euro al mese. Io prendevo 5mila euro ..
Cronaca
Nocera Superiore, inchiesta della Procura: perquisita la casa dell’assessore Riso
Nocera Superiore. Appalto Informagiovani: perquisizione a casa dell’assessore di Nocera Superiore Maria Stefania Maddalena Riso. I carabinieri della polizia giudiziaria del tribunale di Nocera Inferiore, delegati dal pm Federico Nesso, hanno perquisito l’abitazione dell’assessore ai servizi sociali, residente a San Marzano sul Sarno, alla ricerca dei documenti relativi alla gara d’appalto affidata alla cooperativa Archè lo scorso anno. Un lavoro di 39mila e settecento euro sul quale si erano scatenate le opposizioni del sindaco Giovanni Maria Cuofano alla fine dello scorso anno. L’assessore ‘esterno’ esperta in onlus, infatti, al momento dell’affidamento figurava ancora nell’assetto della cooperativa che aderisce al consorzio Gesco. Dopo la perquisizione, l’assessore è arrivata in Procura per alcuni adempimenti burocratici. Nel registro degli indagati è iscritto anche il presidente della coop con sede a Pagani, con il quale Maria Stefania Riso risponde in concorso di abuso d’ufficio. (..
Cronaca
Processi aggiustati: controlli su tutti i movimenti economici di Pagano e il Csm apre un fascicolo
La posizione del giudice Mario Pagano, indagato a Napoli per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, finisce al vaglio del Csm e della Procura generale della Cassazione. Il Comitato di presidenza di Palazzo dei Marescialli ha dato il suo via libera all’apertura di una pratica sul magistrato – all’epoca dei fatti contestati giudice civile a Salerno, oggi in servizio al tribunale di Potenza – come sollecitato dal laico Pierantonio Zanettin. La Prima Commissione del Csm, dunque, dovra’ verificare se sussistano o meno elementi per un trasferimento per incompatibilita’ ambientale o funzionale di Pagano. Sulla vicenda ha avviato accertamenti anche il pg della Cassazione, Pasquale Ciccolo, titolare, assieme al Guardasigilli, dell’azione disciplinare. Un comitato d’affari con amicizie importanti nel mondo della magistratura. Un comitato costituitosi anche intorno all’associazione onlus “Rosa Aliberti”, intitolata alla moglie del giudice Mario Pagano. Gli inquirenti napoletani ch..
Cronaca
NapolI: la Cassazione annulla l’ergastolo per il boss di Secondigliano, Pietro Licciardi
La Cassazione ha cancellato l’ergastolo per Pietro Licciardi, boss dell’alleanza di Secondigliano. Le carte tornano di nuovo in Procura. Il boss era stato condannato la carcere a vita perché ritenuto responsabile del duplice omicidio di Cosimo Cerino e Ciro Ottaviano, nonché al duplice tentato omicidio di Francesco Castiello e Gennaro Fastidioso avvenuto a Secondigliano il 30 giugno del 1995. Ad accusarlo il pentito Claudio Sacco, ex esponente del narcotraffico locale. Pietro Licciardi ieri ha ottenuto un provvedimento favorevole, che riapre la partita su una vicenda giudiziaria nata nel 2012. Ora il processo è da rifare. Difeso dai penalisti Maria Lampitelli, Paolo Trofino e Dario Vannetiello, Pietro Licciardi ha fatto leva sulla mancata richiesta di estradizione alla Repubblica Ceka. Pietro Licciardi fu arrestato a Praga nel 1999. Ora Licciardi sta scontando un ergastolo per l’omicidio di Luigi Giglioso.
Cronaca
Boscotrecase: assolto Andrea Gallo, fratello di Peppe ‘o pazzo. Per il Tribunale “non è un camorrista”
Andrea Gallo assolto dall’accusa di essere un camorrista. L’importante sentenza per il fratello minore del famoso “Peppe ‘o pazzo”, ras e trafficante di droga di Boscoreale-Boscotrecase del clan Limelli-Vangone, è arrivata ieri da parte del gip del Tribunale di Napoli Vincenzo Alabiso durante il processo con rito abbreviato che lo vedeva imputato insieme con i suoi presunti complici Agostino Carbone e Fabio Carpentieri. Tutti assolti “per non aver commesso il fatto”. Il 24enne rampollo della famiglia Gallo resta però in carcere per il duplice omicidio dei fratelli Roberto e Giovanni Scognamiglio, trucidati il 31 maggio scorso nel- la loro villetta di via Andolfi, alconfine tra Pompei e Torre Annunziata. Contro i tre assolti c’erano state le dichiarazioni dei pentiti Gennaro Colantuomo e lo stabiese Luigi Cusma. Ma già la Cassazione aveva smontato le loro accuse la scorsa settimana annullando l’ordinanza di custodia cautelare sull’accusa di associazione camorristica. E ieri è arrivata l..
Cronaca
Scafati: 4 anni di carcere a Roberto Somma , il pusher di via Berardinetti
Aveva oltre 50 grammi di cocaina pronta per essere venduta, nascosta – in parte – nelle custodie dei rullini fotografici: condannato a quattro anni e a 13mila euro di multa Roberto Somma, 32enne scafatese, arrestato a ottobre scorso dai carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata. Una fonte confidenziale portò i militari del Nucleo operativo torrese in via Berardinetti, zona di confine tra Scafati e Boscoreale. La segnalazione era riferita ad un giovane su una Fiat Punto che spacciava cocaina in quella zona. E durante un controllo, i carabinieri riuscirono ad individuare l’abitazione e la persona che riforniva i giovani tossicodipendenti della zona. Quando il 23 ottobre dello scorso anno arrivarono in via Berardinetti, intuirono che l’uomo della segnalazione altri non poteva essere che Roberto Somma e così decisero di fare irruzione nell’abitazione e nella vicina officina. Il giovane aveva tutto l’occorrente del perfetto spacciatore: un involucro di cellophane con 40 dosi già pront..
Cronaca
Omicidio Ciro Esposito, la Procura di Roma chiede l’ergastolo per De Santis e lui urla in aula: “Siete dei buffoni, l’ergastolo me lo dò...
La Procura di Roma ha chiesto l’ergastolo per Daniele De Santis, l’ultrà giallorosso accusato dell’omicidio di Ciro Esposito, ferito gravemente il 3 maggio 2014 poco prima della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli e morto dopo un’agonia di 53 giorni. Il pm Eugenio Albamonte e Antonino Di Maio hanno, inoltre, sollecitato una condanna a tre anni per gli altri due imputati, Gennaro Fioretti e Alfonso Esposito, tifosi del Napoli e accusati di rissa aggravata. I due facevano parte del gruppo che con Ciro Esposito si avventarono contro De Santis nella zona di viale di Tor di Quinto. “L’ergastolo me lo do da solo, non me lo date voi. Non ho paura di morire, buffoni”. Sono le parole urlate da Daniele De Santis, accusato dell’omicidio di Ciro Esposito, mentre veniva portato fuori dall’aula bunker di Rebibbia dove i pm hanno chiesto l’ergastolo nei suoi confronti. L’ultrà giallorosso ha seguito l’udienza su una barella a causa delle ferite ad una gamba riportate nel corso degli scontr..
Cronaca
Ercolano, omicidio Esposito: resta in carcere Ciro Montella
Ercolano. Ciro Montella ‘o lione, resta in carcere per l’omicidio di Gaetano Esposito, alias ‘o pastore. Il Tribunale del Riesame ha rigettato la richiesta di libertà dell’esponente del clan Ascione Papale, già detenuto in regime di 41bis. Il 17 marzo scorso, Montella fu raggiunto da una nuova ordinanza di custodia cautelare perché ritenuto il mandante e l’organizzatore dell’omicidio di Gaetano Esposito, ucciso il 29 marzo del 2009, tra Ercolano e Torre del Greco, dinanzi all’ingresso di una sala scommesse. Esposito venne colpito da sei proiettili mentre si avvicinava alla sua auto. Ad incastrare Montella alcuni collaboratori di giustizia. L’omicidio, secondo la ricostruzione dell’accusa, si inserirebbe nell’ambito della faida tra gli Ascione-Papale e i Birra-Iacomino. Ad accusare Montella i collaboratori di giustizia Vincenzo Esposito, Giuseppe Capasso, Ciro Gaudino, Fusto Scu- do e Mario, tutti ex uomini del clan Ascione-Papale, vicini al boss Natale Dantese. La vittima era zio di Vi..
Cronaca
Torre Annunziata: usura, condannati a 26 anni di carcere i 6 della famiglia Carotenuto
Condanna complessiva a 25 anni di carcere ai 6 membri della famiglia Carotenuto di Torre Annunziata. Tutti accusati di usura e riciclaggio gli storici panificatori oplontini. Ieri il tribunale di Rorre Annunziata presidente Antonio Pepe ha inflitto una condanna a 6 anni e sette mesi per Francesco Carotenuto, conosciuto come “pacchiotto”, e per sua moglie Teresa Manzillo, “’a cazettara”. Le quattro figlie della coppia, Anna, Carmela, Maria e Filomena sono state condannate a 3 anni di reclusione a testa, con multa da 2mila euro. Secondo le accuse praticavano alle loro vittime prestiti usurai con tassi mensili fino al 5%. Era stata la denuncia di una donna con affari nell’import-export di quadri ed altre opere di valore, a sua volta con precedenti per appropriazione indebita, a far scoprire il vorticoso giro di usura della famiglia Carotenuto. Non a caso dalle indagini bancarie, condotte dalla Guardia di Finanza, era emerso che sui loro conti correnti vi erano state entrate per 3 milioni ..
Cronaca
Salerno, bufera sull’Inps: la Procura di Nocera chiede il sequestro di oltre 4 milioni per cinque alti funzionari infedeli
Salerno/Roma. L’inps non ha bloccato per due anni le indennità destinate a falsi lavoratori, assunti da imprese inesistenti, erogando prestazioni assistenziali per 4milioni e 73mila euro. A tanto ammonta il danno prodotto da cinque alti funzionari dell’Istituto di previdenza sociale alle casse dello Stato per la mancata cancellazione dagli archivi informatici dell’Istituto delle matricole di lavorati e imprese. Il sostituto procuratore Roberto Lenza ha chiesto il sequestro di immobili, conti correnti e quote societarie in possesso dei dirigenti Inps accusati di truffa aggravata. Un sequestro per equivalente rigettato dal Gip Paolo Valiante e che ora è approdato dinanzi ai giudici del Riesame di Salerno dopo l’appello della Procura. Nel mirino degli inquirenti di Nocera Inferiore cinque persone alle quai si contesta di aver prodotto un danno erariale rilevante con la propria condotta omissiva. In particolare, la richiesta di sequestro è stata effettuata nei confronti di Gabriella Zaccar..
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Dall’ergastolo alla collaborazione: la resa del boss di Bagnoli
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Cassazione conferma condanna a 11 anni per Natale Hjorth nell’omicidio Cerciello Rega
Condanna definitiva per l’omicidio del vicebrigadiere Cerciello Rega: 10 anni e 11 mesi per...
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Narcos acquista elicottero per evadere dal carcere: scoperta operazione a Napoli
Roma – Un piano di evasione in elicottero orchestrato da Leandro Bennato, presunto vertice...
