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Violentò due ragazzine quando aveva poco più di diciotto anni. È stato arrestato per scontare la pena definitiva, Raffaello Baldi, 31enne cavese, già pregiudicato per reati contro il patrimonio. Mercoledì sera, i poliziotti del commissariato di Cava de’ Tirreni hanno scovato Baldi ad Altavilla Silentina, dando esecuzione a un ordine di carcerazione emesso il 20 di maggio scorso, dalla Procura della Repubblica del tribunale di Salerno. Raffaello Baldi deve scontare quattro anni, nove mesi e cinque giorni di reclusione per violenza sessuale e violenza privata. L’uomo è stato riconosciuto colpevole per un episodio risalente al mese di giugno del 2004 quando due ragazzine, all’epoca minorenni, denunciarono di essere state stuprate da un giovane conterraneo. Le indagini dei poliziotti permisero di identificare il presunto responsabile condannato poi per i reati contestati dalla Procura della Repubblica di Salerno. Raffaello Baldi, arrestato, è stato trasferito nel ..
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Giro di usura a Ercolano in cui è coinvolto anche il fratello del vice sindaco Luigi Fiengo: arrivano le prime condanne. Ieri infatti il gup Livia De Gennaro del Tribunale di Napoli ha emesso la sentenza nell’ambito del processo con il rito abbreviato scelto da due tre tre indagati. Antonio Lucarella è stato condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione mentre Ciro Di Buono a 3 anni e 3 mesi.Nicola Fiengo invece è attualmente costretto all’obbligo di dimora in attesa di che si decida sulla sua posizione. I tre furono colpiti nel luglio dello scorso anno da un’ ordinanza di custodia cautelare con ‘accusa di usura. Prestavano soldi a commercianti e imprenditori della zona che si trovavano in difficoltà economiche praticando tassi del 6 % mensile. Il giro di usura fu scoperto grazie alle denunce del titolare di una concessionaria di auto e un commerciante di abbigliamento. Antonio Lucarella, pensionato, residente a Portici era rimasto già coivolto in altre inchiest..
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Non solo clan Ridosso-Loreto ma anche avversari, conoscenti, fatti recentissimi che sono un pezzo di storia criminale e non, di una città in cui la quiescenza criminale è solo semplice apparenza. Alfonso Loreto parla molto, conosce fatti e personaggi e in tre verbali getta le basi per inguaiare tutti. Verbali ricchi di omissis nei quali sono sfuggiti alle cancellature della Procura anche episodi sui quali le indagini sono incessanti. Si apre con le dichiarazioni di Alfonso Loreto uno squarcio sul capitolo bombe e attentati. L’estorsione al Bar Dodo? «Fu fatta da Marcello Adini e Carmine Alfano nel nome di Franchino Matrone – dice Alfonsino Loreto raccontando fatti noti alle cronache giudiziarie –. L’ho saputo perché gli operai della nostra ditta lavorano presso il Centro Plaza, coordinati da Cenatiempo (Roberto, ndr) che ha ricevuto delle confidenze da un ragazzo che lavora lì». Ma Alfonso Loreto descrive anche il panorama criminale venutosi a creare nella zon..
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Niente libertà per addolorata “Dora” Spina e Vincenza Esposito rispettivamente mamma e moglie di Antonio Genidoni, capo dei “Barbudos” della Sanità arrestati insieme con Emanuele Ealvatore Esposito la notte del 9 maggio scorso con l’accusa di essere mandanti, istigatori ed esecutore materiale della strage delle Fontanelle al rione sanità in cui trovarono la morte Giuseppe Vastarella, nipote del boss Patrizio, e il cognato Salvatore Vigna mentre altri tre del clan Vastarella rimasero feriti. La stessa decima sezione penale del Riesame che ha respinta l’istanza di scarcerazione di Waletr Mallo, (loro alleato) ha deciso che le due donne che avevano presentato istanza di scarcerazione devono invece restare in cella. Le intercettazioni telefoniche che portarono al blitz del 9 maggio fatte nei giorni precedenti hanno retto al vagli dei giudici. Il quadro accusatorio contro Dora Spina, moglie del defunto boss Pierino Esposito e madre di Ciro, entrambi uccisi alla San..
Gerardo Colantuomo, il 21enne “baby-pentito” del Piano Napoli di Boscoreale è stato condannato a tre anni di reclusione (pena sospesa) per detenzione di armi. Al giovane che ha deciso di svelare i segreti del mercato della droga di via Settetermini, per “paura di morire come Mauro Buonvolere”, i giudici hanno riconosciuto i benefici concessi ai collaboratori di giustizia. Il pentito fece trovare agli agenti del commissariato di polizia di Torre annunziata che lo avevano arerstato un vero e proprio arsenale.
In camera da letto aveva nascosto una Beretta 9 X 19, una Luger 9mm ed una Tanfoglio 9X2, nonché numerosi proiettili di vari calibri ed un cappuccio nero tipo Mephisto. Poi in un terreno nei pressi della sua abitazione furono trovate una carabina Benteler Vore calibro 22, un vecchio fucile mitragliatore calibro 9 della Beretta, una pistola Beretta 34 calibro 9 corto, una pistola Colt 19R U.S. Army, una Bernardelli One VB calibro 9 corto. Agli investigatori il collaboratore di giusti..