Il bilancio operativo del Ferragosto tra arresti e denunce mette alla prova strategie di presidio e prevenzione: efficacia immediata o palliativo stagionale?
I servizi straordinari nelle isole del golfo hanno aumentato le contestazioni formali. Occorre chiarezza sui protocolli operativi e garanzie procedurali per evitare che la gestione dell'ordine pubblico diventi fonte di contenzioso.
CronachedellaCampania.it
Notte di terrore in uno degli hotel a cinque stelle del lungomare di NAPOLI: un uomo, dopo che gli era stato detto che tutte le camere dell’albergo erano occupate, ha preso un grosso coltello da cucina e ha iniziato a minacciare il personale. Prima di essere bloccato con non poche difficoltà dagli uomini della Polizia- L’intervento degli agenti della sezione Volanti dell’ufficio Prevenzione generale, poco dopo la mezzanotte, ha così scongiurato una tragedia all’interno di uno degli hotel sul lungomare di via Partenope. A seguito della segnalazione giunta alla centrale operativa circa un uomo che stava minacciando il personale dell’albergo, i poliziotti sono giunti sul posto scorgendo nella hall un uomo che brandiva un grosso coltello per il pane, della lunghezza di 30 centimetri. L’uomo, identificato per G.M. di 49anni, poco prima, era giunto in albergo chiedendo di una camera e, al diniego del personale addetto alla portineria, aveva iniziato ad inveire e min..
CronachedellaCampania.it
E’stato minacciato il complice del baby killer di Bagnoli che ha ucciso per gelosia il 4 febbraio scorso il 22enne Pasquale Zito. Si tratterebbe di un ragazzo della stessa età del 16enne arrestato ieri ma non ancora identificato. C’è un’intercettazione telefonica in cui una persona vicina al baby killer D.I. parlando con una seconda persona dice “Quello non deve parlare, hai capito? Vedi tu come glielo devi dire”. Si sentivano braccati quelli vicini al ragazzo che era stato fermato e sottoposto alle Stube, risultato positivo, la sera stessa dell’omicidio. Avevano capito che la polizia era sulle loro tracce e temevano che il conducente del motorino, come si vede nel video diffuso dalla polizia, potesse parlare. Il ragazzo è imparentato con il boss Alessandro Giannelli e gli investigatori hanno dovuto lavorare in questi tre mesi in un contesto omertoso e difficile.Anche se la famiglia del ragazzo è fuori dalle logiche criminali in cui è caduto il ragazzo essend..
CronachedellaCampania.it
Un uomo è stato ucciso in un bar di Calvizzano, in provincia di Napoli. L’omicidio è avvenuto in via Pietro Nenni. Sul fatto indagano i carabinieri. L’uomo si chiama Ferdinando Pecchia, ha 39 anni ed è padre di tre figli. Pecchia faceva l’idraulico ed era incensurato. Stava giocando ad una slot machine Ferdinando Pecchia. Secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri, una persona è entrata all’interno del locale ed ha sparato contro Pecchia almeno quattro colpi di arma da fuoco. L’uomo è morto all’ istante. E’ verosimile che al momento dell’agguato ci potessero essere anche altre persone all’interno del bar. La modalità è quella di un agguato ma la vittima, Ferdinando Pecchia, quarantenne, al momento risulta incensurato. E’ per questo che gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi: eventuali collegamenti con la criminalità organizzata ma anche fatti relativi alla vita privata. Probabilmente al momento dell’agguato erano presenti nel bar, dove Pecchia stava ..
CronachedellaCampania.it
Si indaga sulla vita privata di Ferdinando Pellecchia per dare una spiegazione e un movente a un omicidio dalla tipica esecuzione camorristica ma che che ha lasciato tutti attoniti a Calvizzano dove la vittima, un artigiano incensurato era molto conosciuto. Un matrimonio finito con la moglie dalla quale ha avuto tre figli, un lavoro con una propria ditta e soprattutto tanta famiglia e lavoro. Questo era Ferdinando ucciso come un boss alle 20 di ieri sera da un killer solitario entrato con il volto coperto da un casco integrale nel bar Rumba di via Pietro Nenni. Quattro colpi tutti andati a segno verso Ferdinando che stav giocando alle slot machine e poi la fuga all’esterno in sella ad un motorino con alla guida un complice all’esterno che lo attendeva. Dovranno essere le immagini della video sorveglianza del bar a dare un impulso alle indagini dei carabinieri della compagnia di Giugliano. Dal casco e dall’abbigliamento del killer si spera di ricavarne qualcos..
CronachedellaCampania.it
Nonostante fossero agli arresti domiciliari per droga i Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore li hanno sorpresi più volte in violazione delle prescrizioni e dopo aver segnalato la cosa alla Procura di Nocera stamane è arrivata la misura cautelare e i due sono stati arrestati e portati nel carcere di Fuorni. Si tratta di Alfonso Pepe di 37anni e d el 23enne Carmine Fortino, entrambi paganesi.
Pagani, pusher incalliti violano i domiciliari per spacciare: in manette Alfonso Pepe e Carmine Fortino
Copyright@2016 CronachedellaCampania.it
CronachedellaCampania.it
Relazioni pericolose. Si sintetizza così lo scenario dietro il quale si cela il movente del delitto dell’idraulico incensurato Ferdinando Pecchia, ucciso come un boss domenica sera dentro a un bar di Calvizzano mentre giocava alle slot machine. Due piste che si intrecciano l’uno con l’atra seguite dai carabinieri della compagni a di Giugliano e coordinati dalla Dda di Napoli. L’omicidio Pecchia potrebbe essere maturato in un contesto di guerra di camorra dell’Area Nord di Napoli nonostante la vittima fosse incensurata. Secondo le indiscrezioni raccolte in paese dagli investigatori Pecchia, (che era separato dalla moglie dalla quale aveva avuto tre figli) aveva una relazione con una ventenne imparentata con personaggi di spicco dei clan della vicina Marano. E non è tutto perché i alcune informative l’uomo risulta segnalato in compagnia di persone legate al clan degli Amato-Pagano. Persone probabilmente conosciute al bar o per motivi di lavoro. Addirittura il ra..
CronachedellaCampania.it
“Ti sto facendo un piacere, non un’estorsione”: con queste parole un uomo di 44 anni, fermato dagli agenti del commissariato Torre del Greco guidati dal primo dirigente Davide Della Cioppa, si è rivolto a un negoziante della città, che più volte si era rifiutato di pagare il pizzo. L’uomo, soprannominato “bora bora”, è ritenuto dagli inquirenti affiliato al clan Falanga ed è accusato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso; ha tentato in più occasioni di farsi consegnare il denaro dal commerciante e le sue visite alla vittima sono state anche accompagnate da minacce e aggressioni fisiche. Di fronte alla resistenza del negoziante, il 44enne, che si è presentato come emissario di una persona “delle palazzine” (le cosiddette palazzine di San Antonio di Torre del Greco, ritenute roccaforte del clan Falanga, ndr) è diventato anche più aggressivo: “adesso mi sono scocciato, smetto di fare il muratore e faccio il malavitoso, ti faccio saltare il negozio”. ..
CronachedellaCampania.it
Raimondo Caputo, l’uomo arrestato per l’omicidio della piccola Fortuna Loffredo, ha tentato il suicidio nel carcere di Poggioreale a Napoli. Caputo avrebbe tentato di ingerire una lametta; curato nell’infermeria del carcere, non è in pericolo di vita. I familiari dell’uomo, che si erano recati questa mattina al carcere per incontrarlo nell’orario visite, hanno dovuto rinunciare al colloquio dopo aver appreso che Caputo si trovava in infermeria e hanno lasciato il penitenziario dopo aver avuto rassicurazioni sulle sue condizioni. Anche la sua compagna, Marianna Fabozzi, detenuta nel carcere femminile di Pozzuoli, lo scorso 19 maggio ha tentato il suicidio. La donna ha tentato di togliersi la vita poco dopo aver assistito all’incidente probatorio ad Aversa (Caserta) nel corso del quale sono state ascoltate le sue tre figlie, che hanno confermato le accuse rivolte a Caputo in merito all’omicidio di Fortuna e alle violenze sessuali nei loro confronti e nei confron..
CronachedellaCampania.it
I poliziotti del commissariato di Torre Annunziata, questa mattina, hanno arrestato Ciro Ruocco di 23anni, in esecuzione dell’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere emessa ieri dal tribunale di Torre Annunziata perché indagato per porto e detenzione di arma comune da sparo, minaccia grave e per aver violato il provvedimento di Daspo. Il provvedimento restrittivo è scattato a seguito di accurate indagini scaturite dalla denuncia della moglie che, qualche mese fa, era stata minacciata con l’esplosione di alcuni colpi d’arma da fuoco da parte del marito a scopo intimidatorio.Qualche giorno fa l’episodio si è ripetuto. La donna, tra l’altro con gravi problemi di salute, mentre era in compagnia di alcuni familiari è stata nuovamente minacciata dal marito che, a bordo di auto avvicinandosi, ha esploso in aria alcuni colpi di arma da fuoco. In quella circostanza, i poliziotti, nell’ambito di una continuativa attività di indagine per i ..
CronachedellaCampania.it
Si è salvato dall’ergastolo Nicola Torino, il figlio del vecchio boss della Sanità, Salvatore ‘o gassusaro che è pentito da tempo. Solo trenta anni di carcere in continuazione della pena per quattro omicidi. Così ha deciso la Corte di Assise d’Appello di Napoli che ha accolto la richiesta dei suoi difensori. Gli omicidi contestati sono quelli della […]
Visita CronachedellaCampania.it
Condannato a 30 anni di carcere Nicola Torino, figlio del vecchio boss pentito della Sanità. Salvatore ‘o gassusaro
Copyright@2016 CronachedellaCampania.it
CronachedellaCampania.it
L’affiliazione al clan D’Alessandro di Castellammare da parte del killer pentito Renato Cavaliere risale alla fine degli anni Ottanta. Il collaboratore di giustizia lo ha spiegato al pm della Dda di Napoli, Claudio Siragusa, in un lunghissimo e dettagliato racconto. Eccolo: “Quando avevo 19 o 20 anni ho conosciuto Luigi D’Alessandro, figlio di Michele, e […]
Visita CronachedellaCampania.it
ESCLUSIVA. Castellammare, il killer pentito Cavaliere: “Il boss Michele mi propose di proteggere la sua famiglia e mi regalò soldi e un borsone di armi”
Copyright@2016 CronachedellaCampania.it
CronachedellaCampania.it
Venti anni di carcere: è questa la condanna che il pubblico ministero Salvatore Prisco ha chiesto per Aniello Mormile, il giovane dj di Pozzuoli che la notte del 25 luglio scorso guidó contromano in Tangenziale provocando l’incidente in cui morirono la sua fidanzata Livia Barbato e l’imprenditore di Torre del Greco, Aniello Miranda, che stava andando […]
Visita CronachedellaCampania.it
Duplice omicidio stradale della Tangenziale: chiesti 20 anni di carcere per Mormile. GUARDA IL VIDEO
Copyright@2016 CronachedellaCampania.it
Il bilancio operativo del Ferragosto tra arresti e denunce mette alla prova strategie di presidio e prevenzione: efficacia immediata o palliativo stagionale?
I servizi straordinari nelle isole del golfo hanno aumentato le contestazioni formali. Occorre chiarezza sui protocolli operativi e garanzie procedurali per evitare che la gestione dell'ordine pubblico diventi fonte di contenzioso.
Il ferimento nel centro storico e l’ondata di controlli a Ferragosto restituiscono un quadro di risposta immediata delle forze dell’ordine, ma anche di fragilità strutturale nel governo della sicurezza urbana.
La polizia ha scoperto armi e stupefacenti nascosti nel box di un fruttivendolo a Casavatore. Il titolare è stato arrestato e posto a disposizione dell’autorità giudiziaria; gli accertamenti proseguono per chiarire provenienze e contatti.