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Cronaca

Braccianti carbonizzati nel Cosentino: due immigrati arrestati per la strage

Amendolara, strage di braccianti: due arresti per l'omicidio plurimo Una drammatica svolta ha scosso la comunità di Amendolara, in provincia di Cosenza, dove quattro braccianti immigrati, originari di Pakistan e Afghanistan, sono rimasti tragicamente carbonizzati all'interno di un minivan in fiamme. L'episodio, avvenuto il 1°...

I pentiti: «Ecco come il clan della Vanella Grassi pagava i vitalizi ai boss in cella»

Nonostante l'isolamento e la rottura dei canali storici con i calabresi, la Nuova Vanella Grassi ha dimostrato una solidità economica sbalorditiva. Un'efficienza che poggia su una rigida struttura piramidale e su un sistema assistenziale impeccabile per i detenuti, concepito per scongiurare i rischi di...

Succede anche

ESCLUSIVA. Torre Annunziata: sequestrata la salma di Aldo Gionta. Aperta un’inchiesta sulla morte

Ufficiale l’apertura dell’inchiesta per la morte avvenuta in mattinata all’ospedale Sant’Anna di Boscotrecase di Aldo Gionta, cugino omonimo del boss poeta e nipote del padrino Valentino Gionta. La vittima infatti era il figlio del fratello Ernesto. Su disposizione della Procura di Torre Annunziata le forze dell’ordine hanno proceduto a mettere la salma sotto sequestro. Sarà ora l’autopsia a chiarire le cause del decesso. Aldo Gionta, 40 anni, era ricoverato e stamane avrebbe dovuto sottoporsi ad un intervento chirurgico per una doppia frattura a tibia e perone a causa di un incidente stradale. L’operazione avrebbe dovuta compierla l’equipe medica del professor Gaetano Sannino. Ma l’uomo in sala operatoria subito dopo l’anestesia spinale ha avuto un arresto cardiaco ed è morto all’istante. A nulla sarebbe valsi i tentativi dei medici per rianimarlo. Sul posto in pochi minuti sono arrivati decine e decine di parenti, amici e gente legate al clan Gionta. Momenti di tensione con i medici, pugni contro i muri, minacce verbali ma niente aggressioni. Solo tanta rabbia e disperazione. Si dovrà comuqne attendere l’esame autoptico per capire cosa è accaduto e perchè nella sala operatoria dell’ospedale Sant’Anna. L'articolo ESCLUSIVA. Torre Annunziata: sequestrata la salma di Aldo Gionta. Aperta un’inchiesta sulla morte sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Clan Sibilio presi tre giovanissimi

Tre giovani, ritenuti vicini al clan Sibillo e responsabili in concorso di tentato omicidio, lesioni personali e detenzione e porto abusivo d’arma da fuoco, aggravati dal metodo mafioso sono stati fermati a Napoli dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia Stella su decreto della direzione distrettuale antimafia partenopea e del tribunale per i minorenni di Napoli. I fermati sono un 20enne, un 17enne e un 15enne. Nel corso delle indagini sul tentato omicidio di un 45enne e del figlio 17enne, avvenuto la sera del 3 febbraio scorso a Forcella, nei pressi di via Duomo, i militari hanno accertato che i tre, dopo aver ferito al torace e alla testa il 17enne utilizzando dei caschi come armi improprie, armatisi di una pistola avevano ingaggiato una colluttazione con il padre, giunto in difesa del figlio. Il 17enne, durante l’aggressione, era riuscito a salire in sella al suo scooter per guadagnarsi la fuga, mentre il padre, liberatosi momentaneamente dall’assalitore armato, era scappato in auto. I malviventi avevano quindi preso ad inseguirli sullo scooter, esplodendo durante la fuga diversi colpi d’arma da fuoco al loro indirizzo, uno dei quali aveva attinto l’autovettura. Il maggiorenne è stato portato a Secondigliano mentre i minori sono stati portati nel centro di prima accoglienza sul viale Colli Aminei. L'articolo Clan Sibilio presi tre giovanissimi sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Sarno: il pentito Ciro Galasso torna in città

Pentito da circa 20 anni, ritorna spesso a Sarno per ritrovare le sue radici. Una presenza non sporadica quella di Ciro Galasso, cugino del più noto Pasquale e fratello di Antonio, il pregiudicato ucciso a settembre del 2005 con una sventagliata di colpi esplosi da un kalasnikov, in via Palma. Ciro Galasso, sottoposto a regime di sorveglianza speciale, ha il permesso di recarsi nella sua città natale dove sono rimasti alcuni parenti ma anche le sue radici e le sue proprietà. Un collaboratore di giustizia, tra i più anziani, del ‘sistema’ Nuova Famiglia che – nonostante abbia formalmente rotto i suoi legami con il passato criminale – rimane legato alle sue radici. E dunque, molto spesso si aggira per la sua città, frequenta e chiacchiera con i suoi compaesani e frequenta locali pubblici. Insomma non sembra che abbia timori per la sua incolumità e il suo status di collaboratore di giustizia. La sua presenza non è passata inosservata alle forze dell’ordine che invece ne devono controllare gli spostamenti. Ciro Galasso, insieme al fratello Antonio poi ucciso, è stato condannato nel 1993 per un omicidio a 20 anni di reclusione, pena ormai scontata. Insieme al fratello aveva avuto un lungo passato criminale: prima nelle fila della Nuova Camorra Organizzata, diretta da Raffaele Cutolo. Poi era passato ai rivali della Nuova famiglia, retta da Carmine Alfieri, altro padrino poi pentito. Nel momento in cui, lo Stato aveva dato una stretta alla cosca, anche Ciro Galasso con gran parte dei cugini di Poggiomarino e di Angri, decise di confessare tutto e passare nelle fila dei collaboratori di giustizia. Scontata la pena, ha riscoperto le sue radici sarnesi. Ed ora lo si vede spesso passeggiare tranquillamente per strada. (r.f.) (la foto è tratta da il quotidiano la città) L'articolo Sarno: il pentito Ciro Galasso torna in città sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Accumulò troppe cariche: indagine sull’ex rettore Raimondo Pasquino

Fisciano/Salerno. Rettore, Presidente del Consiglio di amministrazione dell’Unisa, professore ordinario, consigliere comunale e presidente del Consiglio a Napoli ma anche commissario giudiziale e poi straordinario del Cstp a Salerno: in cinque anni Raimondo Pasquino ha accumulato cariche e incarichi. Questa fulgida carriera è ora il fulcro di un fascicolo d’inchiesta che è iscritto a suo nome. A far scattare il meccanismo di incompatibilità paventato dal sostituto procuratore, Giuseppe Cacciapuoti, della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, è stata nel 2011 l’elezione a consigliere del Comune di Napoli, dopo una campagna elettorale come candidato sindaco con la coalizione del terzo polo (Udc, Fli, Api e la civica La Città). Quando affrontò la campagna elettorale, persa contro il sindaco Luigi De Magistris, Raimondo Pasquino affrontava il terzo quadriennio (2009-2013) da Rettore dell’Università di Salerno ed era vice presidente della conferenza dei rettori delle Università italiane. Il professore di ingegneria aeronautica, rispolverò la sua vocazione a fare il sindaco – carica ricoperta nel comune di San Giorgio a Cremano dal 1986 al 1988 – tentando la scalata al Comune di Napoli. Circa 45mila voti non gli assicurarono la vittoria, ma De Magistris lo volle alla Presidenza del consiglio comunale, e così fu. Nel frattempo, Raimondo Pasquino continuava a mantenere il suo incarico di rettore dell’Università di Salerno, oltre che di presidente del Consiglio di amministrazione dell’ateneo. E’ questo accavallarsi di cariche e incarichi che lo avrebbero reso incompatibile, secondo la Procura. Il rettore avrebbe dovuto scegliere se fare il politico oppure continuare a reggere le sorti dell’Università salernitana e dunque nei suoi confronti sarebbe ipotizzabile un’accusa di abuso d’ufficio. Per accertare questa ipotesi, il sostituto procuratore ha delegato una serie di accertamenti che, circa 20 giorni fa, hanno portato gli investigatori negli uffici della direzione generale dell’Unisa per l’acquisizione delle delibere del consiglio di amministrazione firmate dal rettore-presidente, delle buste paga fino al 2015 quando – dopo aver smesso la carica di Rettore era professore ordinario – e per la documentazione relativa agli atti a sua firma a partire dal 2011. Successivamente, gli inquirenti hanno acquisito la documentazione del politico Pasquino, presso la segreteria generale del Comune di Napoli. Insieme a questa anche le autodichiarazioni obbligatorie su eventuali incompatibilità rese da Raimondo Pasquino nel corso del suo mandato pubblico. Un’inchiesta documentale, basata sull’incrocio della documentazione e con alla base la legge sull’incompatibilità tra cariche pubbliche elettive e le cariche dirigenziali presso enti privati che hanno il sostegno di fondi pubblici. L'articolo Accumulò troppe cariche: indagine sull’ex rettore Raimondo Pasquino sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Salerno: accumulò troppe cariche: indagine sull’ex rettore Raimondo Pasquino

Fisciano/Salerno. Rettore, Presidente del Consiglio di amministrazione dell’Unisa, professore ordinario, consigliere comunale e presidente del Consiglio a Napoli ma anche commissario giudiziale e poi straordinario del Cstp a Salerno: in cinque anni Raimondo Pasquino ha accumulato cariche e incarichi. Questa fulgida carriera è ora il fulcro di un fascicolo d’inchiesta che è iscritto a suo nome. A far scattare il meccanismo di incompatibilità paventato dal sostituto procuratore, Giuseppe Cacciapuoti, della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, è stata nel 2011 l’elezione a consigliere del Comune di Napoli, dopo una campagna elettorale come candidato sindaco con la coalizione del terzo polo (Udc, Fli, Api e la civica La Città). Quando affrontò la campagna elettorale, persa contro il sindaco Luigi De Magistris, Raimondo Pasquino affrontava il terzo quadriennio (2009-2013) da Rettore dell’Università di Salerno ed era vice presidente della conferenza dei rettori delle Università italiane. Il professore di ingegneria aeronautica, rispolverò la sua vocazione a fare il sindaco – carica ricoperta nel comune di San Giorgio a Cremano dal 1986 al 1988 – tentando la scalata al Comune di Napoli. Circa 45mila voti non gli assicurarono la vittoria, ma De Magistris lo volle alla Presidenza del consiglio comunale, e così fu. Nel frattempo, Raimondo Pasquino continuava a mantenere il suo incarico di rettore dell’Università di Salerno, oltre che di presidente del Consiglio di amministrazione dell’ateneo. E’ questo accavallarsi di cariche e incarichi che lo avrebbero reso incompatibile, secondo la Procura. Il rettore avrebbe dovuto scegliere se fare il politico oppure continuare a reggere le sorti dell’Università salernitana e dunque nei suoi confronti sarebbe ipotizzabile un’accusa di abuso d’ufficio. Per accertare questa ipotesi, il sostituto procuratore ha delegato una serie di accertamenti che, circa 20 giorni fa, hanno portato gli investigatori negli uffici della direzione generale dell’Unisa per l’acquisizione delle delibere del consiglio di amministrazione firmate dal rettore-presidente, delle buste paga fino al 2015 quando – dopo aver smesso la carica di Rettore era professore ordinario – e per la documentazione relativa agli atti a sua firma a partire dal 2011. Successivamente, gli inquirenti hanno acquisito la documentazione del politico Pasquino, presso la segreteria generale del Comune di Napoli. Insieme a questa anche le autodichiarazioni obbligatorie su eventuali incompatibilità rese da Raimondo Pasquino nel corso del suo mandato pubblico. Un’inchiesta documentale, basata sull’incrocio della documentazione e con alla base la legge sull’incompatibilità tra cariche pubbliche elettive e le cariche dirigenziali presso enti privati che hanno il sostegno di fondi pubblici. L'articolo Salerno: accumulò troppe cariche: indagine sull’ex rettore Raimondo Pasquino sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Castellammare: individuati dalla polizia i baby bulli della Villa Comunale

E’ di 150 persone fermate e controllate tra cui 30 pregiudicati il risultato del maxi controllo a tappeto in tutta Castellammare operata nel pomeriggio e nella serata di ieri dagli agenti del locale commissariato di polizia diretti dal vice questore De Lorenzo, insieme con la divisione anticrimine della questura di Napoli. L’attenzione della polizia si è soffermato anche sulla villa comunale stabiese teatro negli ultimi tempi di numerosi episodi di bullismo da parte di baby gang composte da maschi e femmine tutti minorenni. E nel corso dei controlli di ieri ben dieci sono stati i minori fermati in atteggiamenti poco civili. Tre di questi erano addirittura sotto la soglia dei 14 anni per cui poi sono stati riaffidati ai genitori. Soddisfazione da parte dei cittadini stabiesi per i controlli della polizia visto il dilagare della microcriminalità negli ultimi mesi. Nel corso dei controlli sono state anche fermate anche otto auto prive assicurazione ed è stato fermato un guidatore privo di patente ma per lui non è scattata la denuncia penale per la recente depenalizzazione del reato. Alberto Ferretti L'articolo Castellammare: individuati dalla polizia i baby bulli della Villa Comunale sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Evasione fiscale: sequestro di otto milioni al farmacista Matachione di Torre Annunziata

Torre Annunziata. La Guardia di Finanza di Napoli e il Gruppo di Torre Annunziata hanno eseguito ad un provvedimento di sequestro preventivo, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Torre Annunziata, per circa 8 milioni di euro nei confronti di Nazario Matachione, noto imprenditore torrese, attivo nel settore farmaceutico. Il provvedimento giudiziario rappresenta la fase finale di mirate ed approfondite ispezioni tributarie, svolte a partire dal novembre 2013 nei confronti di varie farmacie amministrate dal Matachione nella provincia di Napoli (Torre Annunziata, Torre del Greco e Portici). La meticolosa attivita’ di verifica, anche tramite accertamenti di natura finanziaria, ha consentito di ricostruire il reale volume d’affari delle singole farmacie e di mostrare l’indebita appropriazione da parte dell’ indagato di ingenti disponibilita’ finanziarie attraverso artificiose operazioni contabili. I successivi accertamenti patrimoniali sul conto dell’imprenditore hanno consentito di individuare la titolarita’ di liquidita’ finanziarie, polizze assicurative e beni immobili sottoposti a sequestro per un valore prossimo agli 8 milioni di euro. Matachione è indagato per aver presentato dichiarazioni dei redditi infedeli relativamente agli anni d’imposta dal 2009 al 2012, per un imponibile complessivo di 18,8 milioni di euro. L'articolo Evasione fiscale: sequestro di otto milioni al farmacista Matachione di Torre Annunziata sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Da Napoli a Courmayeur affittava casa truffando

Una truffa via web che vede coinvolto un cinquantenne di Napoli che prendeva soldi fittando una casa non di suo proprietà. La storia è venuta fuori da una denuncia fatta da una donna di Alessandria “I carabinieri di Alessandria hanno scoperto , infatti, che un correntista di Napoli di 52 anni affittava per il periodo natalizio una casa a Courmayeur come se fosse sua, ma in realtà era una truffa. Il caso è emerso in seguito alla denuncia di una donna di Oviglio (Alessandria). La signora aveva appunto affittato l’appartamento per la settimana di Capodanno, firmando via web un contratto per 600 euro la settimana, e pagando subito 270 euro come caparra. Ma quando si è presentata all’indirizzo convenuto di Courmayeur, amministratore e portinaia dello stabile le hanno riferito di non sapere nulla di un appartamento in affitto, precisandole che non era la prima persona che si presentava con la stessa richiesta. La donna ha sporto denuncia. I carabinieri hanno accertato che il denaro versato come caparra è finito su un conto intestato a un correntista di 52 anni di Napoli”. L'articolo Da Napoli a Courmayeur affittava casa truffando sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Stabiese arrestata in Perù per traffico di droga, faceva parte della banda dei “Los bambinos”

C’è anche una ragazza di Castellammare di 24 anni tra i tre arrestati dalla polizia peruviana l’altro gioerno con l’accusa di traffico internazionale di droga. I tre erano inseriti a pieno titolo nella famigerata banda dei “Los bambinos”, specializzata nel traffico di droga verso l’Europa. Oltre alla ragazza stabiese ci sono anche due due ragazzi di 27 e 29 anni. Addosso ai tre sono stati trovati con 89 ovuli di cocaina pronti per essere “importanti” in Italia.Il capo della polizia peruviana ha spiegato che, dall’inizio dell’anno, sono state sequestrate in tutto il Paese cinque tonnellate di stupefacenti (tre le quali 2,1 di cocaina), una nell’ultimo mese, detenendo varie bande, tra cui quella italiana. L'articolo Stabiese arrestata in Perù per traffico di droga, faceva parte della banda dei “Los bambinos” sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Amalfi sequestrato depuratore

Scattato il sequestro da parte della procura di Salerno per gli impianti di depurazione di Amalfi e Praiano. Sedici , in tutto,gli indagati tra coloro deputati al loro corretto funzionamento. Al centro delle indaginio degli inquirenti il corretto funzionamento dei depuratori con gli scarichi versati direttamente in mare con conseguente rischio per la salute dei bagnanti, e non solo. L'articolo Amalfi sequestrato depuratore sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Saviano, killer in azione: uccisi due giovani

Savino. Duplice omicidio a Saviano, in provincia di Napoli. Riesplode la faida di camorra nell’ex regno del boss Carmine Alfieri, ora pentito. Nel mirino dei killer sono finiti Francesco Tafuro, 33 anni, e Marcello Liguori, 32 anni, quest’ultimo con piccoli precedenti per gioco d’azzardo. Il duplice omicidio è avvenuto in via Olivella, una zona di campagna di Saviano. Tauro e Liguori sono stati sorpresi dai killer mentre viaggiavano in auto. Un corpo è stato trovato all’interno dell’auto, l’altro a poca distanza dalla vettura. Numerosi i colpi di pistola esplosi. Salgono a cinque gli omicidi avvenuti tra Napoli e provincia, negli ultimi dieci giorni. A Marigliano, poco dopo la mezzanotte del 6 febbraio, è stato ucciso, Francesco Esposito, 33 anni, pregiudicato per reati connessi allo spaccio di droga. A Napoli, nei quartieri Bagnoli e Miano, la notte tra il 4 e il 5 febbraio scorsi sono stati uccisi Giuseppe Calise, pregiudicato di 24 anni, e Pasquale Zito, 21 anni. Sul duplice omicidio di Saviano indagano i Carabinieri di Nola e il Nucleo investigativo di Castello di Cisterna. L'articolo Saviano, killer in azione: uccisi due giovani sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Gragnano, spese folli al Comune: la difesa porta in aula Gigi D’Alessio e Marisa Laurito

Grugnano. Ex amministratori a processo: tra i testi della difesa anche Gigi D’Alessio e Marisa Laureto. Ci saranno anche i due artisti tra i testimoni che sfileranno nei prossimi mesi in aula nel processo che si sta celebrando a Torre Annunziata nei confronti di Michele Serafica, Annerita Patriarca ed Eugenio Piscino, rispettivamente ex sindaco, presidente del consiglio comunale e dirigente del settore Economato del Comune di Gragnano. I tre sono accusati di peculato. Il processo nato dalle dichiarazioni di Giuseppe Coticelli, presidente dell’assemblea cittadina dal 2009 al 2012, riguarda irregolarità risalenti agli anni 2007-2008, quando era sindaco Michele Serrapica, al suo secondo mandato consecutivo terminato come il primo anzitempo per la crisi politica. Presidente di quel consiglio comunale era Annarita Patriarca, che si preparava a diventare sindaco di Gragnano (elezione nel 2009) prima dello scioglimento per infiltrazioni camorristiche arrivato a marzo 2012. Dirigente del settore finanziario era Eugenio Piscino. I due amministratori avrebbero disposto spese folli, mentre Piscino «autorizzava tutte le spese senza opporre resistenza». La difesa ha presentato una lunga lista testi, con circa 100 persone, tra queste anche Gigi D’Alessio e l’attrice Marisa Laurito. Tra gli eventi finiti nel mirino della magistratura: la promozione della pasta di Gragnano a New York, l’evento di Saragozza in Spagna, fino alla premiazione con una targa per la partita del cuore ai tempi del reality show «Campioni». Secondo l’accusa, però, tra le spese di rappresentanza di Serrapica e Patriarca ci sarebbero finiti anche «piatti di plastica, tovaglioli, sigarette ed articoli di abbigliamento». L'articolo Gragnano, spese folli al Comune: la difesa porta in aula Gigi D’Alessio e Marisa Laurito sembra essere il primo su Cronache della Campania.

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