Ultime Notizie
Campi Flegrei, la priorità è il ritorno degli sfollati nelle proprie case
A seguito della scossa di terremoto che ha colpito i Campi Flegrei il 31 luglio, la priorità della Regione Campania è facilitare il ritorno degli sfollati nelle loro abitazioni.
Attualmente sono circa 3.300 le persone che hanno dovuto lasciare le proprie case, ma i danni...
Ultime Notizie
Ischia, il resort abusivo nascosto tra gli scogli e in un’area a rischio frana
Barano d’Ischia – Nemmeno il ricordo ancora fresco delle tragiche colate di fango è bastato a fermare la speculazione edilizia nell’Isola Verde. Nel cuore roccioso di uno dei versanti più selvaggi e fragili di Ischia, la fame di cemento si è spinta dove persino...
Succede anche
Cronaca
Fotografo si toglie la vita, ancora ignoti i motivi
Gragnano è ancora sotto shock. Un risveglio drammatico per la città della pasta quello di ieri. Marcello Ricco, noto fotografo della cittadina ai piedi dei monti lattari si è tolto la vita. Sono ancora ignoti i motivi che hanno condotto il fotografo all’estremo gesto avvenuto nella cantina della sua abitazione. Una vita apparentemente tranquilla e serena quella del titolare del noto esercizio commerciale “Foto Mary”, che non avrebbe mai fatto presagire a nulla di tutto ciò. Le uniche lamentele del fotografo, come riportato da alcuni amici e clienti, fatte negli ultimi giorni erano quelle che qualsiasi commerciante usa fare. I familiari si interrogano sul perchè Ricco sia arrivato a tanto. A dover risalire ai motivi del drammatico gesto saranno ora i carabinieri della stazione di Gragnano che indagano sull’accaduto. Quello di Ricco è l’ultimo dei 4 suicidi totali che in pochi mesi hanno sconvolto la comunità gragnese. Una esclation iniziata con il suicidio di Ciro Di Vuolo, imprenditore, al barista Carlo Sibilli, quindi il parrucchiere Fioravante Lepre.
L'articolo Fotografo si toglie la vita, ancora ignoti i motivi sembra essere il primo su Cronache della Campania.
Cronaca
La latitanza d’oro di Imperiale “lelluccio ‘o parente” il narcos di Castellammare ricercato dalla polizia di mezzo mondo
E’ ricerato dall’Interpol e dalla polizia di mezzo mondo il ras Raffaele Imperiale(nella foto del’Interpol mentre si trova a Dubai) 41enne di Castellammare di Stabia soprannominato “Lelluccio ’o parente”. Sarebbe nascosto a Dubai, ma gli investigatori non escludono che in questi giorni si sia spostato: non gli manca il danaro per una latitanza dorata né gli appoggi per documenti falsi con cui muoversi. La settimana scorsa proprio negli Emirati Arabi è stato arrestato il suo braccio destro Gaetano Schettino (altro stabiese che da anni viveva a Theiran in Iran) considerato un vero e proprio “mago” del traffico internazionale di droga ed esperto in informatico. Gli investigatori ritengono che i due si dovevvesro incontrare per discutere di affari. Ma l’arresto di Schettino gli ha permesso la fuga. Imperiale (figlio di un noto costruttore stabiese e che negli anni Ottanta è stato anche presidente della squadra di calcio della Juve Stabia con il famoso ex portiere dell’Inter, Lido Vieri, in panchina) è latitante dal gennaio scorso da quando grazie ad alcuni pentiti furono arrestati 10 persone del cartello di Secondigliano. “Lelluccio ‘o parente” era l’undicesimo ma risuscì a sfuggire alla cattura. A capo della holding c’era proprio Raffaele Imperiale che con il braccio destro Mario Cerrone del rione Traiano gestiva un traffico per fiumi di cocaina. La maxi operazione, coordinata dalla Dda, fu il frutto di quattro anni d’indagine dei poliziotti della sezione “Narcotici” della Squadra mobile della Questura di Napoli, dello Sco e del Gico della Guardia di Finanza di Napoli. Secondo il pentito Carmine Cerrato detto “Takendò”, in rapporti d’affari per il traffico di cocaina con i Mammoliti, gruppo con origini calabresi e basi solide a Milano grazie alla “’ndrangheta”, ogni carico di droga che arriva dall’estero frutta, una volta rivenduto in Italia, tra i cinque e i sei milioni di euro. Gestito appunto dal gruppo Imperiale-Cerrone con l’altro stabiese Schettino a fare da broker. Un business che spiega la ferocia delle tre faide susseguitesi tra gli “scissionisti”, ora divisi da un punto di vita economico, e i Di Lauro. A capo della struttura c’erano “Lello” Imperiale e Mario Cerrone, i quali avevano stretto rapporti d’affari nel corso degli anni con tutti i vertici degli Amato-Pagano contribuendo alla guerra vinta con i Di Lauro nel 2004-2005: Raffaele Amato, Cesare Pagano, Carmine Amato, Mario Riccio detto “Mariano”. L’organizzazione Imperiale-Cerrone era in contatto con cartelli di narcos sudamericani, oltre che spagnoli e olandesi, dai quali importavano ingenti quantità di cocaina, circa 4mila chilogrammi all’anno, che immettevano poi sul mercato. Ha raccontato il pemtito Cerrato: “…Il prezzo di partenza della cocaina era di 19/20mila euro al chilo, comprese le spese di trasporto, e veniva rivenduta a un prezzo compreso tra i 39 e i 42mila euro al chilo. La differenza sul prezzo era il guadagno. Di ciò mi ha parlato Cesare Pagano. Il traffico internazionale di cocaina era gestito da un gruppo di soci, così composto: Raffaele Imperiale, Mario Cerrone, Cesare Pagano, Elio Amato, Raffaele Amato il grande, zia Rosaria per conto dei figli mentre prima era socio il marito Pietro Amato. Quindi la società è nata prima della morte di Pietro, quando erano tutti affiliati al clan Di Lauro. Ma di nascosto da Paolo Di Lauro, rifornivano di cocaina una famiglia malavitosa calabrese che opera a Milano, che si chiama Mammoliti… Non so quanto guadagnassero i soci a testa. Per certo posso dire che una volta mio cognato Cesare Pagano disse che per ogni carico ogni quota era di cinque-sei milioni di euro. Nel 2006 e nel 2008 ci sono stati due carichi di cocaina, partiti dalla Colombia e arrivati a Napoli attraverso l’Africa. Ognuno bastava a soddisfare le esigenze del mercato per circa sei-sette mesi. Prima della cattura di mio cognato, il clan rimase senza droga e attraverso Imperiale e Mario (Cerrone, ndr) abbiamo caricato cocaina dalla Spagna. In questo caso, si trattava di “carico indiretto”, nel senso che noi rispondevamo soltanto del trasporto, per cui il prezzo era più alto e la quantità minore”.
(fonte il roma)
L'articolo La latitanza d’oro di Imperiale “lelluccio ‘o parente” il narcos di Castellammare ricercato dalla polizia di mezzo mondo sembra essere il primo su Cronache della Campania.
Cronaca
Clan Giuliano sequestro beni a Roma
Un patrimonio che ammonta a 100 milioni di euro è stato sequestrato dalla Dia di Roma a cinque persone” responsabili di un vasto sistema di usura e gioco d’azzardo sul litorale romano, in particolare a Ladispoli dove i cinque risiedono. Alcuni di questi, già arrestati in un’operazione della Dia del giugno scorso, risulterebbero vicini al clan Giuliano di Napoli. Tra i beni sequestrati 60 immobili di pregio, 11 società, 200 rapporti bancari, 20 veicoli e 10 terreni agricoli”
L'articolo Clan Giuliano sequestro beni a Roma sembra essere il primo su Cronache della Campania.
Cronaca
Morte Aldo Gionta: stamane la denuncia dei familiari. Tre medici indagati
Stamane la famiglia Gionta , attraverso i propri legali Giovanni Tortora e Gaetano Rapacciuolo, presenterà la denuncia ai carabinieri per omicidio colposo per la morte di Aldo Gionta. Il 47enne, cugino omonimo del più noto boss poeta di Torre Annunziata e nipote del capoclan Valentino, è deceduto venerdì mattina all’ospedale Sant’Anna di Boscotrecase prima di essere sottoposto ad un intervento chirurgico alla gamba e subito dopo essere stato sottoposto ad un’anestesia spinale. Sono intanto tre i medici indagati per la sua morte di Aldo Gionta. Il pm Silvio Pavia della Procura di Torre Annunziata che sta coordinando le indagini ha ritenuto non opportuno inviare l’avviso di garanzia anche ai due infermieri presenti in sala operatoria al momento della tragedia. L’autopsia intanto è slittata a giovedì.Nel frattempo, ieri mattina anche l’Asl Napoli 3 Sud ha nominato un proprio difensore. La stessa Asl non ha escluso che possa essere aperta un’inchiesta interna, parallela a quella della magistratura.
L'articolo Morte Aldo Gionta: stamane la denuncia dei familiari. Tre medici indagati sembra essere il primo su Cronache della Campania.
Cronaca
Contrabbando di gasolio per un milione di euro: tre arresti, due sono di Pomigliano
Blitz delle Fiamme Gialle tra Ponticelli, Afragola e Pomigliano d’Arco: la Guardia di Finanza ha sequestrato un’autocisterna con all’interno 35mila litri di gasolio di contrabbando e proveniente dall’Est Europa. Tre persone sono finite in carcere: si tratta dell’autista del mezzo pesante, il 45enne Giuseppe Vitiello, il proprietario dello stesso tir, Vincenzo De Blasio, 40enne sempre di Pomigliano, ed il titolare di un’area di servizio di via Argine, nel quartiere napoletano di Ponticelli, il 32enne, Dario Figliolia.
Inoltre è stato denunciato a piede libero S. C.. 47enne di Afragola, titolare di un deposito in cui sono svolte le operazione di carico del carburante illegale. La Guardia di Finanza ha seguito l’autobotte uscita dal capannone fino a quando è entrata nell’area di servizio di Napoli Est. Qui sono intervenuti, fermando naturalmente le attività. Il valore complessivo del combustibile intercettato è pari a circa un milione di euro, inoltre è risultato essere danno per i veicoli.
Per i primi tre, il magistrato ha disposto gli arresti nel carcere di Poggioreale, in attesa dell’udienza di convalida. Nel pomeriggio di ieri, una pattuglia della compagnia della guardia di finanza di Afragola, diretta dal capitano Dario Gravina, ha intercettato il pesante autoarticolato, contrassegnato dal segnale “trasporto carburante” mentre usciva da un deposito di via Cinque Vie. I militari che erano a bordo di un’auto civetta, hanno seguito l’automezzo fino all’area di servizio di via Argine dove sono intervenuti. Il carburante, di provenienza dall’est europeo, ad una prima analisi è risultato troppo ricco di zolfo, tipica del gasolio contraffatto. Per questo, le quattro persone coinvolte rischiano anche una denuncia per falsificazione. Le fiamme gialle hanno sequestrato il deposito di Afragola, l’area di servizio di via Argine e l’autoarticolato, per un valore complessivo di oltre un milione di euro.
L'articolo Contrabbando di gasolio per un milione di euro: tre arresti, due sono di Pomigliano sembra essere il primo su Cronache della Campania.
Cronaca
Napoli, uomo si barrica nel negozio per evitare lo sfratto
Un uomo si è barricato nel suo negozio per evitare lo sfratto esecutivo, minacciando di togliersi la vita e chiedendo un incontro con i padri francescani, proprietari dell’immobile. “Non è una protesta, è un atto di disperazione”, spiega Fernando, il figlio di Giovanni Carretta, titolare di un negozio di abbigliamento maschile in corso Umberto. Fernando racconta la storia del papà e della sua famiglia che quel negozio lo gestisce da 60anni. “Abbiamo sempre pagato, siamo brava gente ma la crisi ha spezzato le gambe anche a noi – dice – Fernando – il costo dell’affitto poi è salito alle stelle: dai due milioni delle vecchie lire a seimila euro. Mio padre pagava non tutto ma una parte la pagava. Con questa crisi come si può pagare un fitto così tanto alto? Abbiamo cercato di spiegarlo ai francescani ma non hanno voluto sentire storie”. E così oggi è arrivato il giorno dello sfratto esecutivo. “Grazie a questo negozio vive una intera famiglia: mio padre, mia madre, mio fratello ed una mia sorella divorziata con due bimbi. E poi ci sono io che ho solo un lavoro part time da 700 euro al mese – racconta ancora Fernando – Ad oggi l’unico stipendio a disposizione di tutta la famiglia. Già il 23 dicembre scorso mio padre venne a casa e ci disse di non sentirsi più un uomo. Scomparve per ore e poi lo ritrovammo barricato nel negozio. Å disperato, vuole uccidersi. L’unica cosa che chiede è di incontrare i padri francescani per provare a trovare un accordo”.”Abbiamo già avuto modo di parlare oggi con la famiglia Carretta, con la quale ci incontreremo domani per individuare una soluzione condivisa”. Lo ha detto Pietro Russo, presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia della provincia di Napoli, commentando il gesto di Giovanni Carretta, titolare di un negozio di abbigliamento maschile in corso Umberto, che si è barricato nella bottega per evitare lo sfratto esecutivo, minacciando il suicidio. “Speriamo di riuscire a convincere i padri francescani, proprietari dell’immobile, a trovare una mediazione. Una soluzione – continua Russo – potrebbe essere quella di individuare nuove linee di credito per evitare un gesto estremo e la chiusura dell’ennesimo negozio storico per la nostra città. Sarebbe fondamentale promuovere l’espansione del credito agevolato tramite i consorzi fidi, i quali si sono dimostrati finora l’unico strumento efficace per dare respiro finanziario alle pmi”.
L'articolo Napoli, uomo si barrica nel negozio per evitare lo sfratto sembra essere il primo su Cronache della Campania.
Cronaca
Terzigno: chiederà lo sconto di pena, l’assassino di Enza Avino
Terzigno. Chiederà lo sconto di pena, l’assassino di Enza Avino, uccisa il 14 settembre dello scorso anno a Terzigno. Nunzio Annunziata, il 37enne, per il quale la Procura di Nola aveva chiesto e ottenuto il giudizio immediato sarà processato dal Gup del Tribunale volano. Ieri mattina, i legali – Giovanni Tortora e Maddalena Nappo – hanno sollevato un’eccezione dinanzi ai giudici della Corte d’Assise di Napoli e il processo è ritornato nella fase delle indagini preliminari. Nullo il giudizio immediato. Il pm dovrà dunque riformulare l’avviso di conclusione delle indagini e la richiesta di rinvio a giudizio. Tempi strettissimi, anche in virtù del fatto che è fissato il 16 marzo prossimo – dinanzi alla Corte di Cassazione – il ricorso per l’annullamento dell’ordinanza cautelare a carico di Annunziata. Nel caso in cui l’istanza difensiva fosse accolta, il killer di Enza Avino tornerebbe libero, in attesa del processo. Nunzio Annunziata, ex militare, trucidò la donna per strada dopo che il loro rapporto era finito malamente. A carico dell’omicida c’erano già delle denunce per stalking, ma il 14 settembre scorso, Annunziata sparò contro la povera Enza uccidendola per strada. Poi scappò e fu arrestato il giorno seguente a Poggiomarino mentre tentava di nascondersi nei pressi di una scuola.
L'articolo Terzigno: chiederà lo sconto di pena, l’assassino di Enza Avino sembra essere il primo su Cronache della Campania.
Cronaca
Rapina ad autotrasportatore: 4 arresti dei carabinieri di Nola
I quattro autori di una rapina ad un autotrasportatore, portata a termine ad Arpino di Casoria il 9 novembre scorso sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Nola nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord. L’ordinanza costituisce l’esito di un’indagine avviata a seguito del ritrovamento a Saviano, nel Napoletano, all’interno di un capannone industriale in disuso, di un container carico di merce provento della rapina. Le indagini condotte dai carabinieri hanno consentito di individuare tutti i componenti del gruppo criminale, ripresi da un impianto di videosorveglianza installato lungo l’itinerario da percorrere per raggiungere il luogo di occultamento della refurtiva. A poche centinaia di metri era stata abbandonata la motrice del tir, obiettivo della rapina. Alcuni dei quattro sono autori materiali, altri hanno svolto compiti di natura logistica.
L'articolo Rapina ad autotrasportatore: 4 arresti dei carabinieri di Nola sembra essere il primo su Cronache della Campania.
Cronaca
Pianura chiede aiuto in commissariato
Una ragazza di quindici anni si è rifugiata all’interno del Commissariato di zona per chiedere aiuto. La ragazza dopo aver ricevuto percosse brutali in tutto il corpo da parte del fratello, ha chiesto aiuto al commissariato di polizia di Pianura dove ha trovato rifugio. “La minorenne ha raccontato agli uomini guidati dal vice questore Giuseppe Pastore di essere stata picchiata ripetutamente dal fratello che le ha sottratto il cellulare per evitare che lei potesse avvertire la polizia e l’ha poi inseguita per strada. Ma la ragazza è riuscita a darle la forza di raggiungere il commissariato di Polizia dove sono scattati immediatamente i soccorsi e le indagini. La minore è attualmente ricoverata all’ospedale San Paolo dovei sanitari stano effettuando i dovuti accertamenti per stabilire la gravità dei politraumi e del colpo ricevuto alla testa, dal momento che è stata colpita con una mazza di ferro anche sul capo”
L'articolo Pianura chiede aiuto in commissariato sembra essere il primo su Cronache della Campania.
Cronaca
Cinquantenne trovata morta in casa è giallo a Napoli
Saranno le indagini a stabilire le cause della morte di una donna di cinquant’anni di cui da giorni non si avevano notizie. Il cadavere è stato ritrovato all’interno di un’abitazione a Posillipo nel cuore della Napoli bene “Da alcuni giorni non si avevano sue notizie. Non rispondeva al telefono e non apriva la porta di casa” La donna è stata trovata morta a causa di una ferita di arma da fuoco. I primi ad accorrere in via Posillipo sono stati i vigili del fuoco che hanno sfondato la porta dell’appartamento, all’interno di un parco privato del quartiere, e successivamente sono intervenuti i mezzi di soccorso del 118, “che non hanno potuto far altro che constatare il decesso, la polizia ed il magistrato di turno. E’ stata anche ritrovata una pistola ad uso sportivo, presumibilmente potrebbe essere l’arma con la quale la donna avrebbe potuto togliersi la vita ma cosa sia successo all’interno della mura casalinghe è ancora da ricostruire ed al vaglio delle forze di polizia e del magistrato che stanno procedendo agli accertamenti”.
L'articolo Cinquantenne trovata morta in casa è giallo a Napoli sembra essere il primo su Cronache della Campania.
Cronaca
***Flash News*** Evasi da Rebibbia. E’ caccia all’uomo
Intorno alle 18.30 di oggi pomeriggio, i due malviventi, di nazionalità romena, hanno segato le sbarre di una finestra del magazzino dove si trovavano come “lavoranti”. Scavalcato il muro di recinsione, hanno poi guadagnato la libertà. Secondo i primi rilievi ed alcune testimonianze i due si sono diretti sulla via Tirburtina. Chiunque li avvisti è pregato di contattare immediatamente le forze dell’ordine. Si consiglia di non cercare di bloccarli, sono pericolosi e senza scrupoli. Uno dei due stava scontando una condanna per omicidio.
L'articolo ***Flash News*** Evasi da Rebibbia. E’ caccia all’uomo sembra essere il primo su Cronache della Campania.
Cronaca
Piano di Sorrento, ha perseguitato la ex per sei mesi: arrestato
Ha perseguitato per mesi la ex che alla fine si è rivolta alle autorità e lo ha denunciato. E’ accaduto a Piano di Sorrento, in provincia di Napoli. Tutto è iniziato lo scorso agosto quando la donna ha deciso di lasciarlo e tornare nell’abitazione dei genitori insieme alla figlia avuta con l’uomo, di soli 3 anni. Ma la scelta scatena nell’ex un profondo rancore verso la donna e la sua famiglia, che vengono quotidianamente minacciati e insultati, sia di persona che con sms.La donna non ha tregua: una notte il suo ex entra in casa attraverso una finestra aperta, lei chiude a chiave nella stanza da letto ma lui con un calcio apre la porta e con tono minaccioso la minaccia e la incolpa dell’interruzione della storia. Poi torna alla carica, bussa ripetutamente al citofono, avvicina la madre, si presenta ancora sotto casa fino a tarda sera davanti all’abitazione inviando sms, e facendo squillare di continuo il telefono. Successivamente entra nel negozio dove la donna lavora con la scusa di voler acquistare capi di abbigliamento ma resosi conto della poca disponibilità al dialogo comincia di nuovo con atteggiamenti minacciosi e violenti, strattonando e minacciando la ex. Alla persecuzione hanno posto fine i carabinieri della stazione di Piano di Sorrento, che hanno arrestato il 24enne, un muratore di Sorrento. Il giovane è stato arrestato per atti persecutori ai danni dalla sua ex ed è stato sottoposto ai domiciliari.
L'articolo Piano di Sorrento, ha perseguitato la ex per sei mesi: arrestato sembra essere il primo su Cronache della Campania.
Ultime News
Ultime Notizie
Campi Flegrei, la priorità è il ritorno degli sfollati nelle proprie case
A seguito della scossa di terremoto che ha colpito i Campi Flegrei il 31...
Ultime Notizie
Ischia, il resort abusivo nascosto tra gli scogli e in un’area a rischio frana
Barano d’Ischia – Nemmeno il ricordo ancora fresco delle tragiche colate di fango è...
Ultime Notizie
Vesuvio, il crollo dell’Occhio del Diavolo: il ‘dispiacere’ social
Napoli – Il Vesuvio perde uno dei suoi elementi più caratteristici. L’«Occhio del Diavolo»,...
Ultime Notizie
Napoli, il baby truffatore a 13 anni reclutato dai clan
Napoli – Un padre in galera, una madre lontana e un’infanzia bruciata prima ancora...
