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Un uomo è stato ucciso in un bar di Calvizzano, in provincia di Napoli. L’omicidio è avvenuto in via Pietro Nenni. Sul fatto indagano i carabinieri. L’uomo si chiama Ferdinando Pecchia, ha 39 anni ed è padre di tre figli. Pecchia faceva l’idraulico ed era incensurato. Stava giocando ad una slot machine Ferdinando Pecchia. Secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri, una persona è entrata all’interno del locale ed ha sparato contro Pecchia almeno quattro colpi di arma da fuoco. L’uomo è morto all’ istante. E’ verosimile che al momento dell’agguato ci potessero essere anche altre persone all’interno del bar. La modalità è quella di un agguato ma la vittima, Ferdinando Pecchia, quarantenne, al momento risulta incensurato. E’ per questo che gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi: eventuali collegamenti con la criminalità organizzata ma anche fatti relativi alla vita privata. Probabilmente al momento dell’agguato erano presenti nel bar, dove Pecchia stava ..
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Si indaga sulla vita privata di Ferdinando Pellecchia per dare una spiegazione e un movente a un omicidio dalla tipica esecuzione camorristica ma che che ha lasciato tutti attoniti a Calvizzano dove la vittima, un artigiano incensurato era molto conosciuto. Un matrimonio finito con la moglie dalla quale ha avuto tre figli, un lavoro con una propria ditta e soprattutto tanta famiglia e lavoro. Questo era Ferdinando ucciso come un boss alle 20 di ieri sera da un killer solitario entrato con il volto coperto da un casco integrale nel bar Rumba di via Pietro Nenni. Quattro colpi tutti andati a segno verso Ferdinando che stav giocando alle slot machine e poi la fuga all’esterno in sella ad un motorino con alla guida un complice all’esterno che lo attendeva. Dovranno essere le immagini della video sorveglianza del bar a dare un impulso alle indagini dei carabinieri della compagnia di Giugliano. Dal casco e dall’abbigliamento del killer si spera di ricavarne qualcos..
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Nonostante fossero agli arresti domiciliari per droga i Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore li hanno sorpresi più volte in violazione delle prescrizioni e dopo aver segnalato la cosa alla Procura di Nocera stamane è arrivata la misura cautelare e i due sono stati arrestati e portati nel carcere di Fuorni. Si tratta di Alfonso Pepe di 37anni e d el 23enne Carmine Fortino, entrambi paganesi.
Pagani, pusher incalliti violano i domiciliari per spacciare: in manette Alfonso Pepe e Carmine Fortino
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Relazioni pericolose. Si sintetizza così lo scenario dietro il quale si cela il movente del delitto dell’idraulico incensurato Ferdinando Pecchia, ucciso come un boss domenica sera dentro a un bar di Calvizzano mentre giocava alle slot machine. Due piste che si intrecciano l’uno con l’atra seguite dai carabinieri della compagni a di Giugliano e coordinati dalla Dda di Napoli. L’omicidio Pecchia potrebbe essere maturato in un contesto di guerra di camorra dell’Area Nord di Napoli nonostante la vittima fosse incensurata. Secondo le indiscrezioni raccolte in paese dagli investigatori Pecchia, (che era separato dalla moglie dalla quale aveva avuto tre figli) aveva una relazione con una ventenne imparentata con personaggi di spicco dei clan della vicina Marano. E non è tutto perché i alcune informative l’uomo risulta segnalato in compagnia di persone legate al clan degli Amato-Pagano. Persone probabilmente conosciute al bar o per motivi di lavoro. Addirittura il ra..
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“Ti sto facendo un piacere, non un’estorsione”: con queste parole un uomo di 44 anni, fermato dagli agenti del commissariato Torre del Greco guidati dal primo dirigente Davide Della Cioppa, si è rivolto a un negoziante della città, che più volte si era rifiutato di pagare il pizzo. L’uomo, soprannominato “bora bora”, è ritenuto dagli inquirenti affiliato al clan Falanga ed è accusato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso; ha tentato in più occasioni di farsi consegnare il denaro dal commerciante e le sue visite alla vittima sono state anche accompagnate da minacce e aggressioni fisiche. Di fronte alla resistenza del negoziante, il 44enne, che si è presentato come emissario di una persona “delle palazzine” (le cosiddette palazzine di San Antonio di Torre del Greco, ritenute roccaforte del clan Falanga, ndr) è diventato anche più aggressivo: “adesso mi sono scocciato, smetto di fare il muratore e faccio il malavitoso, ti faccio saltare il negozio”. ..