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Cronaca Giudiziaria

Aggressione in aula a Trieste: un militare tenta di pugnale l’ex compagna dopo la condanna per lesioni

Attacco all’interno del tribunale: un momento di terrore a Trieste Un’aggressione drammatica ha interrotto la routine di un’aula di tribunale a Trieste, trasformando un processo penale in un palcoscenico di violenza. L’episodio, che ha visto coinvolto…

Aggressione in aula a Trieste: un militare tenta di pugnale l’ex compagna dopo la condanna per lesioni

Attacco all’interno del tribunale: un momento di terrore a Trieste

Un’aggressione drammatica ha interrotto la routine di un’aula di tribunale a Trieste, trasformando un processo penale in un palcoscenico di violenza. L’episodio, che ha visto coinvolto un militare di 40 anni, Agostino Di Novo, avvenuto subito dopo la lettura della sentenza, ha sollevato interrogativi sulla protezione delle vittime in sedi giudiziarie.

Di Novo, già condannato a sei mesi di reclusione con pena sospesa per lesioni nei confronti della sua ex compagna di 35 anni, non ha esitato a colpirla con un oggetto appuntito al momento della sentenza. L’attacco è avvenuto in presenza di numerosi testimoni, tra cui un carabiniere e un poliziotto, che si sono trovati nella sala per altri motivi, e che hanno prontamente immobilizzato l’aggressore.

Dopo il violento assalto, la vittima, ferita al collo e a una gamba, è stata assistita da un team del Sores e trasportata d’urgenza all’ospedale. Nel frattempo, una dipendente del tribunale si è adoperata per mettere in sicurezza la donna, rifugiandola in una camera di consiglio e chiudendo la porta a chiave per proteggerla dall’aggressore.

Le autorità non hanno tardato a reagire, con il pubblico ministero Giorgio Milillo che ha avviato un procedimento per tentato omicidio. L’aggressione, già precedentemente preannunciata da episodi di violenza domestica — in cui Di Novo aveva già cercato di cacciare la donna di casa — mette in evidenza una preoccupante lacuna nel sistema di sicurezza delle aule giudiziarie.

Questo evento ha suscitato forti reazioni nell’opinione pubblica locale, rimettendo in discussione la prevenzione di atti violenti in contesti così vulnerabili. In un momento in cui è fondamentale tutelare le vittime di abusi, emerge l’urgenza di misure più incisive per garantire la sicurezza all’interno delle istituzioni giudiziarie, affinché nuove tragedie non abbiano a ripetersi.

La sicurezza nei tribunali deve diventare una priorità, affinché questi luoghi di giustizia non si trasformino in teatri di violenza.

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