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Cronaca Giudiziaria
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Ponticelli, agguato mortale: il cugino di Fabio Ascione immortalato mentre passa la pistola al killer
Napoli: Emergenza di Dettagli sull'Omicidio di Fabio Ascione
Il 7 aprile scorso, Fabio Ascione, ventenne, è deceduto all’alba presso l’ospedale Villa Betania, risultando vittima di un agguato che ha suscitato l'interesse degli inquirenti. Le indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Napoli-Poggioreale, sotto il...
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Clan Moccia in Toscana: finte prestazioni per estorcere denaro agli imprenditori
Firenze, estorsioni su cantieri: il clan Moccia coinvolto in un nuovo sistema illecito
Nei giorni scorsi, la Procura di Firenze ha portato alla luce un'importante indagine, denominata "Contractus", che ha portato all'arresto di dieci persone legate al clan Moccia, noto sodalizio criminale di Afragola. L'operazione,...
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Carcere duro per il boss del Vomero, Luigi Cimmino
CronachedellaCampania.it
Carcere duro per il boss del Vomero, Luigi Cimmino. Lo ha chiesto e ottenuto la Dda di Napoli perchè ritiene il capoclan capace di impartire ordini ai suoi affiliati anche dal carcere. Cimmino è detenuto ora in isolamento nel carcere torinese di Opera per lui un solo colloquio al mese e contatti limitati anche all’interno del mondo carcerario.Il boss del Vomero fu arrestato il 5 marzo scorso a Chioggia nel Veneto dove si era nascosto in seguito alla clamorosa scarcerazione del mese di agosto del 2015 decisa dal Riesame dopo il blitz ai danni del suo clan per le estorsioni sui cantieri della Tangenziale e della ristrutturazione dell’ospedale Cardarelli.
Carcere duro per il boss del Vomero, Luigi Cimmino
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ESCLUSIVA. Il racconto integrale dell’omicidio Tommasino. “Quel giorno dovevamo sparare anche al fratello di Pupetta Maresca”
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“Prima dell’omicidio di Tommasino, avevo parlato del parcheggio di Passarelli a Vico Equense con Liberato Paturzo il quale mi aveva detto che quelli di Pimonte (cioè i Di Martino) erano andati a cercare l’estorsione su quel parcheggio e che l’imprenditore si era lamentato con lui”. E’ Renato Cavaliere che parla. E’ il killer pentito del consigliere comunale del Pd di Castellammare di Stabia ucciso il pomeriggio del 3 febbraio del 2009. Parla con il pm Claudio Siragusa della Dda di Napoli titolare delle inchieste sul clan D’Alessandro e sulla camorra della zona stabiese. Le sue prime dichiarazioni (novanta pagine di verbali ricche di omissis) sono state depositate agli atti del processo bis in Corte d’Assise d’Appello iniziato la scorsa settimana dopo che la Cassazione ha annullato l’ergastolo per lui e per l’altro killer Catello Romano (l’unico non pentito dei quattro del commando).
IL MOVENTE DELL’OMICIDIO
Racconta ancora Cavaliere: “Belviso Salvatore prima..
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Droga tra Napoli e Roma, arrestato a Orvieto l’uomo sfuggito all’operazione Bolero
CronachedellaCampania.it
Roma/Napoli. Era uno dei 25 destinatari dei provvedimenti restrittivi, per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, firmati lo scorso marzo dai gip di Roma e Rieti nell’ambito di un’inchiesta della Dda, un 39enne di origini italiane, ma nato in Germania, arrestato dalla polizia stradale di Orvieto lungo l’A1. L’uomo – in base a quanto riferito – è stato bloccato nei pressi del casello della cittadina umbra, a bordo di una Volkswagen con targa tedesca che procedeva in direzione sud. Era in compagnia di un’altra persona risultata estranea ai fatti contestati. Il 39enne – che si trova ora nel carcere di Terni – era riuscito a sottrarsi, insieme ad altre due persone, all’operazione “Bolero”, fatta scattare il 3 marzo scorso dai carabinieri di Poggio Mirteto (Roma). L’indagine, partita dalla zona della Sabina, ha fatto emergere la presenza di un’organizzazione ritenuta dedita al traffico e allo spaccio di ingenti quantità di hascisc e cocaina, co..
Cronaca
Bimbi in schiavitù costretti a chiedere l’elemosina in tutto l’Agro: tre rom alla sbarra
CronachedellaCampania.it
Tratta di persone e riduzione in schiavitù: processo i tre rumeni che portavo connazionali in Italia tenendoli come schiavi e sfruttarli come mendicanti. Il pm Rocco Alfano ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per Zoltan Kozak, 48 anni, Mihaly Matyas, detto Miu, di 22 anni e Cornel Comaniciu, 56 anni, difesi dagli avvocati Giovanni Conte e Antonio De Donato. I tre con base in un campo nomadi a Nocera dovranno comparire a settembre prossimo dinanzi ai giudici del tribunale di Nocera Inferiore come stabilito dal gip Pietro Indinnimeo. Furono arrestati dai carabinieri del reparto territoriale di Nocera per aver fatto arrivare clandestinamente in Italia 32 persone, di cui due minori (alcuni dei quali affetti da menomazioni e disabilità fisiche e alloggiati nel campo nomadi) costretti a mendicare nei pressi di supermercati, chiese e incroci semaforici dell’Agro e della provincia e a consegnare il denaro ottenuto ai membri dell’organizzazione subendo violenze..
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San Giovanni a Teduccio: gli spari dovevano colpire la casa del boss Ciro Rinaldi ma il commando ha sbagliato bersaglio
CronachedellaCampania.it
E’ stata una vera e propria dichiarazione di guerra la sparatoria dell’altra notte in via Sorrento a San Giovanni a Teduccio. Gli autori del raid infatti hanno commesso un clamoroso errore ma il segnale è arrivato lo stesso. Gli spari hanno colpito per sbaglio l’abitazione di una donna incensurata ma il vero obiettivo erano il balcone e le finestre della casa del boss Ciro Rinaldi detto “May way” che abita nell’appartamento sopra a quello colpito dal commando. Per gli investigatori si tratterebbe della risposta degli uomini del Mazzarella-D’Amico alla sparatoria della mercoledì notte contro i balconi di due abitazioni contigue sul corso San Giovanni a Teduccio in cui abitano Giuseppe Di Carluccio e Pasquale Troise, due pusher legati al boss Salvatore D’Amico ‘o pirata. E quel raid sarebbe opera dei Reale-Rinaldi-Formicola.La sparatoria è avvenuta quindici minuti dopo la mezzanotte. sarebbero arrivati in due in sella ad uno scooter e hanno fuoco all’impazzata ..
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Castellammare: alla vigilia del voto tremano gli “omissis” del pentito Cavaliere
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Castellammare trema, trema la politica, tremano i commercianti, tremano gli imprenditori,tremano i professionisti colletti bianchi, tremano quelli insospettabili che hanno fatto da “money laundry” ovvero da lavanderia dei soldi sporchi del clan. Tutti sapevano che le dichiarazioni di Renato Cavaliere sarebbero state esplosive. Il killer pentito che fece fuoco contro il consigliere del pd, Gino Tommasino, è depositario di molti segreti del clan. O meglio “dei segreti” della cosca di Scanzano perché ha vissuto per oltre un decennio a stretto contatto a Partoria con la famiglia D’Alessandro. Lui che era originario di Gragnano, si è trasferito nella roccaforte del clan e si è spostato con una parente. E’ diventato l’ombra di Vincenzo D’Alessandro, che nel frattempo era diventato il reggente del clan, dopo gli arresti dei suoi fratelli e degli altri vertici negli anni passati. E in questa veste ha ricevuto la fiducia della famiglia, lui e la moglie e sono diventati..
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Svolta nell’omicidio Zito: fu ucciso da un 16enne per gelosia. E’ parente del boss Giannelli
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Non fu un omicidio di camorra come aveva sempre sostenuto la famiglia della vittima. E oggi la polizia ha arrestato l’assassino di Pasquale Zito il giovane di 22 anni ucciso il 4 febbraio scorso in via Maiuri a Bagnoli. Si tratta del 16enne D.I che uccise il ragazzo per gelosia. Geloso di un ragazzo più grande che corteggiava la sua fidanzatina. Questo il risultato delle indagini sull’omicidio di punire Pasquale Zito, 22 anni, ferito mortalmente il 4 febbraio scorso a Napoli mentre era a bordo della sua auto Audi A1. Era ‘colpevole’ di aver tentato avance con la fidanzatina di D.I., 16 anni, adesso arrestato dalla polizia su mandato del gip del tribunale dei minori di Napoli che gli contesta i reati di omicidio, detenzione e porto in luogo pubblico di armi da sparo. Contro Zito, D.I. ha sparato almeno dieci colpi con pistola automatica calibro 9×21.Il minorenne arrestato oggi dalla Squadra Mobile di Napoli (coordinata dal primo dirigente Fausto Lamparelli) è f..
Cronaca
Castellammare, omicidio Tommasino, il pentito Cavaliere racconta: “Il boss Vincenzo D’Alessandro ci disse che avevamo fatto un casino”
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Renato Cavaliere, il killer pentito del clan D’Alessandro di Castellammare, colui che materialmente uccise il consigliere comunale del Pd stabiese, Gino Tommasino, il pomeriggio del 3 febbraio 2009, ha raccontato agli inquirenti cosa accadde quel giorno e soprattutto che il boss Vincenzo D’Alessandro, il reggente della cosca , disse loro:”…Avete fatto un bel casino con l’omicidio Tommasino”. Ma in un primo interrogatorio datato primo aprile 2015 aveva detto: “…gli ho detto che era stato suo cugino Salvatore Belviso a decidere l’omicidio e lui ha obiettato che certamente non doveva fare tutto quello che decideva il cugino…voleva uccidere me e Raffaele Polito”. Poi Renato Cavaliere ci ha ripensato e ha spiegato nei successivi interrogatori: “…Sono stato io ad andare a Rimini per giustificare l’omicidio di Luigi Tommasino con Enzo D’Alessandro. Lui mi ha chiesto se ero stato io e , dopo aver aver avuto la conferma, ha detto che avevamo fatto un bel casino riferen..
Cronaca
Nocera, omicidio di Dario “Millebolle”: chiesti 21 anni di carcere per Ferraro
CronachedellaCampania.it
Chiesti 21 anni di carcere per l’omicidio di Dario Ferrara “Millebolle” il 18enne tifoso della Nocerina ucciso dal suo amico Francesco Paolo Ferraro, che lo colpì con un casco alla testa al culmine di un litigio. La richiesta è stata avanzata ieri mattina dal pubblico ministero Giuseppe Cacciapuoti della Procura di Nocera al processo che si sta celebrando in Corte d’assise a Salerno. L’assassino è accusato di omicidio volontario, escludendo l’aggravante della premeditazione. La sentenza arriverà ad inizi di giugno. Non è ancora venuto fuori il vero movente della lite. I fatti avvennero il 25 aprile del 2015. In quel pomeriggio Dario e Francesco si trovavano, insieme ad altri amici, davanti al parco “Canzolino” di località Villanova. Lì avvenne il litigio e lì, secondo l’accusa, il diciottenne sarebbe stato colpito a morte. Dario “Millebolle”, come lo avevano soprannominato gli amici, andò subito in coma e morì dopo due giorni di agonia per le lesioni cerebrali..
Cronaca
Ecco come Antonio Iovine ‘o ninno condizionò la lottizzazione dell’area Pip di Aversa
CronachedellaCampania.it
Un imprenditore al carcere, un altro ai domiciliari e un sequestro beni di circa 2 milioni e 500mila euro. È il bilancio di un’operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli nei confronti di due indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, turbata libertà degli incanti aggravati dalla finalità di agevolare il clan dei Casalesi, in merito alla realizzazione dell’area Pip del Comune di Aversa, in provincia di Caserta. Il blitz è stato condotto dai carabinieri del nucleo investigativo di Caserta e dai finanzieri del Gico di Napoli. L’indagine è scaturita dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Antonio Iovine, detto “‘o ninno”, ex primula rossa e boss dei Casalesi, rilasciate sin dal maggio 2014. E poi confermate dalle intercettazioni telefoniche e ambientali ma anche grazie all’acquisizione di documenti presso alcuni enti pubblici come il Comune di Aversa. È stato così possibi..
Cronaca
Boscoreale, gli Aquino-Annunziata avevano reclutato i minori per gestire la piazza di spaccio del Piano Napoli
CronachedellaCampania.it
Ci sono anche sei minorenni tra i destinatari dei 25 provvedimenti restrittivi emessi dal gip della procura di Torre Annunziata dopo indagini dei carabinieri sullo spaccio di droga a Bosco Reale, nel Napoletano, nella zona del cosiddetto Piano Napoli. Le misure cautelari sono state notificate tra Boscoreale, Roma, Napoli, Airola e Carinola. Dei minorenni indagati, due sono finiti in un istituto di pena minorile, tre sono stati collocati in comunità e un altro ha l’obbligo di permanenza in casa. Per quanto riguarda gli altri indagati, tre sono in carcere, 15 hanno un divieto di dimora in Campania e uno ha l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.L’indagine, condotta dai militari della Stazione di Boscoreale dal settembre 2014 al febbraio 2016, ha consentito di documentare oltre 400 episodi di spaccio di droga nel “Piano Napoli” di via Passanti Scafati, area d’influenza del clan camorristico Aquino-Annunziata. Nel corso delle attività investigative so..
Cronaca
Clan Mariano: ecco l’elenco dei 44 rinviati a giudizio
CronachedellaCampania.it
Clan Mariano: in 44 rinviati a giudizio. E’ il gruppo più folto di quelli arresati nel maxi blitz dello scorso anno che hanno chiesto di essere giudicato con rito ordinario. Tutti i componenti della famiglia mariano invece “I picuozzi”dei Quartieri Spagnoli e i loro fedelissimi hanno scelto il rito abbreviato. Per questi ultimi il processo inizierà il 20 giugno. Per quelli che hanno deciso di affrontare il processo invece se ne parlerà il 16 luglio davanti al Collegio C della Terza sezione penale del Tribunale di Napoli. L’accusa per tutti è di estorsioni, traffico di droga, associazione mafiosa e altro. Tra questi ci sono Enrico Ricci e il figlio Gennaro condannati in primo grado a 27 anni di carcere per l’omicidio di Vincenzo Masiello avvenuto nel settembre del 2011. poi c’è il celebre Mario Savio ‘ o bellillo famoso per le apparizioni in tv in cui diceva di essersi redento e invitava il figlio Pietro a non seguire le sue orme: E ancora lo spietato killer A..
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Omicidio Fabio Ascione: vittima avvista il killer al bar prima dello sparo nel drammatico video
Napoli – Due giovani sono stati arrestati per l'omicidio volontario di Fabio Ascione, avvenuto...
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Caserta, l’ispettore antimafia Garofalo implicato in estorsioni: caccia ad altre vittime
Estorsioni nel Casertano: Arrestati un Ispettore di Polizia e un Commercialista
Casaluce, Provincia di Caserta...
