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L’impero di ‘o Rockets svelato dal figlio pentito: i segreti del clan Di Lauro e la rete dei cellulari in cella

Dalle piazze di spaccio gestite da minorenne agli affari condotti in videochiamata dal carcere. Le carte dell'ordinanza cautelare rivelano le confessioni di Pasquale Paolo, figlio del boss Raffaele "'o Rockets". Le sue dichiarazioni hanno permesso agli inquirenti di ricostruire le gerarchie, gli sgarri e...

Piazze di spaccio a Sant’Antimo: arrestati Domenico Ranucci e Michele Cleter per traffico di droga

Napoli, Operazione Antimafia Disarticola Due Gruppi di Spaccio Un'importante operazione condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, sulla base del coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ha portato alla disarticolazione di due sodalizi attivi nel traffico di sostanze stupefacenti nell'area nord...

Succede anche

Omicidio a Calvizzano: uomo ucciso dentro al bar

CronachedellaCampania.it Un uomo è stato ucciso in un bar di Calvizzano, in provincia di Napoli. L’omicidio è avvenuto in via Pietro Nenni. Sul fatto indagano i carabinieri. L’uomo si chiama Ferdinando Pecchia, ha 39 anni ed è padre di tre figli. Pecchia faceva l’idraulico ed era incensurato. Stava giocando ad una slot machine Ferdinando Pecchia. Secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri, una persona è entrata all’interno del locale ed ha sparato contro Pecchia almeno quattro colpi di arma da fuoco. L’uomo è morto all’ istante. E’ verosimile che al momento dell’agguato ci potessero essere anche altre persone all’interno del bar. La modalità è quella di un agguato ma la vittima, Ferdinando Pecchia, quarantenne, al momento risulta incensurato. E’ per questo che gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi: eventuali collegamenti con la criminalità organizzata ma anche fatti relativi alla vita privata. Probabilmente al momento dell’agguato erano presenti nel bar, dove Pecchia stava ..

Calvizzano: Si indaga sulla vita privata di Pecchia. Il ricordo del figlio su facebook

CronachedellaCampania.it Si indaga sulla vita privata di Ferdinando Pellecchia per dare una spiegazione e un movente a un omicidio dalla tipica esecuzione camorristica ma che che ha lasciato tutti attoniti a Calvizzano dove la vittima, un artigiano incensurato era molto conosciuto. Un matrimonio finito con la moglie dalla quale ha avuto tre figli, un lavoro con una propria ditta e soprattutto tanta famiglia e lavoro. Questo era Ferdinando ucciso come un boss alle 20 di ieri sera da un killer solitario entrato con il volto coperto da un casco integrale nel bar Rumba di via Pietro Nenni. Quattro colpi tutti andati a segno verso Ferdinando che stav giocando alle slot machine e poi la fuga all’esterno in sella ad un motorino con alla guida un complice all’esterno che lo attendeva. Dovranno essere le immagini della video sorveglianza del bar a dare un impulso alle indagini dei carabinieri della compagnia di Giugliano. Dal casco e dall’abbigliamento del killer si spera di ricavarne qualcos..

Pagani, pusher incalliti violano i domiciliari per spacciare: in manette Alfonso Pepe e Carmine Fortino

CronachedellaCampania.it Nonostante fossero agli arresti domiciliari per droga i Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore li hanno sorpresi più volte in violazione delle prescrizioni e dopo aver segnalato la cosa alla Procura di Nocera stamane è arrivata la misura cautelare e i due sono stati arrestati e portati nel carcere di Fuorni. Si tratta di Alfonso Pepe di 37anni e d el 23enne Carmine Fortino, entrambi paganesi. Pagani, pusher incalliti violano i domiciliari per spacciare: in manette Alfonso Pepe e Carmine Fortino Copyright@2016 CronachedellaCampania.it

Due piste per l’omicidio dell’idraulico incensurato: una relazione “sbagliata” con una 20enne e la frequentazione degli “Scissionisti”

CronachedellaCampania.it Relazioni pericolose. Si sintetizza così lo scenario dietro il quale si cela il movente del delitto dell’idraulico incensurato Ferdinando Pecchia, ucciso come un boss domenica sera dentro a un bar di Calvizzano mentre giocava alle slot machine. Due piste che si intrecciano l’uno con l’atra seguite dai carabinieri della compagni a di Giugliano e coordinati dalla Dda di Napoli. L’omicidio Pecchia potrebbe essere maturato in un contesto di guerra di camorra dell’Area Nord di Napoli nonostante la vittima fosse incensurata. Secondo le indiscrezioni raccolte in paese dagli investigatori Pecchia, (che era separato dalla moglie dalla quale aveva avuto tre figli) aveva una relazione con una ventenne imparentata con personaggi di spicco dei clan della vicina Marano. E non è tutto perché i alcune informative l’uomo risulta segnalato in compagnia di persone legate al clan degli Amato-Pagano. Persone probabilmente conosciute al bar o per motivi di lavoro. Addirittura il ra..

Torre del Greco, “Ti sto facendo un piacere, non un’estorsione”: preso uomo dei Falanga

CronachedellaCampania.it “Ti sto facendo un piacere, non un’estorsione”: con queste parole un uomo di 44 anni, fermato dagli agenti del commissariato Torre del Greco guidati dal primo dirigente Davide Della Cioppa, si è rivolto a un negoziante della città, che più volte si era rifiutato di pagare il pizzo. L’uomo, soprannominato “bora bora”, è ritenuto dagli inquirenti affiliato al clan Falanga ed è accusato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso; ha tentato in più occasioni di farsi consegnare il denaro dal commerciante e le sue visite alla vittima sono state anche accompagnate da minacce e aggressioni fisiche. Di fronte alla resistenza del negoziante, il 44enne, che si è presentato come emissario di una persona “delle palazzine” (le cosiddette palazzine di San Antonio di Torre del Greco, ritenute roccaforte del clan Falanga, ndr) è diventato anche più aggressivo: “adesso mi sono scocciato, smetto di fare il muratore e faccio il malavitoso, ti faccio saltare il negozio”. ..

L’assassino della piccola Fortuna ingerisce una lametta in carcere

CronachedellaCampania.it Raimondo Caputo, l’uomo arrestato per l’omicidio della piccola Fortuna Loffredo, ha tentato il suicidio nel carcere di Poggioreale a Napoli. Caputo avrebbe tentato di ingerire una lametta; curato nell’infermeria del carcere, non è in pericolo di vita. I familiari dell’uomo, che si erano recati questa mattina al carcere per incontrarlo nell’orario visite, hanno dovuto rinunciare al colloquio dopo aver appreso che Caputo si trovava in infermeria e hanno lasciato il penitenziario dopo aver avuto rassicurazioni sulle sue condizioni. Anche la sua compagna, Marianna Fabozzi, detenuta nel carcere femminile di Pozzuoli, lo scorso 19 maggio ha tentato il suicidio. La donna ha tentato di togliersi la vita poco dopo aver assistito all’incidente probatorio ad Aversa (Caserta) nel corso del quale sono state ascoltate le sue tre figlie, che hanno confermato le accuse rivolte a Caputo in merito all’omicidio di Fortuna e alle violenze sessuali nei loro confronti e nei confron..

Torre Annunziata, minacciò la moglie sparando in aria: arrestato Ciro Ruocco

CronachedellaCampania.it I poliziotti del commissariato di Torre Annunziata, questa mattina, hanno arrestato Ciro Ruocco di 23anni, in esecuzione dell’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere emessa ieri dal tribunale di Torre Annunziata perché indagato per porto e detenzione di arma comune da sparo, minaccia grave e per aver violato il provvedimento di Daspo. Il provvedimento restrittivo è scattato a seguito di accurate indagini scaturite dalla denuncia della moglie che, qualche mese fa, era stata minacciata con l’esplosione di alcuni colpi d’arma da fuoco da parte del marito a scopo intimidatorio.Qualche giorno fa l’episodio si è ripetuto. La donna, tra l’altro con gravi problemi di salute, mentre era in compagnia di alcuni familiari è stata nuovamente minacciata dal marito che, a bordo di auto avvicinandosi, ha esploso in aria alcuni colpi di arma da fuoco. In quella circostanza, i poliziotti, nell’ambito di una continuativa attività di indagine per i ..

Napoli, rapina con sparatoria al portavalori: bottino 26, 850 euro. E’ caccia ai banditi

Si è protratto per chilometri l’inseguimento tra la Fiat Panda portavalori dell’istituto di vigilanza Cosmpol e i rapinatori, a bordo di due vetture ora attivamente ricercate, terminato in via Sant’Andrea Avellino, nel quartiere di Secondigliano a Napoli, con l’assalto, la rapina e il ferimento di un vigilante. L’auto dell’istituto di vigilanza e la sua scorta, infatti, sono state intercettate dalle due auto dei banditi sulla rotonda di Secondigliano, all’angolo di via Flavio Gioia, parecchi chilometri prima del luogo dove poi è scattato il raid. Complessivamente i malviventi hanno rapinato 26.580 euro. Numerosi i colpi di pistola e fucile esplosi, verosimilmente anche durante l’inseguimento. Le due vetture dell’istituto di vigilanza sono state colpite su entrambi i lati. Secondo quanto si è appreso il vigilante ferito viaggiava, da solo nella vettura dove erano stati sistemati i soldi. Altro vigilante, anche lui da solo, era a bordo dell’altra Panda e svolgeva mansione di scorta.

NapolI: in auto con 12 chilogrammi di hascisc. Manette per Anita Ira e i suoi complici

Circa dodici chilogrammi di hascisc sono stati sequestrati dalla polizia nel corso di una operazione che ha portato all’arresto di tre persone. Gli agenti della sezione narcotici della Squadra mobile della questura di Napolinel pomeriggio di ieri lungo il tratto autostradale dell’A3, all’altezza dello svincolo di Barra, hanno bloccato una vettura a bordo della quale hanno rinvenuto circa 11 chilogrammi di hascisc. Successivamente in casa di uno dei fermati gli agenti hanno ritrovato altri 500 grammi di stupefacente. Al termine dell’operazione l’arresto è scattato per Pasquale Lappone, di anni 35; Palma Dell’Aversana, di 32 anni, e per Anita Ira, di anni 26 Quest’ultima non era nella macchina dove è stata trovata la droga ma alla guida di una altra macchina. Per gli investigatori avrebbe fatto da ‘staffetta’ agli altri due.

Arrestato ad Avellino un corriere della droga di Calvizzano: aveva 51 chilogrammi di hascisc nascosti in auto

I carabinieri della Compagnia di Avellino hanno sequestrato 51 kg di hashish e arrestato il “corriere”, un 35enne di Calvizzano. L’uomo è stato fermato alla guida di un pick up all’uscita del casello di Avellino ovest dell’autostrada A16 Napoli-Canosa. In un doppio fondo ricavato sotto il cassone dell’auto, erano stati nascosti 510 panetti di hashish da 100 grammi ognuno. Decisivo l’intervento di Pirat, un cane pastore tedesco in forza all’Unità cinofila dei carabinieri di Sarno (Salerno), che grazie al suo fiuto ha consentito ai militari di scoprire il carico, dal quale sarebbero state ricavate oltre 300 mila dosi per un valore tra gli 800 mila e 1 milione e mezzo di euro. L’uomo è stato trasferito nel carcere avellinese di Bellizzi.

Benevento: arrestato custode di una villa per ricevimenti. Nascondeva 600 grammi di cocaina

Armi, droga e denaro sono stati sequestrati dai Carabinieri di Benevento che hanno arrestato in flagranza di reato un 50enne di Benevento per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione e detenzione abusiva di armi comuni da sparo e materiale esplodente.Le indagini condotte dai militari dell’Arma e coordinate dalla procura di Benevento sono culminate nell’esecuzione di un decreto di perquisizione personale e locale in una lussuosa villa in via di Pace Vecchia a Benevento, adibita a struttura per ricevimenti, dove l’uomo presta mansioni di custode. Le perquisizioni, condotte anche con l’utilizzo di unità cinofile dei Carabinieri, hanno consentito di trovare e sequestrare 600 grammi di cocaina, materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi di stupefacente, una pistola Beretta calibro 6.35 risultata rubata a Benevento nel 2007 con relativo munizionamento, una pistola Beretta calibro 7.65 su cui saranno eseguiti ulteriori accertamenti, 210 euro in banconot..

Afragola, aveva tentato di rapinare un’insegnante all’uscita di scuola: arrestato 36enne

Aveva tentato di rapinare un’insegnante nel parcheggio della scuola, minacciandola di ucciderla se avesse strillato. Un 36enne originario di Afragola è stato arrestato dai Carabinieri di Santa Maria a Vico (Caserta) in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari per il reato di rapina in concorso e lesioni. Secondo le indagini coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, il 36enne aveva aggredito l’insegnante quando quest’ultima era entrata nella sua auto nel parcheggio della scuola “Vittorio Bachelet” di Santa Maria a Vico. Nel tentativo di portarle via la collana, l’uomo le aveva urlato: “Stai zitta, non strillare, se strilli ti ammazzo”. La donna era riuscita ad attirare l’attenzione dei dipendenti della scuola e degli alunni suonando il clacson, costringendo il rapinatore a scappare a bordo di un’auto guidata da un complice. L’insegnante, curata al pronto soccorso dell’ospedale di Maddaloni, è stata giudicata guaribile in 5 giorni per escoria..

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