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Cronaca Nera
Cronaca Giudiziaria
Tragedia a Ibiza: emerge foto tra la vittima e il sospettato, aperta indagine su complici
Tragedia a Ibiza: indagini in corso sulla morte di Francesco Sessa
Ispania, mercoledì scorso - La scomparsa di Francesco Sessa, trentacinquenne originario di Pagani, ha scosso l’isola di Ibiza, dove il giovane è stato trovato senza vita. Le indagini, condotte dalla Guardia Civil, si concentrano...
Ultime Notizie
Clan Contini e la spartizione di Poggioreale: arrestati i Cinque e i Bove a Napoli
Omicidio a Poggioreale: Raffaele Cinque ferito in un scontro tra clan
Napoli, 21 gennaio 2024. Raffaele Cinque, noto nel quartiere come “Sasà a Ranf,” è stato ucciso in un agguato che segna un nuovo capitolo nella lotta tra fazioni della camorra a Poggioreale, una zona...
Succede anche
Cronaca
Pregiudicato di Boscoreale ruba auto e tenta cavallo di ritorno: arrestato
Ieri sera, gli agenti della polizia di San Giuseppe Vesuviano, in provincia di Napoli, hanno arrestato un pluripregiudicato 39enne di Boscoreale, ritenuto responsabile dei reati di tentata estorsione, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Ieri mattina, un 56enne napoletano era stato derubato della propria Volkswagen Golf in Via Madonna del Principio. Era bastato che la moglie si allontanasse un attimo dall’autovettura perché una persona salisse a bordo, mettesse in modo e sparisse nel nulla. Nell’auto la donna aveva lasciato la borsa con il suo cellulare ed il portafogli. Dopo nemmeno mezz’ora e a denuncia depositata presso l’ufficio prevenzione generale, qualcuno aveva provato a chiamare sul numero di casa dei coniugi derubati. La richiesta era stata diretta: soldi in cambio della restituzione dell’auto.Dopo una serie di telefonate ed una estenuante trattativa sul prezzo del riscatto, attestatosi a 1.500 euro, l’uomo, dichiaratosi autore del furto, ha dato appuntamento per la restituzione all’uscita di Boscoreale della SS 268. Contattati su indicazione della questura gli agenti del commissariato San Giuseppe Vesuviano, con un poliziotto in auto fintosi il figlio, il 56enne si è recato sul luogo dell’appuntamento. Con un’altra telefonata il malvivente ha spostato l’incontro vicino al cimitero di Boscoreale. Lì arrivati i due sono stati raggiunti dal malvivente che in sella ad un motociclo e con il casco integrale ha fatto loro cenno di seguirli. Appena si è fermato ed ha offerto la borsa della moglie del 56enne in cambio dei soldi, il poliziotto seduto al fianco della vittima con un balzo e dopo una colluttazione, è riuscito a bloccare l’estorsore. In pochi attimi sono arrivati gli altri poliziotti di San Giuseppe che hanno anche trovato l’autovettura parcheggiata non lontano dal luogo dell’appuntamento. Dopo averlo portato in commissariato ed identificato, i poliziotti hanno scoperto che il 39enne era sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza. L’autovettura è stata pertanto restituita al proprietario e l’uomo arrestato e subito condotto al carcere di Poggioreale.
Cronaca
Napoli: intera famiglia arrestata per spaccio ai Quartieri Spagnoli
Cinque spacciatori di cocaina arrestati, tra cui quattro persone appartenenti alla stessa famiglia, 16 persone alla guida senza patente e 49 prive di assicurazione. Sono alcuni dei risultati dei controlli dei carabinieri a Chiaia, via Toledo e nelle zone intorno ai quartieri spagnoli, in occasione della movida. In campo i militari della compagnia Napoli centro insieme a colleghi del Nucleo radiomobile di Napoli e della compagnia d’intervento operativo del reggimento Campania. In particolare i carabinieri della stazione quartieri spagnoli hanno arrestato per spaccio di stupefacente tre fratelli e una nipote: Carmela Pipolo, 39 anni, Ciro Pipolo, di 36, Nunzio Pipolo, 32 anni, e Vincenza Rizzo, 22 anni, figlia di Carmela Pipolo. I quattro sono stati bloccati all’interno della loro abitazione in vico Tre re a Toledo immediatamente dopo aver ceduto a una persona due dosi di cocaina. Sono stati trovati in possesso di circa 15 grammi della stessa sostanza e di un bilancino di precisione. In via Villari, invece, i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia centro hanno arrestato per spaccio di stupefacenti Fabio Mucci, 32 anni, del luogo, già noto alle forze dell’ordine, bloccato subito dopo aver ceduto ad altrettanti acquirenti 3 dosi di cocaina. Nel corso dei consueti controlli alla circolazione stradale sono state contestate 169 infrazioni al codice e denunciate 15 persone per guida senza aver conseguito la patente. Tra i multati ben 49 casi di cittadini che circolavano con veicoli o scooter senza copertura assicurativa obbligatoria e cinque giovani in sella a scooter senza casco protettivo. Nella zona della movida sono stati individuati, identificati, multati e allontanati 15 parcheggiatori abusivi.
Cronaca
Poggiomarino: trasportava scarti tessili industriali. Denunciato
Un uomo che trasportava nella sua vettura un ingente quantitativo di scarti tessili industriali è stato scoperto da una pattuglia del 21esimo Reggimento del Genio Guastatori dell’Esercito Italiano in una zona periferica di Poggiomarino nell’ambito dei servizi di controllo nella Terra dei Fuochi. I militari hanno identificato e poi segnalato l’uomo ai carabinieri che successivamente hanno sequestrato la vettura con i rifiuti e denunciato l’uomo autorità giudiziaria. Sono oltre 24mila i controlli eseguiti dall’Esercito dall’aprile del 2014, che hanno portato all’identificazione di 850 persone (di queste 90 sono state sottoposte a fermo), alla scoperta di 1700 siti dove venivano sversati illecitamente i rifiuti e alla segnalazione di circa 350 roghi.
Cronaca
Arrestata guardia giurata napoletana: faceva le rapine ai portavalori al Nord
La squadra Mobile di Treviso ha arrestato una guardia giurata, denunciato altre due persone e compiuto 14 perquisizioni nell’ambito delle indagini sulla rapina da 800 mila euro al furgone portavalori della Civis avvenuta il 15 luglio scorso a Preganziol (Treviso). In manette è finito Gianluca Schisano, 37 anni, domiciliato nel napoletano, mentre sono stati denunciati suo fratello e un loro amico dipendente di un’altra agenzia di trasporto valori. Le perquisizioni sono state svolte tra le province di Mestre, Napoli e Foggia nei confronti di amici vicini agli indagati. Lo scorso luglio, tre banditi, stando alla ricostruzione resa all’epoca alla polizia da Schisano, entrarono in azione quando una delle due guardie giurate entrò nel supermercato lasciando a bordo il collega. Il furgone che aveva già caricato in precedenza altro denaro, era giunto al supermercato per raccogliere l’incasso. Schisano riferì che i malviventi avevano messo dei candelotti di dinamite (poi risultati falsi) sul parabrezza del furgone costringendolo ad aprire il mezzo da dove furono prelevati i sacchi col denaro prima di fuggire. A dare l’allarme era stato il collega che una volta uscito non aveva trovato il furgone e aveva sospettato una possibile azione criminosa. La ‘mobile’ ha però appurato che Schisano aveva finto di essere stato sequestrato consentendo ai complici di fuggire subito dopo l’accaduto. Gli investigatori si erano subito insospettiti dal fatto che Schisano aveva spostato il furgone fuori dal ‘controllo’ delle telecamere del supermercato, accertando poi che l’uomo aveva problemi economici e conduceva una vita al di sopra delle sue possibilità. L’ indagato, che si trovava in malattia da dopo la rapina, è stato licenziato così come il collega anche se quest’ultimo pare sia estraneo al fatto. Il fratello e l’amico di Schisano, secondo la polizia, avrebbero contribuito a pianificare l’assalto, svolgendo, tra l’altro, sopralluoghi nell’area del supermercato.
Cronaca
Napoli: i fratelli dei pentiti Misso chiedono aiuto alla Curia
Manolo e Celeste Misso, i fratelli dei collaboratori di giustizia del clan del rione Sanità vivono segregati in casa perché sono nel mirino della camorra. La questura di Napoli, i carabinieri, i commissariati di zona conoscono la situazione e stanno indagando. Il quotidiano Il Roma in edicola oggi racconta la loro storia. Dopo che la scorsa settimana nella notte sono stati esplosi colpi di pistola nei pressi della loro abitazione con minacce e urla udite da tutti in zona. Eppure da ottobre sono senza la protezione. Il motivo? Lo Stato ha ritenuto che non avessero più bisogno di essere protetti ma nonostante questo, quando sono tornati a Napoli, sono iniziati i primi guai. “Non scendiamo neanche per fare la spesa, stiamo in casa aspettando la nostra sorte- ha raccontato Manolo Misso al Roma -per questo che chiediamo l’intervento del Cardinale Crescenzio Sepe. A dicembre abbiamo chiesto un incontro, poi gli abbiamo scritto una lettera lunga quattro pagine e infine lunedì mattina. Abbiamo aspettato che arrivasse con l’auto. Abbiamo chiesto che si fermasse ma poi con l’aiuto di un poliziotto che si è mostrato molto umano siamo riusciti ad avere dei numeri di telefono. Hanno detto che ci avrebbe contattato don Tonino Palmese». Don Tonino è stato contattato dal “Roma” ed ha riferito che ha avuto mandato, a nome del Cardinale, di contattare i ragazzi e cercare di comprendere la loro situazione. Potrebbe essere un passo avanti. “Se non vogliono farlo per noi dovrebbero farlo almeno per i figli di mia sorella, due sono minorenni e non hanno il padre. Non vanno più a scuola perché temiamo per la loro vita. Tutto questo non è giusto”.
Cronaca
Giugliano: due rapine nello stesso negozio in 10 giorni. Preso
Ha messo a segno due rapine nello stesso negozio in poco meno di 10 giorni. Ma è stato riconosciuto dalle vittime che hanno allertato la polizia. Per un uomo di 45 anni, già noto alle forze dell’ordine, è così scattato il fermo di polizia giudiziaria. Il fatto è accaduto a Giugliano All’inizio del mese scorso l’uomo, come hanno ricostruito gli agenti del locale commissariato, diretti dal primo dirigente Pasquale Trocino, ha fatto irruzione in un bazar del centro, gestito da cittadini cinesi, facendosi consegnare l’incasso dalla moglie del titolare che si trovava alla cassa. Dieci giorni dopo lo’uomo è tornato per tentare un nuovo colpo. Ma la donna lo ha riconosciuto ed ha iniziato ad urlare richiamando l’attenzione del marito e dei clienti, costringendo il rapinatore alla fuga. Avviate le indagini i poliziotti in pochi giorni lo hanno identificato e lo hanno sottoposto a fermo.
Cronaca
Napoli, polistirolo al posto delle sigarette: sequestrate 154 “false stecche” in piazza Garibaldi
La polizia Municipale ha sequestrato in zona Piazza Garibaldi a Napoli 154 false stecche di sigarette. Gli Agenti, durante il regolare controllo della piazza hanno avvistato due uomini che vendevano stecche di sigarette di contrabbando. Fermati i due venditori gli agenti si accorgevano che, le stecche ben confezionate, non contenevano pacchetti di sigarette ma strisce di polistirolo e chiodi. Le 154 finte stecche di sigarette sono state sequestrate e i due truffatori risultati gia’ pregiudicati per reati contro il patrimonio, sono stati denunciati all’Autorita’ Giudiziaria.
Cronaca
Saviano: la Finanza scopre uno zoo abusivo con oltre 100 animali
I finanzieri del comando provinciale della guardia di finanza di Napoli, congiuntamente a personale del corpo forestale dello Stato del comando provinciale di Napoli, hanno sequestrato un’area adibita clandestinamente a zoo, allestito con strutture e recinzioni realizzate abusivamente, all’interno della quale erano presenti oltre 100 animali tra cui lama, dromedari, cavalli, tartarughe e pesci. A condurre i finanzieri ed i forestali sulle tracce dello zoo abusivo è stato l’anomalo flusso di ragazzi e scolaresche che si recavano verso un’area periferica del comune di Saviano (Na) interessati a vedere da vicino gli animali presenti, oggetto di attrazione sia per grandi che per bambini.Le attività di polizia giudiziaria si sono concluse con il sequestro, oltre alla struttura adibita a zoo clandestino e priva dei requisiti di sicurezza, di un vero e proprio parco giochi destinato ad ospitare i più piccoli, attrezzato con ristorante, piscina e area relax per adulti, anch’esso privo di autorizzazioni sia fiscali che amministrative. Tra gli animali rinvenuti e sottoposti a sequestro anche tre rare tartarughe protette le quali, per ragioni sanitarie, sono state trasferite presso un centro veterinario del corpo forestale dello stato per essere sottoposte a cure.
Cronaca
Cava: i pusher dei Vip chiedono la scarcerazione
Spaccio di droga per i vip: i pusher chiedono la libertà. Si è tenuta, ieri mattina, dinanzi ai giudici del Tribunale del Riesame di Salerno l’udienza con la quale i difensori dei pusher cavesi hanno chiesto la scarcerazione per i propri assistiti. L’avvocato Alfonso Senatore, difensore del principale indagato, Antonio Benvenuto, ha eccepito la nullità dell’ordinanza cautelare. La tesi è stata supportata da diversi elementi, tra i quali la mancata trasmissione degli atti dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore ai giudici del Riesame di Salerno. Inoltre i difensori, tra i quali l’avvocato Secondino e Marco Salerno hanno sottolineato l’eccessività e l’inadeguatezza della misura cautelare. I giudici si sono riservati la decisione sull’istanza di scarcerazione per gli indagati. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore, su richiesta del pubblico ministero, Giuseppe Cacciapuoti, aveva emesso una misura cautelare, in carcere, ai domiciliari e di obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria nei confronti di Antonio Benvenuto, 50 anni, di Cava de’ Tirreni, ma residente a Nocera Superiore, titolare del bar individuato come luogo di spaccio; Domenico Caputano, 34 anni, e Raffaele De Martino, 48 anni, entrambi di Cava de’ Tirreni. Ordinanza del gip Paolo Valiante agli arresti domiciliari per Pasquale Giuliano, 33 anni, di Pompei, pregiudicato e già arrestato per detenzione e spaccio di stupefacenti; Francesco Trabucco, 23 anni, Carlo Lamberti, 35 anni, entrambi di Cava de’ Tirreni, e Fabrizio Milite, 26 anni, di Nocera Superiore. Erano stati sottoposti all’obbligo di presentazione alla pg altri giovani cavesi, alcuni di essi legati a vincoli di parentela o sentimentali con gli arrestati: Gualtieri Guidotti Di Monte, Dominique Marielena, Gennaro Scirgolea, Carmine Medolla, meglio conosciuto come “Leonard”, titolare del negozio di parrucchiere finito nel mirino degli inquirenti, Claudio Mazzetta e Umberto Della Corte. Secondo l’accusa, i principali indagati – gestori di un bar nel centro storico di Cava de’ Tirreni – avevano allestito un’attività di spaccio di sostanse stupefacenti. Quando l’attenzione degli inquirenti si era appuntata sull’affare, gli indagati avevano cambiato metodologia di vendita, raggiungendo i clienti in luoghi più appartati. L’indagine dei carabinieri di Cava de’ Tirreni era partita da alcuni esposti presentati dai residenti della zona e si era protratta per alcuni mesi attraverso intercettazioni telefoniche e pedinamenti. Lo stupefacente, cocaina, hashish veniva acquistata nei paesi vesuviani.(r.f.)
Cronaca
Controlli e perquisizioni a Scafati per scoprire gli assassini del magrebino
A Scafati, in provincia di Salerno, i carabinieri stanno indagando sulla morte di un cittadino marocchino di 38 anni, irregolare sul territorio italiano. L’uomo è stato rinvenuto agonizzante nella serata di martedì ed è deceduto la scorsa notte presso l’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute. L’extracomunitario era stato ricoverato in codice rosso. I carabinieri del reparto territoriale di Nocera sono stati allertati da una segnalazione avanzata dai vicini di casa dell’immigrato che non avevano sue notizie da alcune ore. Una volta entrati nell’abitazione, al pianoterra di un cortile nel centro della cittadina, hanno rinvenuto il 38enne con i piedi legati da una corda, ma ancora vivo. Sul corpo dell’uomo una serie di contusioni e di lesioni che, secondo una prima analisi, erano state procurate almeno 24 ore prima. Gli investigatori stanno indagando a tutto campo per accertare gli autori dell’omicidio e il movente. Il 38enne non era già noto alle forze dell’ordine e non aveva legami con la criminalità. Il magistrato di turno ha disposto l’autopsia che potrà fornire qualche indicazione in più circa le cause del decesso.
Cronaca
Marano: il killer di Candela portò lo stipendio di 5mila euro alla moglie vedova
Qualche mese dopo il delitto il killer portò lo ‘stipendio’ – 5000 euro – alla vedova dell’affiliato al clan che egli stesso aveva ammazzato. E’ quanto emerge dal racconto di un collaboratore di giustizia che ha consentito di far luce sull’omicidio di Giuseppe Candela, soprannominato Peppe tredici anni, con l’emissione di quattro ordinanze di custodia, una delle quali nei confronti del boss di Marano, Giuseppe Polverino. Candela, affiliato ai Polverino, fu ucciso per ordine del boss del suo clan, per una serie di sgarri nei confronti di esponenti dell’organizzazione: è lo scenario del delitto ricostruito dalle indagini dei pm della Dda di Napoli, Henry John Woodcock e Maria Di Mauro, coordinati dai procuratori aggiunti Filippo Beatrice e Giuseppe Borrelli. Esecutore materiale dell’omicidio sarebbe stato Giuseppe Simioli, latitante, e destinatario di una delle quattro misure cautelari emesse dal gip Rosa De Ruggiero. Un contributo importante alle indagini è stato offerto dal pentito Biagio Di Lanno che avrebbe procurato al killer il motorino utilizzato da Simioli per l’omicidio avvenuto a Marano il 15 luglio 2009. Quando Candela fu ucciso, ha riferito Di Lanno, era ancora ”stipendiato” dal clan con 2000 euro al mese. ”Una settimana dopo il delitto – ha dichiarato il pentito ai pm – Giuseppe Simioli inviò Antonio Granata a casa della moglie di Candela alla quale fece portare 5000 euro. E diede incarico a Granata di dire alla signora che lui non sapeva chi avesse ucciso il marito e che si sarebbe adoperato per scoprirlo. Per tutta risposta la signora disse a Granata che sapeva benissimo che ad ammazzare il marito era stato Peppe Simioli aggiungendo che gli avrebbero potuto dare un’altra possibilità. Dopo qualche mese alla moglie di Candela sono stati dati altri 5000 euro in mia presenza”.
(nella foto a sinistra la vittima, Giuseppe Candela, a destra il killer, Giuseppe Simioli)
Cronaca
La Finanza sequestra gli autonoleggi della camorra in provincia di Napoli
Tre societa’ di autonoleggio ‘fantasma’, oltre 600 tra veicoli e moto, alcune auto usate anche da soggetti affiliati a clan camorristici al fine di commettere attivita’ delittuose, ovvero di circolare senza il rispetto delle norme stradali ed essere esenti da contestazioni; vetture prive di copertura assicurativa, oppure poste in esenzione dal pagamento del bollo perche’ fittiziamente intestate ai noleggi e pero’ in realta’ regolarmente usate da altre persone. E’ il quadro emerso dalle indagini della Polizia stradale e della Guardia di Finanza di Isernia che ha portato alla perquisizione di tre societa’ fantasma di autonoleggio operanti nella provincia di Napoli. Societa’ che avevano sede legale nella provincia partenopea al solo fine – dicono gli investigatori – di giovare delle tariffe piu’ vantaggiose per la copertura Rca delle vetture possedute. Le vetture e le moto venivano date in uso senza il rispetto delle prescritte formalita’ di legge inerente registri di carico e scarico. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati documenti inerenti altre societa’ operanti in svariati settori intestate a prestanome, il tutto al fine di produrre redditi virtuali, che infatti non trovavano riscontro in alcuna dichiarazione fiscale, e si profila pertanto l’ipotesi di evasione totale, essendo tutte queste attivita’ completamente sconosciute al fisco. Tra le tre societa’ in questione sono risultati dalle indagini di Polstrada e Gdf connessioni evidenti, riscontrate anche dai passaggi di auto avvenuti tra esse, che hanno permesso agli inquirenti di ipotizzare a carico dei titolari l’ipotesi di una vera e propria associazione finalizzata alla truffa in danno dello stato oltre l’evasione fiscale totale.
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