Cronaca Nera

Maxi evasione fiscale: sequestro di 22 milioni di euro all’American Laundry di Melito

In data odierna, all‘esito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo per oltre 22 milioni di euro nei confronti della lavanderia industriale “AMERICAN LAUNDRY OSPEDALIERA SpA”, con sede a Melito di Napoli, e anche per equivalente nei confronti dei relativi amministratori. Il provvedimento giudiziario rappresenta la fase finale di articolate indagini dirette e coordinate da questa Procura della Repubblica su una maxi evasione da riscossione perpetrata dalla predetta società negli anni tra il2010 e il 2013. Le indagini sono state avviate all’esito di alcuni controlli automatizzati svolti dall’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale di Napoli che hanno consentito di rilevare omessi versamenti di ritenute certificate e di IVA per importi di rilevante entità (pari, rispettivamente, a 3,6 milioni e 18,4 milioni di euro). Rilevanti aspetti investigativi sono stati sviluppati dal nucleo investigativo dell’ Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale di Caserta – presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord. Gli accertamenti patrimoniali conseguentemente delegati da questa Procura al Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli hanno permesso di ricostruire l’intero patrimonio mobiliare ed immobiliare della società e dei rispettivi amministratori (formali e di fatto) e di individuare, in particolare, immobili di pregio nella disponibilità di questi ultimi siti a Napoli (quartiere Posillipo), Ischia e Castel di Sangro (AQ).

Ercolano: Salvio il cantante ucciso per errore su disposizione di Natale Dantese. I nomi degli arrestati

Per l’omicidio di Salvatore Barbaro, conosciuto come Salvio ‘o cantante oggi i carabinieri della Compagnia di Torre del Greco anno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere – emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Dda partenopea – a carico di quattro persone, già detenute: Si tratta del ras Natale Dantese (che si trova al 41bis), Antonio Sannino, Vincenzo Spagnuolo, Pasquale Spronello ( i primi tre già detenuti mentre Spronello è stato arrestato stamattina). L’omicidio di Salvatore Barbaro, spiega una nota della Procura, è stato ricostruito in maniera dettagliata grazie al contributo di collaboratori di giustizia di Ercolano oltre che a numerosi riscontri. La vittima, incensurata, che di mestiere faceva il muratore e si dilettava a cantare alle feste e ai matrimoni in tutta la zona vesuviana, venne trucidata nei pressi degli Scavi archeologici di Ercolano per errore perché scambiato per affiliato al clan antagonista. L’arresto, sottolinea la nota, costituisce ulteriore sviluppo delle indagini che hanno permesso di fare luce su numerosi omicidi “tutti ascrivibili alla sanguinosa faida in atto sul territorio di Ercolano già dai primi anni ’90 e in relazione ai quali, tra il 2014 e il 2015,sono state eseguite numerose misure cautelari emesse dal Gip di Napoli nei confronti dei relativi mandanti ed esecutori”. Dei quattro destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, tre sono già detenuti. (nella foto da sinistra il boss in ascesa di Ercolano Natale Dantese e la vittima innocente Salvatore Barbaro, Salvio il cantante)

Ercolano: il neomelodico Salvio il “cantante” ucciso per errore davanti agli Scavi, presi gli assassini

I Carabinieri della Compagnia di Torre del Greco stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 4 persone, ritenute esponenti del clan camorristico degli “Ascione – Papale” e, a vario titolo, responsabili di un omicidio messo a segno il 13 novembre 2009 ad Ercolano, durante una fase del conflitto armato contro i “Birra – Iacomino”. I provvedimenti sono stati emessi dal gip di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea. I militari dell’Arma hanno accertato che l’uomo assassinato nei pressi degli scavi di Ercolano, Salvatore Barbaro, era completamente estraneo a dinamiche criminali. Salvatore Barbaro era infatti conosciuto come Salvio ‘il cantante’ poiché era solito scrivere testi di canzoni napoletane ed esibirsi in ristoranti del Vesuviano. Le indagini hanno consentito inoltre di accertare che fu ucciso per errore, esattamente perche’ preso per un affiliato al clan rivale, con il quale aveva in comune solo il modello di auto.

Casalnuovo, omicidio Ilardi: fermati i presunti killer

Ci sono due fermi per l’omicidio di Giuseppe Ilardi ucciso a Casalnuovo lo scorso 10 dicembre. Si tratta di Giovanni Romano Gallucci di 22 anni e lo zio Onofrio Mosti, fratello dei più noti Gennaro, Giancarlo e Federico Gallucci. Sono stati fermati dai carabinieri di Castello di Cisterna su disposizione del pm Liana Esposito della Dda di Napoli. I due sono noti alle forze dell’ordine. Gallucci è figlio Giovanni Romano, ucciso in un agguato di camorra il 21 marzo del ’94, mentre si trovava in compagnia di Pino Piscopo, alias “Pinuccio ’o metronotte. Anche il giovane nel settembre del 2014 rimase vittima di un agguato in cui rimase ferito e per il quale furono arrestati due esponenti del clan veneruso di Volla. Lo zio Onofrio Mosti (che è stato arrestato ad Arezzo dove si era trasferito da qualche mese) ha precedenti per furto. L’omicidio avvenne lo scorso 10 dicembre. La vittima, Giuseppe Ilardi di 26 anni, residente in via Roma a Casalnuovo, si trovava a bordo di una Smart ritenuta in uso ad un presunto ras, Antonio Barone, meglio noto come Tonino l’elettrauto, e ritenuto il nuovo reggente del malaffare locale. I sicari si avvicinarono alla sua auto mentre transitava nei oressi della scuola De Curtis e gli esplosero contro in rapida successione numerosi colpi di pistola. Ilardi tentò anche inutilmente la fuga.

Napoli, colpi di pistola nel centro storico

Indagini a tutto campo per gli agenti della Polizia di Stato che cercano di capire i motivi dei diversi colpi di pistola sono stati esplosi all’indirizzo di una autovettura che successivamente è stata data alle fiamme. Il fatto è avvenuto la scorsa notte in vico Santa Maria a Lanzati, nel centro storico di Napoli. La vettura è intestata ad una donna ma, come hanno accertato i poliziotti giunti sul posto, ad utilizzarla è il figlio.