Cronaca Nera
Arrestato a Napoli il latitante Gennaro Russo, presunto capo della camorra: era ricercato da marzo
Arrestato a Casalnuovo Gennaro Russo, noto esponente del clan Contini: fine della latitanza
Casalnuovo di Napoli – È terminata la latitanza di Gennaro Russo, conosciuto con il soprannome di “o suricillo”, catturato dalla Squadra Mobile di Napoli in collaborazione con i Carabinieri del Comando Provinciale....
Cronaca Giudiziaria
Individuati i presunti esattori del pizzo del clan Giannelli a Bagnoli: dettagli sull’inchiesta
Estorsioni a Bagnoli: il racket del clan Giannelli soffoca le attività commerciali
Negli ultimi anni, Bagnoli e le zone circostanti come Agnano e Cavalleggeri hanno subito una pressione costante e opprimente da parte del clan Giannelli, che ha imposto un vero e proprio sistema di...
Succede anche
Cronaca
Napoli: un mese di carcere per detenzione illegale di una bertuccia
Un mese di carcere per detenzione illegale di una bertuccia. E’ la condanna inflitta dal tribunale di Napoli Nord ad A.S. e M.L.B. per violazione della legge 150/92 per aver “detenuto un esemplare di Macaca Sylvanus, proveniente da riproduzione in cattività, costituente pericolo per l’incolumità pubblica”. Confermata dal tribunale anche la confisca dell’animale, una femmina battezzata Alberta, sequestrata dai carabinieri nel marzo del 2014 e affidata alla Lav in custodia giudiziaria. “Ora Alberta che grazie a un network di collaborazioni internazionali lo scorso anno è stata trasferita presso il Centro di recupero per primati ‘Primadomus’ gestito dalla fondazione olandese AAP in Spagna – fa sapere Gaia Angelini, responsabile Lav settore Esotici – appena concluso il percorso di riabilitazione potrà ricongiungersi ai suoi simili, in un habitat quanto più possibile naturale”.
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Cronaca
Pizzo ai commercianti di Marigliano: fermati tre amici di Esposito
Tre fermi di pm dopo indagini dei carabinieri a Marigliano, teatro dal gennaio 2015 di fibrillazioni legate all’emergere di nuovi gruppi di criminalita’ organizzata. E le tre persone indagate per tentata estorsione aggravata con metodo mafioso hanno legami di frequentazioni con Francesco Esposito, il 33enne ucciso nella notte tra venerdi’ e sabato scorso dopo che aveva citofonato alla moglie. Anche i tre arrestati sono infatti della zona di Pontecitra, dove il business della droga e delle estorsioni e’ oggetto di una contrapposizione armata tra cosche nuove. Le indagini dei militari dell’Arma hanno gia’ portato il 6 dicembre scorso al ritrovamento di armi e di un’auto rubata (probabilmente preparativi per un’agguato o una azione intimidatoria) nei pressi di una statua della Madonna. Le tentate estorsioni messe in luce dagli investigatori sono state compiute negli ultimi mesi del 2015 ai danni di diversi commercianti da un gruppo camorristico in ascesa.
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Cronaca
Saviano, ubriaco si scaglia contro convivente incinta al quarto mese di gravidanza: arrestato
Ubriaco minaccia e poi picchia la convivente incinta al quarto mese: è successo a Saviano, in provincia di Napoli, dove i carabinieri hanno arrestato – per maltrattamenti in famiglia, lesioni, violazione di domicilio e anche aggressione ai danni dei militari M.M.T., 27 anni, polacco, già noto alle forze dell’ordine. La donna è riuscita a scappare rifugiandosi da un’amica ma il ragazzo, ancora accecato dall’ira, l’ha raggiunta, sfondato la porta e aggredito entrambe le donne. I carabinieri sono intervenuti dopo una segnalazione al 112 e quando sono giunti nell’abitazione sono stati anche aggrediti. I militari sono comunque riusciti a immobilizzare il 27enne che è stato poi arrestato e chiuso nel carcere napoletano di Poggioreale.
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Cronaca
I retroscena del blitz antidroga tra Napoli, Caserta e Ravenna. Preso anche il figlio dell’Angelo di Carditello
Momenti di forte tensione, davanti al comando provinciale dei carabinieri di Caserta, durante l’uscita dalla caserma degli arrestati nel maxi blitz antidroga con 42 arresti tra le province di Napoli,Caserta e Ravenna . Molti familiari degli arrestati, provenienti dal Parco Verde di Caivano, hanno preso a calci e pugni il cancello d’ingresso del comando e sputato contro i carabinieri, giornalisti, fotografi e operatori video che stavano riprendendo l’accaduto, nel cortile della struttura. Una donna è uscita ad eludere i controlli e si è diretta nel cortile inveendo contro i giornalisti e carabinieri ma è stata subito bloccata e riportata all’esterno. Dei 42 provvedimenti cautelari, eseguiti nelle province di Caserta, Napoli e Ravenna, 19 sono in carcere e 23 al regime dei domiciliari. Tra gli arrestati figura anche Giovanni Cestrone, figlio di Tommaso Cestrone, noto come l’Angelo di Carditello – il volontario che si è battuto per la salvaguardia della Reggia Borbonica di Carditello – tra i 36 arrestati nell’ambito del maxi blitz antidroga dei carabinieri di Caserta tra Casertano e Napoletano. Il giovane, che ha 21 anni, è finito agli arresti domiciliari per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Complessivamente sono 42 le ordinanze emesse dal gip di Napoli: di queste ne sono state eseguite, finora, 36. Tra gli arrestati compaiono anche studenti del liceo classico di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), davanti al quale era stata allestita una piazza di spaccio. Indagati anche alcuni minori, ritenuti dagli inquirenti organici al gruppo di spacciatori sgominato oggi dai militari dell’arma, che sono strati segnalati al Tribunale dei Minori di Napoli. L’indagine è stata condotta tra settembre 2013 e febbraio 2015 e ha avuto per oggetto la riorganizzazione delle piazze di spaccio nel comune di Santa Maria Capua Vetere e in quelli limitrofi dopo la disgregazione del gruppo Fava, avvenuta nel 2013.In particolare – si legge in una nota del procuratore aggiunto della Repubblica di Napoli Giuseppe Borrelli- sono stati importanti per l’avvio delle indagini spunti forniti da alcuni esponenti del gruppo Fava (arrestati dopo l’aspro conflitto con la famiglia avversaria dei Bellagio per il controllo del traffico di droga) che hanno avviato una collaborazione con la giustizia. L’indagine ha portato a delineare il nuovo scenario dell’organizzazione che si riforniva di cocaina, hashish e marijuana nella provincia di Napoli per spacciarla nella cittadina casertana. Nelle dinamiche criminali ricostruite – si legge in una nota del procuratore aggiunto della Repubblica Giuseppe Borrelli – vi è anche l’episodio in cui, per motivi allo stato non chiari verosimilmente legati a dinamiche di carattere sentimentale dei rispettivi figli, uno degli indagati compie un attentato nei confronti del negozio di telefonia gestito da un altro indagato a Orta di Atella, esplodendo colpi di arma da fuoco contro le vetrine”. “Circostanza che sottolinea la gravità delle attività delinquenziali – insiste il procuratore aggiunto – è il fatto che il gruppo non esitasse a impiegare minori nelle attività di spaccio o che addirittura li portasse a seguito al fine di sviare i controlli delle forze di polizia. Sintomatico di tale “modus operandi” l’episodio in cui uno degli indagati occultava la sostanza stupefacente nelle salviette umidificanti o nel cosiddetto ‘ovetto kinder’ di un minore”.Lo spaccio è stato esercitato a Santa Maria Capua Vetere e nella vicina San Prisco in luoghi di appuntamento precisi: piazza Mazzini, l’anfiteatro, la villa comunale, il liceo classico e le cosiddette ‘palazzine’ dove soggetti contigui alla famiglia Fava avevano ingaggiato molti giovani. L’approvvigionamento, in particolare quello delle cocaina, avveniva nella zona nota come ‘Parco Verde’ a Caivano e nei comuni di Orta di Atella e Casal di Principe. La marijuana era coltivata nelle campagne tra i comuni di San Tammaro e di Santa Maria La Fossa, in provincia di Caserta, occultata tra campi di tabacco dove i militari hanno trovato oltre 1000 piante.
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Cronaca
Napoli, accoltellarono meccanico per non pagare conto: arrestati
Si rifiutò di pagare le riparazioni fatte al suo scooter e quando il meccanico si ribellò, lui ed un complice lo accoltellarono più volte. Accadde nel settembre scorso, a Napoli: oggi i carabinieri del nucleo operativo della compagnia Napoli centro questa mattina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Tribunale di Napoli a carico di Gennaro Basco, 40enne, già noto alle forze dell’ordine e Vincenzo Arillo, 23enne, entrambi dei Quartieri Spagnoli. I due sono accusati di tentato omicidio, tentata estorsione e porto illegale di arma bianca. Fu Basco a rifiutarsi di pagare l’intervento e fu lui che dopo le opposizioni del meccanico chiamò Arillo per aiutarlo nella ‘punizione’. E così Arillo colpì la vittima più volte all’addome, alla schiena e anche al viso. Solo grazie alle resistenze del meccanico non furono colpite zone vitali. I due scapparono subito, all’arrivo dei carabinieri e da allora si sono resi irreperibili. Oggi le ordinanze e gli arresti domiciliari.
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Cronaca
Traffico di droga a Caivano: utlizzati anche bambini per evitare i controlli
E’ scattato all’alba il maxi blitz dei carabinieri del Comando Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, per eseguire un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e al regime degli arresti domiciliari, nei confronti di numerose persone indagate per il reato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana. Nel corso dell’attivita’ i militari, coordinati dai Magistrati della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno scoperto che lo stupefacente, approvvigionato soprattutto a Caivano in provincia di Napoli , venisse poi trasportato da corrieri mediante l’occultamento su persona o all’interno di veicoli, anche in presenza di minori, utilizzati al fine di eludere i controlli. Il provvedimento e’ stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli.
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Cronaca
Napoli sangue a Porta Capuana
Ancora una notte violenta nel centro storico di Napoli un uomo di origine marocchina è stato accoltellato all’uscita di un bar, in piazza Giovanni Leone, nella zona di Porta Capuana.L’uomo è ora in prognosi riservata. E’stata proprio la vittima a fermare una pattuglia della polizia e a chiedere aiuto. Non è riuscito a dire altro agli agenti se non di essere stato colpito da ignoti all’uscita di un bar del quale, però, non è stato in grado di fornire alcuna indicazione in merito all’ubicazione. Trasportato con il servizio di emergenza del 118 all’ospedale Loreto Mare, è in prognosi riservata per le ferite al torace.
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Cronaca
Blitz antidroga in corso tra Napoli e Caserta: decine di arresti
Decine di carabinieri di Santa Maria Capua Vetere , coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, stanno eseguendo numerosi di arresti tra le province di Caserta e Napoli, in particolare nel famigerato Parco Verde di Caivano, piazza di spaccio del Napoletano. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere e al regime degli arresti domiciliari è stata emessa dal gip del Tribunale di Napoli. Tutti i destinatari sono indagati per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana. Il traffico di droga venuto alla luce partiva dalla provincia di NapoliI, in particolare da Caivano, e, attraverso dei corrieri, giungeva a destinazione. Le sostanze stupefacenti venivano occultate su persone o in veicoli utilizzando minori per eludere i controlli.
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Cronaca
Volevano uccidere il tenente dei carabinieri: condannato uomo del clan Ascione-Papale
Stangata per Giuseppe Martorano, uomo di punta del boss Natale Dantese di Ercolano. Martorano è stato condannato a otto anni di carcere per associazione per delinquere di stampo camorristico.Martorano faceva parte del gruppo di piazza Pugliano.Dalle indagini che circa due anni fa portarono al suo arresto è emerso che il gruppo Ascione-Papale (egemone tra Torre del Greco ed Ercolano)avrebbe dovuto uccidere il tenente dei carabinieri Antonio Di Florio, in servizio appunto ad Ercolano e uomo simbolo della lotta antiracket nella città degli scavi. E’ stato il pentito Salvatore Fiore, nipote del boss Luigi Nocerino a raccontare agli inquirenti le intenzioni stragiste del clan svelando importanti retroscena sul pizzo, traffico di droga e omicidi compiuti nelgi ultimi anni nelle due città e che hanno portato a decine di arresti tra cui quello di Martorano appunto. Doveva essere porprio Fiore ad eseguire la sentenza di morte contro l’ufficiale dei carabinieri. Il killer pentito fu bloccato da una telefonata del boss Mario Papale mentre inseguiva armato in motorino il tenente. “Mi disse di lasciare stare perché l’omicidio sarebbe stato commesso un altro giorno”. La condanna nei confronti di Martorano è frutto delle tante dichiarazioni del pentito Fiore e che hanno portato agli arresti nel giugno del 2014 e che nel giro di pochi giorni in due differenti blitz portò in carcere 18 persone del clan tra Torre del Greco ed Ercolano tra cui lo stesso Martorano.
(nella foto da sinistra Giuseppe Martorano e il pentito Salvatore Fiore)
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Cronaca
Traffico di droga: stangata al boss Annunziata e al nipote Dino
Boscoreale. Operazione Scafo 2: la corte di Cassazione conferma le condanne per il boss Alfonso Annunziata e il nipote Sabato Teodosio, alias Dino Bicicletta. Traffico internazionale dall’Olanda, per i due – per i quali il processo era stato per molto tempo bloccato – arriva il verdetto definitivo. Condanna a 23 anni e 30 anni di reclusione per aver importato cocaina dall’Olanda e dal Sud America negli anni 2000. Il clan Aquino-Annunziata di cui il narcos fonz ‘a calabrese è il capo indiscusso aveva il monopolio dell’importazione dello stupefacente. Droga smistata tra la Campania e la Calabria che portò nel 2004 ad una maxi retata della Dda di Salerno, a queste si unirono le inchieste Mito della Dda di Napoli. Per molti anni, Alfonso Annunziata – latitante fino al 2008 – aveva evitato la notifica di quelle ordinanze cautelari in carcere. Poi, l’arresto in Olanda e le manette. Ora arriva la condanna definitiva a 23 e 30 anni di reclusione. I giudici della Corte di Cassazione hanno accolto il ricorso dei difensori soli limitatamente alla pesantissima ammenda comminata ai due imputati: oltre 200mila euro, rinviando per la rideterminazione dell’importo alla Corte d’Appello.
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Cronaca
Castellammare operazione dei Carabinieri
Sono tre i cittadini di Castellammare finiti in manette nel corso di un’operazione eseguita dall’Arma dei Carabinieri. Si tratta di Ciro AIELLO, 50 anni, di Castellammare di Stabia (detenzione abusiva diarmi -pistola e munizioni-); Vincenzo TOMMASINO, 50 anni, di Sant’Antonio Abate (inosservanza degliobblighi sorveglianza speciale); Carlo SCELZO, 31 anni, di Castellammare di Stabia (detenzione ai fini dispaccio di sostanze stupefacenti); Giovanni DI MAIO, 19 anni, di Pompei (detenzione ai fini di spaccio disostanze stupefacenti); Vincenzo SCHIAVONE, 35 anni, di Castellammare di Stabia (detenzione aifini di spaccio di sostanze stupefacenti).Sabato sera di controlli, con un servizio straordinario contro l’illegalità diffusa, da parte dei carabinieri del gruppo di Torre Annunziata e del 10° reggimento Campania. 7 arresti in flagranza: 5 per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, uno per inosservanza degli obblighi relativi alla sorveglianza speciale, unoper detenzione abusiva di armi e uno per maltrattamenti in famiglia .Sono state sequestrate nel corso delle operazioni un’arma da sparo, 19 munizioni, 2 armi bianche e 1.3 kg. circa di droga.12 i soggetti denunciati in stato di libertà per reati vari.I carabinieri hanno inoltre elevato sanzioni amministrative per circa 70.000.00 euro.61 le perquisizioni, tra abitazioni, persone e veicoli. 5 le persone segnalate alla prefettura come assuntori di stupefacente.Decine di verbali al codice della strada, con fermi di veicoli e ritiro di patenti e carte di circolazione.Infine, nel corso servizio, a san giuseppe vesuviano i carabinieri hanno denunciato in stato di libertà 7 persone per contraffazione e violazioni allanormativa sul lavoro, smaltimento di rifiuti, igiene e sicurezza: hanno sospesoun’attività imprenditoriale e sequestrato 3 opifici tessili abusivi e i 46macchinari che vi erano installati.
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Cronaca
Il ministro Alfano: “Ci vuole l’esercito a Napoli contro i clan”
“Ci vuole l’esercito per far star zitte le pistole” a Napoli, dove gli omicidi sono in aumento, nonostante nel 2015 il dato, nel resto d’Italia, abbia segnato il minimo storico. Lo ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano intervistato da Maria Latella a Skytg24. “A Napoli abbiamo ottenuto successi straordinari nel contrasto alla camorra – ha ricordato – . Ci sono intere generazioni di clan in carcere, boss al carcere duro, ma c’è un dato mi lascia assolutamente insoddisfatto: i reati sono in calo ovunque, ma a Napoli gli omicidi aumentano. Dobbiamo zittire le pistole – ha proseguito – . L’ho detto anche a Renzi che adesso a Napoli ci vuole l’esercito. Abbiamo il contingente Strade sicure – ha precisato – ma occorre una norma per mandare più soldati a Napoli. Ovviamente la città non va militarizzata, ma vanno diminuiti gli omicidi, e vanno liberate forze dell’ ordine da mettere in strada”. “Non sono d’accordo con chi sostiene che tanto si ammazzano tra di loro – ha concluso – :noi non possiamo fregarcene e dobbiamo far star zitte le pistole”.Intanto in città e in provincia ormai è emergenza camorra: tre omicidi in 26 ore. Killer diversi, stesse dinamiche criminali: giovedì notte al rione Don Guanella (omicidio di Giuseppe Calise, 24 anni) e a Bagnoli (ucciso Pasquale Zito, 21 anni); la notte tra venerdì e sabato a Marigliano, nel rione 219, praticamente una enclave di Napoli nella provincia: qui è stato massacrato Francesco Esposito, 33 anni. L’uomo stava citofonando alla moglie quando i killer lo hanno freddato. Secondo fonti della questura, dall’inizio del 2016, sono dieci gli omicidi consumati nell’area metropolitana, senza contare le decine rappresaglie armate («stese» a colpi di pistola e kalashnikov) consumate ovunque ci sia da definire equilibri nella spartizione dei proventi di droga e racket. A Napoli e provincia ci sono 110 clan in azione, che possono contare su 5mila affiliati, (senza badare ai minori e agli under 14 non imputabili), in una guerra di posizione che si gioca per la conquista di una piccola o grande piazza di spaccio.
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