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Cronaca Nera
Ultime Notizie
Napoli, sparatoria tra bande: «Spara, Pio, spara!» per un presunto affronto
Napoli, tentato omicidio in una faida tra giovani: tre arresti
Nella notte del 26 giugno 2025, Napoli è stata teatro di un tentato omicidio che ha coinvolto tre giovani, tutti legati a dinamiche di criminalità organizzata. L’episodio è avvenuto nei vicoli che collegano Piazza Carolina...
Cronaca Giudiziaria
Cassazione annulla le condanne nel caso Falanga a Pompei, riaperta la questione giudiziaria
Pompei: La Cassazione Assolve i Fratelli Falanga da Accuse di Infiltrazione Mafiosa
Pompei, 25 maggio 2026 – Si chiude definitivamente la controversa vicenda giudiziaria che ha coinvolto Luigi e Giuseppina Falanga. La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio le condanne a loro carico, accogliendo...
Succede anche
Cronaca
Napoli: controlli dei carabinieri. A Miano preso spacciatore
Una pistola Beretta nascosta nel cuscino, marijuana, crack e hashish sequestrati e alcune persone arrestate, tra cui un pusher sorpreso a spacciare: questo il bilancio di una serie di controlli eseguiti dai carabinieri nel Napoletano. Lo spacciatore è stato preso nella zona di Miano, a Napoli dove gli affari illeciti sono gestiti dal clan camorristico dei Lo Russo: si tratta di Mario Alfano, 26 anni, sorpreso mentre vendeva la droga. Nel vano sottosella del suo scooter c’erano 32 bustine di cellophane contenenti 21 grammi di marijuana, 25 stecchette di hashish, (66,9 gr.) E 6 dosi di crack (1,00), oltre a 75 euro in banconote vario taglio ritenute provento di illecita attività. Le altre persone sono state arrestate per evasione dagli arresti domiciliari. L’arma è stata trovata dai carabinieri sul terrazzo di un palazzo, a Scampia: si tratta di una Beretta “8000 cougar”, con matricola abrasa, colpo in canna e 7 cartucce nel caricatore. Era nascosta in un cuscino da divano: sarà inviata al Racis di Roma per accertare se sia stata utilizzata per azioni criminali. Durante controlli alla circolazione stradale sono state infine denunciate due persone per guida senza patente. Contestate anche 37 infrazioni.
Cronaca
Torre del Greco: vendeva eroina in casa, arrestato 50enne
Un 50enne è stato arrestato dagli agenti del commissariato di polizia di Stato ‘Torre del Greco’ a Napoli, perché responsabile del reato di detenzione di sostanza stupefacente. L’arresto è maturato nel corso di un servizio di appostamento presso l’abitazione dell’uomo, dove era stato notato uno strano andirivieni di tossicodipendenti. E’ stato proprio fermando un tossicodipendente che i poliziotti hanno avuto certezza dell’illecita attività che era sorta nell’appartamento del 50enne. A seguito di una perquisizione domiciliare i poliziotti, oltre a rinvenire due dosi di eroina, hanno sequestrato un bilancino di precisione e la somma di 365 euro suddivisa in banconote di vario taglio. Il 50enne, che al momento non era solo in casa, ma in compagnia di altre persone è stato arrestato e condotto alle camere di sicurezza della questura. Stamane, giudicato con rito per direttissima, è stato convalidato il suo arresto e sono stati chiesti i termini a difesa.
Cronaca
Giugliano: il cadavere ritrovato era di un rumeno e non dello scomparso Davide Tarantino
Il cadavere ritrovato in mattinata in un casolare abbondonato alla periferia di Giugliano e’ stato poi identificato per quello di un rumeno senza fissa dimora di 49 anni morto per cause naturali, secondo quanto riferito dai militari dell’Arma. Non si tratta quindi di quello di Davide Tarantino, il pregiudicato legato al clan Amato-Pagano di Secondigliano scomparso dal 29 febbraio scorso e che si teme sia rimasto vittima della lupara bianca. La possibilita’ che si trattasse del suo corpo era anche legata al fatto che in quella zona fu ritrovata la salma di un altro affiliato a clan di cui si erano perse le tracce durante la cosiddetta ‘faida dei carbonizzati’ nei primi mesi dello scorso anno.
Cronaca
Perde il controllo dell’auto, muore pizzaiolo di Padula
Padula. Incidente mortale lungo la strada provinciale 51, in località Caiazzano, al confine tra Padula e Sassano in provincia di Salerno: la vittima è Michele Sarli, pizzaiolo di 25 anni originario di Padula, che viaggiava a bordo della propria auto, una Renault Modus. Il 25enne, erano circa le 6, stava rientrando a casa dopo aver trascorso la serata in un locale notturno del Vallo di Diano, quando ha perso il controllo della vettura che ha finito la propria corsa contro un muretto di cemento. Sul posto sono intervenuti i carabinieri ed i vigili del fuoco del distaccamento di Sala Consilina. Trasportato al vicino ospedale di Polla i sanitari ne hanno disposto il trasferimento all’ospedale Cardarelli di Napoli, ma il cuore del 25enne ha cessato di battere prima di giungere al nosocomio napoletano. Il giovane era molto conosciuto per aver svolto il lavoro di pizzaiolo in diversi locali del luogo. “La comunità padulese – ha detto il sindaco Paolo Imparato – è vicina alla famiglia di Michele, giovane stimato da tutti in paese”.
Cronaca
Napoli, lite con spari in discoteca: arrestati tre della “paranza dei bimbi”
Dopo una lite per futili motivi in una discoteca di Villa Literno, presero la pistola che avevano lasciato nella loro auto e iniziarono a sparare, scatenando il panico tra i presenti: i carabinieri di Casal di Principe hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari a tre giovani ritenuti legati al clan Sibillo-Giuliano di Napoli protagonista della faida della “paranza dei bimbi” che ha insanguinato Forcella e il centro storico di Napoli. I tre sono gli autori dell’episodio avvenuto l’11 ottobre del 2015. L’ordinanza è stata emessa dal gip del tribunale di NapoliNord. La scena venne ripresa dal sistema di videosorveglianza della discoteca. I tre indagati (due erano già in carcere, l’ultimo, che era in libertà, è finito ai domiciliari) sono accusati, a vario titolo, di detenzione e porto abusivo di arma da fuoco, danneggiamento aggravato, minaccia aggravata e esplosione di colpi d’arma da fuoco in luogo pubblico.
Cronaca
Droga dall’Olanda e da Torre Annunziata per fornire Napoli e Ischia: 18 arresti
Due anni di indagine, coordinata dalla procura di Napoli, con la Squadra Mobile di Frosinone e la Direzione centrale servizi antidroga, hanno scoperto due organizzazioni di narcotrafficanti che importavano sostanza stupefacente da Spagna e Olanda nelle ‘piazze’ della Campania. Sono 11 gli indagati finiti in carcere, mentre a 4 il gip ha concesso i domiciliari. La prima banda attiva in Olanda aveva base logistica in un ristorante italiano a Den Hague, citta’ dove ha sede Eurojust, gestito da due fratelli di origina napoletana. L’altra aveva a capo il titolare di una ditta di autotrasporti che si serviva dei tir per ‘importare’ cocaina e hashish. Numerosi i sequestri di partite di droga e gli arresti di corrieri durante l’inchiesta. La polizia francese, ad esempio, a novembre 2011, blocco’ uno dei tir in marcia dalla Spagna con 12 chili di coca e un chilo di resina di hashish, arrestando l’autista e un complice; a Frosinone, la Mobile fermo’ un autista con 22 chili di marijuana proveniente dall’Olanda a febbraio 2012 e il capo banda con il cugino a marzo di quello stesso anno mente portava a Napoli, sempre dall’Olanda, 11 chili di ‘neve bianca’, un chilo di hashish e uno di marijuna. L’indagine della Dda è stata avviata dopo l’arresto, il 14 ottobre 2011, di tre persone sorprese in un appartamento di Arzano con oltre 6,5 chili di marijuana. Durante le investigazioni sono state registrate centinaia di intercettazioni nel corso delle quali gli stupefacenti erano indicati con numerosi termini convenzionali, tra i quali “sigarette americane e non di contrabbando”, “buste di immondizia”, “trippa buona”, “maglietta a mezze maniche”. Le investigazioni hanno consentito di accertare l’esistenza di due gruppi criminali: uno attivo nel quartiere Secondigliano a Napoli, l’altro sull’isola d’Ischia. In particolare l’organizzazione partenopea, dopo aver acquistato partite di droga tra Pompei e Torre Annunziata, provvedeva al taglio e al confezionamento delle dosi che poi venivano cedute a numerosi acquirenti alcuni dei quali provenienti da altre regioni d’Italia. Tra i clienti anche membri della seconda organizzazione che, quasi giornalmente, si rifornivano di – scrive in una nota il procuratore aggiunto Filippo Beatrice – con continui viaggi e con partenze, anche in orari notturni, a bordo di traghetti.
Cronaca
Ercolano: arrestato il “palo” della rapina mortale al gioielliere
Ha svolto il ruolo di “palo mobile”, spostandosi a bordo di un motoveicolo, della rapina ai danni del gioielliere Giuseppe Castaldo, rapina avvenuta lo scorso 7 ottobre a Ercolano e durante la quale la vittima uccise i rapinatori, Luigi Tedeschi e Bruno Petrone, di 53 e 51 anni, a colpi di pistola. I carabinieri della compagnia di Torre del Greco hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della settima sezione della Procura di Napoli Salvatore Esposito, Il provvedimento arriva dopo l’arresto degli altri autori della rapina (Antonio Corvo, Addolorata Esposito e Ernesto Labagnara) destinatari di decreto di fermo emesso il 10 novembre scorso, poi convalidato dal gip con applicazione della misura cautelare in carcere. “Le indagini – spiegano in una nota il procuratore Giovanni Colangelo e il procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli – sviluppate attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nelle aree interessate, l’esame dei tabulati delle utenze trovate in possesso ai rapinatori deceduti e le intercettazioni telefoniche, hanno consentito di accertare e documentare la responsabilità degli indagati, pregiudicati anche per reati specifici, i quali hanno contribuito fattivamente nelle fasi preparatori della rapina”. Secondo le risultanze delle indagini, oltre a fungere da “palo mobile”, immediatamente prima della rapina sfociata in tragedia, Salvatore Esposito ha accompagnato Antonio Corvo nei pressi dell’istituto di credito dove Castaldo stava prelevando i soldi. Corvo, infatti, aveva il compito di tenere sotto controllo la vittima e dopo il prelievo di 5mila euro, ha incontrato Tedeschi e Petrone per definire gli ultimi dettagli della rapina.
Cronaca
Napoli, giallo a Secondigliano: scomparso uomo degli Amato-Pagano. Si teme la lupara bianca
Giallo sulla scomparsa di un pregiudicato a Napoli. La polizia cerca Davide Tarantino, 43 anni, ritenuto legato al clan Amato-Pagano, la cosca scissionista dei Di Lauro a Secondigliano. E’ stata ritrovata la sua auto, una Fiat Uno, parcheggiata in un centro remiero di Lago Patria. Sul posto agenti di polizia stanno cercando tracce che possano portare al ritrovamento dell’uomo residente a Melito e sparito il 26 febbraio scorso di sera. La moglie ha denunciato la sua scomparsa il giorno dopo. Non si esclude un caso di lupara bianca. Secondo quanto appreso dell’uomo di Melito non si avevano più tracce da alcuni giorni e il ritrovamento dell’auto potrebbe infittire il giallo. I poliziotti stanno effettuando dei controlli nelle campagne circostanti e non si esclude che gli stessi possono essere effettuati all’interno del Lago Patria.
Cronaca
Napoli: anche il baby boss di Forcella “nannone” tra gli arrestati per la sparatoria nella discoteca
E’ stato per mesi il terrore di Forcella, quartiere nel centro storico di Napoli. Secondo gli inquirenti, anche da minorenne ha partecipato ad azioni armate e raid intimidatori e cosi’ con il tempo si e’ guadagnato un posto d”onore’ nel clan Sibillo, il gruppo della cosiddetta ‘paranza dei bambini’. Antonio Napoletano, 19 anni, detto ”o nannone’, destinatario di una misura cautelare del gip di Napoli Nord per aver sparato in discoteca durante una lite, e’ stato anche vittima di un agguato da parte del gruppo dei Mazzarella nel corso della faida per il controllo delle ‘piazze’ di spaccio. Nonostante sette colpi di pistola esplosigli contro, non fu colpito e si salvo’ per miracolo. Esponenti del clan avversario si rammaricarono del fallimento e nel corso di telefonate intercettate dalle foze dell’ordine raccontavano di come ”o nannone’ si fosse dileguato ‘come un fantasma’. Napoletano e’ stato arrestato il 16 ottobre del 2015 perche’ nella sua casa del Borgo Sant’Antonio trovarono un fucile a canne mozze e diverse cartucce. Per questo reato, aggravato con il metodo mafioso per l’appartenenza al clan Sibillo, e’ stato condannato a sei anni di reclusione. Non e’ stato invece coinvolto nella retata che ha portato al fermo di 40 esponenti della cosiddetta ‘paranza dei bambini’ per il quale la scorsa settimana il pm della Dda ha chiesto quasi quattro secoli di carcere e due ergastoli. Determinante per il riconoscimento di Napoletano e’ stato un tatuaggio che raffigura una gheisha sul braccio.
Cronaca
Napoli, picchiato e ferito con un colpo di pistola si rifugia nel commissariato
Napoli. Prima un pugno, poi un colpo d’arma da fuoco. Giovane ferito da quattro persone incappucciate, in via Tarsia, si rifugia nel commissariato di polizia Dante. Ad essere ferito, un ragazzo di 23anni che per sfuggire agli aggressori si è rifugiato nel commissariato. L’uomo agli agenti ha detto che era vicino alla sala giochi quando in quattro, incappucciati, prima gli hanno sferrato un pugno e poi gli hanno sparato contro colpendolo al braccio. Sul posto la polizia non ha trovato alcun bossolo; la sua versione è al vaglio degli inquirenti. Il ferito è l’incensurato Luigi Raia. I poliziotti hanno allertato il 118, il giovane è stato trasportato all’ospedale Vecchio Pellegrini.
Cronaca
Caserta, custodia cautelare per ladri di concessionarie
I Carabinieri di Caserta, coordinati dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, “stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare, in carcere ed agli arresti domiciliari, nei confronti di quattro indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di furto aggravato. L’attività investigativa, avviata a gennaio del 2014, ha permesso di identificare i presunti autori di due furti, per un totale di 4 autovetture di grossa cilindrata ed un valore superiore ai 100mila euro, messi a segno nello stesso anno ai danni di una concessionaria di Caserta”.
Cronaca
Nocera: costringevano connazionali romeni disabili a mendicare, tre arresti
Sgominata una banda di romeni che obbligava i propri connazionali, spesso con disabilità fisiche, a mendicare per strada per poi farsi dare tutti i guadagni. I carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore hanno arrestato nella cittadina salernitana ed a Caivano (Napoli), su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, tre cittadini romeni ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di persone. I tre, di 22, 48 e 56 anni, sono indagati anche per il reato di riduzione in schiavitù. Il provvedimento restrittivo scaturisce da un’indagine avviata dalla sezione operativa del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore nell’aprile 2015. Le indagini hanno portato all’individuazione di un gruppo criminale composto da cittadini romeni con base operativa in un campo nomadi situato a Nocera Inferiore e dedito alla tratta di persone e alla loro riduzione in schiavitù (ipotesi – solo quest’ultima – per la quale il gip ha ritenuto non sussistente un quadro di gravità indiziaria). L’attività investigativa ha consentito di documentare le responsabilità degli indagati in merito al trasporto in Italia di 32 cittadini romeni (di cui due minori), alcuni dei quali affetti da menomazioni e disabilità fisiche. Queste persone venivano portate nel campo nomade e poi costrette a mendicare vicino supermercati, chiese e incroci stradali dell’Agro Nocerino-Sarnese e della provincia di Salerno. Tutto il denaro ricavato con l’elemosina, poi, veniva consegnato ai membri dell’organizzazione e chi provava a ribellarsi subiva violenze fisiche e privazioni. Altre due persone della stessa nazionalità, anch’esse destinatarie di provvedimenti restrittivi in carcere, sono risultate irreperibili sul territorio nazionale, mentre un minore romeno è stato indagato in stato di libertà.
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Garlasco: Chiusura dell'Indagine sull'Omicidio di Chiara Poggi
Pavia - Oggi pomeriggio, la Procura di Pavia...
