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Cronaca Nera

Sette arresti a Napoli per il conflitto a fuoco avvenuto a Portamedia nel febbraio 2025

Settimo arresto per conflitto a fuoco a Portamedina: coinvolti anche minori La Squadra Mobile di Napoli ha eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di sette persone, accusate di tentato omicidio e detenzione illegale di armi. Tra gli arrestati figurano alcuni giovani, tra cui il figlio della...

Procura di Napoli avvia la discovery nel caso Domenico con deposito degli atti investigativi

Scomparsa di Domenico Caliendo: La Procura di Napoli Dispone la Discovery Documentale La Procura di Napoli ha avviato un'importante fase investigativa sulla tragica scomparsa di Domenico Caliendo, un bambino di due anni deceduto a seguito di un intervento di trapianto di cuore. Il provvedimento, volto...

Succede anche

Scoperto falso cieco di Nocera Inferiore assunto alla Regione Emilia Romagna. Sequestrati beni per 300mila euro

Cieco assoluto, iscritto all’albo professionale dei centralinisti non vedenti e come tale assunto a Piacenza in un ufficio della Regione Emilia Romagna. In realta’, come dimostrano indagini del nucleo di polizia tributaria di Piacenza e della Guardia di Finanza di Nocera Inferiore, un truffatore. R.C., 49enne della cittadina del Salernitano, aveva ottenuto con l’inganno certificazioni mediche come cieco parziale, portatore di handicap e poi cieco assoluto, truffando l’Inps dal 2001 per oltre 70mila euro, e poi la Regione per oltre 235mila euro tra indennita’ e stipendi ed emolumenti. La procura di Nocera Inferiore gli ha notificato un avviso di conclusione indagini e sequestrato beni per equivalente tra conti correnti e immobili per oltre 300mila euro.

Ercolano: viola allontanamento e maltratta di nuovo moglie, arrestato

Ha prima violato la misura di allontanamento dalla casa familiare e poi ha di nuovo maltrattato la moglie. Così un 37enne, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dai carabinieri. L’episodio è avvenuto ad Ercolano. L’uomo, violando gli obblighi imposti dal provvedimento, era rientrato da tempo nell’abitazione familiare con il tacito consenso della giovane moglie. Ma, nel corso di una ennesima lite scoppiata per futili motivi, lui l’ha strattonata sottraendole il telefonino. I carabinieri, richiamati da vicini, sono intervenuti nell’abitazione e hanno arrestato il 37enne che successivamente è stato condotto nella casa circondariale di Poggioreale.

Droga sull’asse Caserta-Caivano, due donne gestivano il traffico. Sei arresti

Erano due le donne a capo di gruppi criminali a Caserta e che stamattina sono finite in manette insieme ad altre quattro persone. A comandare il giro, “donna Concetta Buonocore” moglie dell’ergastolano Antonio Della Ventura, e anche un’altra donna, Maria Luisa Stella 41 anni. Si tratta di due di tre filoni investigativi che all’alba di oggi hanno portato al blitz dei Carabinieri della Compagnia di Caserta che, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei 6 ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso ed associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Responsabile delle attivita’ estorsive nei confronti di commercianti di Caserta era Concetta Buonocore, 50 anni, moglie di Antonio Della Ventura, ergastolano al 41 bis, ritenuto il referente dei Belforte a Caserta, per gli inquirenti era il capo dell’organizzazione che spacciava cocaina prevalentemente nel capoluogo di Terra di lavoro. A lei la misura cautelare è stata notificata in carcere. Tra gli arrestati anche un’altra donna, Maria Luisa Stella, 41 anni. Concetta Buonocore divideva le responsabilità con Fabio Rivetti, 30 anni,(nella foto insime con Concetta Buonocore)fratello di Clemente Daniele, elemento apicale i Belforte detenuto, mentre Salvatore Sena, 45 anni, teneva i contatti con la provincia di Napoli per approvvigionarsi di droga.L’attivita’ investigativa, avviata nel marzo del 2012, ha permesso di ricostruire una serie di episodi criminosi commessi da gruppi di soggetti diversi nell’ambito di un contesto temporale che va dal 2012 ed il 2013. Nel medesimo arco temporale e spaziale, gli inquirenti hanno individuato l’esistenza a Caserta di due organizzazioni dedite allo smercio di sostanze stupefacenti. I due gruppi criminali, organizzati per la distribuzione dello stupefacente nell’ambito di altrettanti rioni (Parco dei Fiori e Rione Vanvitelli), si rifornivano in Caivano ed erano capaci anche di provvedere alla trasformazione della sostanza acquistata. Essi utilizzavano un linguaggio convenzionale diretto a dissimulare l’oggetto delle conversazioni (“caffe'”, “cioccolata”, “torta”, ecc.). A capo di uno di questi due gruppi dediti allo spaccio di stupefacente, un’altra donna, ruolo che gestiva da quando il convivente era finito dietro le sbarre. L’indagata, era responsabile dell’intera organizzazione a partire dalla gestione dei compiti, dall’approvvigionamento della cocaina nel comune di Caivano, alla trasformazione della droga in crack, fino alla vendita nelle piazze di spaccio di Caserta. Secondo gli inquirenti, questi gruppi organizzati oltre alla vendita dello stupefacente, fornivano una sorta di servizio a domicilio in alcuni rioni specifici. Convolti nell’inchiesta, oggi solo indagati, anche i ‘corrieri’ che consegnavano la droga nei rioni, giovani attivi nei gruppi criminali gia’ nel 2013 e che all’epoca erano ancora minorenni. Dalle perquisizioni eseguite stamattina dai carabinieri di Caserta, e’ stato sequestrato denaro contante per circa 2 mila euro, probabile provento delle attivita’ illecite. L’organizzazione pero’ era continuamente alla ricerca di nuovi canali di rifornimento e organizzo’ persino un trasporto dalla Spagna, cui collaborò Antonio Proteo, 49 anni, detenuto agli arresti domiciliari; l’operazione si concluse con l’arresto in flagranza del sesto componente Francesco Amato, 38 anni, che nel 2009 fu scoperto mentre viaggiava in auto con la sorella trasportando 250 grammi circa di coca. Base logistica delle operazioni era la casa di Concetta Buonocore, e i componenti della banda usavano telefonini dedicati per comunicare tra loro e il linguaggio titpico delle conversazioni tra innamorati (“amore vieni?”, per darsi appuntamenti, per esempio). Francesco Amato vendeva le dosi al dettaglio a casa sua o in bar molto frequentati da giovani.“Per le cinque e mezza, le sei massimo, sto da te e andiamo a vedere la partita, non ti dimenticare quello che mi hai detto, ti devo portare una bella cosa non ti preoccupare. Devo prendere i biglietti, quello e’ il club Napoli di Recale”. Utilizzavano messaggi in codice per indicare i luoghi dove prelevavano a cocaina e le zone dello spaccio a Caserta e dintorni. Il gip di Napoli Alessandro Modestino ha spiegato in 97 pagine come il gruppo che faceva capo al clan Belforte, diretto dalla moglie del capozona dei Belforte, Concetta Buonocore, destinataria di una misura cautelare con altri cinque complici, riuscisse a gestire il mercato della droga e a comunicare con sms o con messaggi in codice che simulavano relazioni amorose o interesse calcistico.Concetta Buonocore, moglie del boss Antonio Della Ventura ristretto al 41 bis nel carcere di Cuneo, era chiamata dagli affiliati ‘la zia’. Il gruppo si incontrava spesso al Bar Boys di Caserta, gestito da Gianfranco Rondinone, fratello di Antonio, anche lui elemento dei Belforte. In una telefonata, uno dei gestori dello spaccio, appena uscito dal carcere, ricostituisce l’organizzazione. E’ Fabio Rivetti, che esce dall’istituto di pena di Poggioreale a Napoli il 27 settembre del 2009, dopo dieci giorni di detenzione. Alle ore 19, appena tornato libero, fissa un appuntamento nella mezz’ora successiva con Francesco Amato e Salvatore Sena. Francesco Amato, infatti, spiega a Sena in una telefonata: “E’ venuto dalle vacanze quell’amico mio, hai capito?”. A quel punto, Rivetti invia un sms ad Amato: “Amore ma quando mi vieni a prendere, ti sto aspettando, muoviti”. In un’altra occasione, Sena chiama Amato e gli chiede se puo’ fornirgli alcune dosi: “E dai, vedi un poco, Francesco, mi servono proprio se no si ferma la giostra”. Amato risponde:”Ok, non parlare per telefono, ora vado”. A rafforzare l’inchiesta sullo spaccio di stupefacenti nei bar, sono state le dichiarazioni di collaboratori di giustizia a partire da Vincenzo Maiello, a Michele Froncillo, Raffaele Roccolano, Giacomo Nocera e Antonio Gerardi.Nelle intercettazioni viene definita ”signora” o ”zia”: e’ Concetta Buonocore, 50 anni, moglie del boss Antonio Della Ventura, detenuto in regine di 41bis. Alla donna, gia’ detenuta, la Polizia ha notificato oggi una nuova ordinanza nell’ambito dell’operazione che ha portato all’arresto di sei persone per traffico di stupefacenti fra Napoli e Caserta. La donna, come risulta dalle indagini della Squadra Mobile della Questura di Caserta, e’ stato il vero punto di riferimento del clan Belforte nel capoluogo casertano, anche perche’ porta i messaggi del marito dal carcere. Gli investigatori, durante gli appostamenti, hanno accertato tra l’altro i numerosi incontri avvenuti proprio a casa della Buonocore (ubicata nella frazione Santa Barbara di Caserta) che il Gip considera ”il centro operativo del gruppo”. Buonocore, come un vero e proprio capo, non viene mai intercettata, con lei si puo’ parlare solo di persona. La donna era stata arrestata dalla Squadra Mobile nell’ottobre dello scorso anno per estorsione aggravata dal metodo mafioso; in una successiva indagine dei Carabinieri e’ poi emerso il suo ruolo di gestore della cassa comune, dove confluivano le tangenti e i soldi della vendita della droga, e di addetta ai pagamenti degli stipendi agli affiliati e ai familiari dei detenuti. Tra l’altro la donna fino a qualche mese fa risultava dipendente di Caserta Ambiente, azienda che gestisce la raccolta degli rifiuti solidi urbani nel capoluogo.

Secondigliano: la polizia rimuove le barriere degli spacciatori

Numerose barriere collocate per proteggere l’ attività degli spacciatori di droga sono state rimosse dalla Polizia in via Limitone Arzano nelle cosiddette Case Celesti del quartiere Secondigliano. Gli agenti del Commissariato Secondigliano sono intervenuti con i poliziotti del Reparto Prevenzione Crimine Campania, del Reparto Mobile e con il supporto tecnico dei Vigili del Fuoco. Una squadra di dipendenti dell’ Asìa si è infine occupata di smaltire 14 porte blindate, che sono state rimosse, Nel corso dell’ operazione sono state effettuate tre perquisizioni domiciliari.

Torre Annunziata, morte Aldo Gionta: domani l’autopsia a Castellammare

Sarà effettuata con molta probabilità nel primo pomeriggio di domani l’autopsia sul corpo di Aldo Gionta cugino omonimo del boss poeta di Torre Annunziata e nipote del capoclan Valentino, morto il 12 febbraio scorso nella sala operatoria dell’ospedale “Sant’Anna” di Boscotrecase mentre era in sala operatoria per essere sottoposto ad un intervento chirurgico per una frattura di tibia e perone. L’esame autoptico sarà effettuato dal dottor Massimo Esposito, specialista nell’Istituto di Medicina legale dell’Università Federico II presso il Secondo Policlinico di Napoli nella sala mortuaria del cimitero di Castellammare. Esposito è il perito dell’accusa ed lo stesso che eseguì un supplemento d’indagine sulla morte in corsia della giovane mamma Tommasina De Laurentiis. Sono tre i medici indagati (un ortopedico, un anestesista ed un cardiologo): si tratta di G.S., G.B. e L.G., presenti nella sala operatoria al momento della morte del 47enne,. I parenti di Aldo Gionta hanno presentato una denuncia in tribunale lo scorso 16 febbraio. A sporgerla è stata la moglie del nipote del “super-boss”. Il legale di famiglia, l’avvocato Giovanni Tortora, ha nominato un proprio consulente di parte, che domani assisterà all’autopsia sulla salma: è il dottor Piermario Olivieri, specialista in medicina legale di Torre del Greco.

Paranza dei bimbi: finisce a Napoli la latitanza di Vincenzo Amirante

Napoli. Finisce la latitanza di Amirante, ricercato per il blitz ‘la paranza dei bimbi’. In manette è finito il 50enne Vincenzo Amirante, latitante dallo scorso 9 giugno. L’uomo è stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile partenopea, in vico Soprammuro nella zona di Forcella. Amirante era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal giudice delle indagini preliminari di Napoli, a conclusione di un’attività d’indagine coordinata dalla locale Dda. Un provvedimento che ha riguardato 64 persone ritenute appartenenti al cartello camorristico Giuliano-Sibillo-Brunetti-Amirante, noto come “la paranza dei bimbi” ed egemone nella zona di Forcella e della Maddalena, nel centro della città. Il gruppo criminale si è reso protagonista di un acceso contrasto con il clan camorristico dei Mazzarella per il controllo dei traffici illeciti legati allo spaccio di sostanze stupefacenti e alle estorsioni. Le indagini svolte dalla polizia hanno permesso di monitorare l’ascesa del potente gruppo camorristico e lo scontro, sfociato anche in alcuni omicidi, prima con i Mazzarella e poi con i Buonerba. Amirante è indagato per associazione a delinquere di tipo mafioso ed estorsione.

Scoperta raffineria di cocaina a San Giuseppe Vesuviano: 5 arresti del clan Gallo-Limelli-Vangone

La Guardia di Finanza di Napoli ha scoperto una raffineria di cocaina in un appartamento di San Giuseppe Vesuviano gestita dal clan Gallo/Limelli/Vangone. Sono stati sequestrati oltre 7 chilogrammi di cocaina ed arrestati in flagranza 5 persone. la droga sequestrata avrebbe avuto sul mercato un valore di oltre 3 milioni di euro e sarebbe servita per il confezionamento di oltre 100 mila dosi. L'articolo Scoperta raffineria di cocaina a San Giuseppe Vesuviano: 5 arresti del clan Gallo-Limelli-Vangone sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Orologi rubati a Cuneo ritrovati a Napoli: due arresti

Napoli. Circa trenta orologi di marca, denaro contante, personal computer, telefoni cellulari ed una macchina utilizzata per mettere a segno i colpi sono stati rinvenuti nel Napoletano nel corso di una operazione condotta dalla squadra mobile di Cuneo per una rapina avvenuta il sette ottobre scorso in una nota gioielleria della città piemontese: il bottino era di 250mila euro. Le perquisizioni sono state eseguite dai poliziotti di Cuneo in collaborazione con quelli di Napoli, dei commissariati di Tivoli, Pozzuoli e Giugliano. La polizia ha arrestato due persone (si tratta di due cittadini slavi, uno residente in provincia di Roma e l’altro nel Napoletano) e ne ha denunciato in stato di libertà altre cinque, tutte residenti in provincia di Napoli. L'articolo Orologi rubati a Cuneo ritrovati a Napoli: due arresti sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Agguati in faida clan Belforte-Piccolo nel Casertano: 6 arresti

Dopo anni si fa luce sull’omicidio di Nazzareno Mancino e sul tentato omicidio del fratello Saverio, avvenuti nel Casertano nell’ambito della faida tra i clan Belforte e Piccolo che si contendevano la leadership criminale nel territorio di Marcianise attraverso una lunga serie di agguati mortali. Sei le persone destinatarie di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguite dalla polizia di Caserta su mandato della Dda di Napoli. Cinque degli indagati erano già detenuti per altra causa. Nazzareno Mancino, affiliato ai Piccolo-Letizia, fu ucciso il 7 aprile 1999 a Marcianise. L’uomo era all’interno del bar Russo di via Roma quando fu raggiunto da numerosi colpi d’arma da fuoco e morì dopo poche ore in ospedale. Mancino era nei pressi del banco dell’esercizio commerciale quando fu avvicinato da un uomo con il casco integrale in testa e un mitragliatore Kalashnikov nascosto sotto il giubbotto. Mancino tentò di rifugiarsi nel locale adibito alla lavorazione dei dolci, ma fu raggiunto dal sicario che lo ferì mortalmente alle gambe e al torace. Numerosi i resti di proiettile rinvenuti sul luogo dell’agguato, compreso 24 bossoli calibro 7,62. Dopo due giorni fu rinvenuta, in un fossato in aperta campagna a Marcianise, in località Patricelli nella zona Nuovo Macello, la motocicletta rubata, Enduro Yamaha XT 600, utilizzata per l’agguato. Il 6 settembre 2002 fu ferito gravemente, a Capodrise, nei pressi del bar pasticceria Marconi, Saverio Mancino. L’uomo fu ferito da due colpi di pistola che lo raggiunsero al capo e alla mandibola. Mancino riuscì, però, a rifugiarsi all’interno del bar riuscendo a salvarsi. Le indagini condotte all’epoca dei fatti, pur riuscendo a stabilere che si trattasse “dell’ennesima puntata dell’atavico conflitto tra il clan Belforte e il clan Piccolo”, non portarono all’identificazione degli autori degli agguati, ha ricordato in una nota il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli. Le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia e il riscontro degli elementi probatori raccolti dalla polizia hanno, però, permesso di riaprire le indagini riuscendo a individuare gli esecutori materiali dell’azione di fuoco nonché di accertare le responsabilità dei mandanti e degli addetti al reclutamento dei killer. L'articolo Agguati in faida clan Belforte-Piccolo nel Casertano: 6 arresti sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Fotografo si toglie la vita, ancora ignoti i motivi

Gragnano è ancora sotto shock. Un risveglio drammatico per la città della pasta quello di ieri. Marcello Ricco, noto fotografo della cittadina ai piedi dei monti lattari si è tolto la vita. Sono ancora ignoti i motivi che hanno condotto il fotografo all’estremo gesto avvenuto nella cantina della sua abitazione. Una vita apparentemente tranquilla e serena quella del titolare del noto esercizio commerciale “Foto Mary”, che non avrebbe mai fatto presagire a nulla di tutto ciò. Le uniche lamentele del fotografo, come riportato da alcuni amici e clienti, fatte negli ultimi giorni erano quelle che qualsiasi commerciante usa fare. I familiari si interrogano sul perchè Ricco sia arrivato a tanto. A dover risalire ai motivi del drammatico gesto saranno ora i carabinieri della stazione di Gragnano che indagano sull’accaduto. Quello di Ricco è l’ultimo dei 4 suicidi totali che in pochi mesi hanno sconvolto la comunità gragnese. Una esclation iniziata con il suicidio di Ciro Di Vuolo, imprenditore, al barista Carlo Sibilli, quindi il parrucchiere Fioravante Lepre. L'articolo Fotografo si toglie la vita, ancora ignoti i motivi sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Clan Giuliano sequestro beni a Roma

Un patrimonio che ammonta a 100 milioni di euro è stato sequestrato dalla Dia di Roma a cinque persone” responsabili di un vasto sistema di usura e gioco d’azzardo sul litorale romano, in particolare a Ladispoli dove i cinque risiedono. Alcuni di questi, già arrestati in un’operazione della Dia del giugno scorso, risulterebbero vicini al clan Giuliano di Napoli. Tra i beni sequestrati 60 immobili di pregio, 11 società, 200 rapporti bancari, 20 veicoli e 10 terreni agricoli” L'articolo Clan Giuliano sequestro beni a Roma sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Contrabbando di gasolio per un milione di euro: tre arresti, due sono di Pomigliano

Blitz delle Fiamme Gialle tra Ponticelli, Afragola e Pomigliano d’Arco: la Guardia di Finanza ha sequestrato un’autocisterna con all’interno 35mila litri di gasolio di contrabbando e proveniente dall’Est Europa. Tre persone sono finite in carcere: si tratta dell’autista del mezzo pesante, il 45enne Giuseppe Vitiello, il proprietario dello stesso tir, Vincenzo De Blasio, 40enne sempre di Pomigliano, ed il titolare di un’area di servizio di via Argine, nel quartiere napoletano di Ponticelli, il 32enne, Dario Figliolia. Inoltre è stato denunciato a piede libero S. C.. 47enne di Afragola, titolare di un deposito in cui sono svolte le operazione di carico del carburante illegale. La Guardia di Finanza ha seguito l’autobotte uscita dal capannone fino a quando è entrata nell’area di servizio di Napoli Est. Qui sono intervenuti, fermando naturalmente le attività. Il valore complessivo del combustibile intercettato è pari a circa un milione di euro, inoltre è risultato essere danno per i veicoli. Per i primi tre, il magistrato ha disposto gli arresti nel carcere di Poggioreale, in attesa dell’udienza di convalida. Nel pomeriggio di ieri, una pattuglia della compagnia della guardia di finanza di Afragola, diretta dal capitano Dario Gravina, ha intercettato il pesante autoarticolato, contrassegnato dal segnale “trasporto carburante” mentre usciva da un deposito di via Cinque Vie. I militari che erano a bordo di un’auto civetta, hanno seguito l’automezzo fino all’area di servizio di via Argine dove sono intervenuti. Il carburante, di provenienza dall’est europeo, ad una prima analisi è risultato troppo ricco di zolfo, tipica del gasolio contraffatto. Per questo, le quattro persone coinvolte rischiano anche una denuncia per falsificazione. Le fiamme gialle hanno sequestrato il deposito di Afragola, l’area di servizio di via Argine e l’autoarticolato, per un valore complessivo di oltre un milione di euro. L'articolo Contrabbando di gasolio per un milione di euro: tre arresti, due sono di Pomigliano sembra essere il primo su Cronache della Campania.

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